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mercoledì 21 novembre 2012

SCANDALO A SAN VITTORE

Ancora una volta una notizia sconvolgente che ha come protagonista Alberto Barin, 51enne, cappellano del carcere di San Vittore, arrestato con l'accusa di violenza sessuale e concussione su sei ragazzi detenuti nel carcere. Ancora una volta membri della chiesa coinvolti in atti osceni come questo e ancora una volta la Chiesa tace! O meglio, un cominicato la curia di Milano lo ha fatto dove esprime il proprio sconcerto e il dolore per l'arresto di Padre Alberto Barin, manifesta la propria fiducia nelle indagini e si mette a disposizione delle indagini stesse. L'ennesimo messaggio che mi sa più una lavatina di coscienza che un vero e proprio atto di accusa! la curia è sconvolta e addolorata? ancora una volta? dopo tutti gli atti di pedofilia e violenza sessuale da parte di preti in tutto il mondo la curia si dice ancora sconcertata? A essere sconcertato sono io, sono le vittime, sono i genitori delle vittime, siamo tutti sconcertati del fatto che la Chiesa in merito non ha fatto ancora nulla, se non dei comunicati, dei discorsi di vescovi, cardinali e del Papa. A me personalmente i discorsi e i comunicati non interessano affatto, io voglio i fatti, voglio ed esigo che la Chiesa prenda delle dure decisioni in merito a questi episodi e che lavori per far si che questo non accada mai più! Cavolo hanno processato il maggiordomo del papa per aver reso pubbliche carte private del pontefice, che hanno alimentato un ulteriore scandalo nella chiesa, e possibile che stentano a prendere provvedimenti duri con questa gente? 
Non so di chi voi abbia visto il film sulla storia di Giovanni XXIII, il papa Buono, il film racconta di un amico di seminario dell'allora papa che fu scomunicato per avere ideologie differenti alle dottrine della chiesa cattolica, ideologie che si avvicinavano di più alla parola di Dio che alle regole della Chiesa, eppure fu scomunicato! Oggi i preti pedofili e accusati di tali atti la maggior parte delle volte riescono a farla franca proprio perchè coperti dagli stessi superiori e sull'argomento c'è sempre troppo silenzio da parte della Chiesa, lo stesso silenzio che ci fu durate la seconda guerra mondiale con lo sterminio degli ebrei.
La Chiesa ha il dovere morale di prendere posizioni chiare, forti e pubbliche in merito a tali atti, ha il dovere di rendere libera la chiesa da questo inutile sacrificio della castità, innanzitutto perchè la maggior parte non lo rispetta, e non solo, spinge, e non vuole essere una giustificazione, queste persone a fare atti sessuali come questi, inoltre vorrei capire dove ce scritto nelle sacre scritture che un prete non può aver moglie, servire Dio lo si può fare in qualsiasi circostanza e rendere le persone castrate della propria natura che Dio stesso a creato, sono certo che da solo un danno alla Chiesa e non un onore.
Io mi auguro che la Chiesa prenda un giorno atto dell'indecenza e dell'ipocrisia nella quale sta vivendo e che ci possa essere un capo che sappia riprendere in mano le redini dell'evangelizzazione, dell'amore e di tutti quei principi e valori che la Chiesa ha il dovere di trasmettere. E mi auguro che chi si accinge a intraprendere la strada del seminario lo faccia con amore, con dedizione al prossimo, consapevole che servire Dio comporta obblighi e rinunce, ma soprattutto comporta essere esempio d'amore per il prossimo e che se solo si ha il minimo dubbio di non farcela rinunciarvi, ma non si possono ripetere ancora atti cosi osceni come questo.

sabato 17 novembre 2012

ADDIO EMMANUEL

Nata nel 1952, Sylvia Kristel divenne, a 22 anni, un'icona sexy famosa in tutti il mondo grazie alla pellicola Emmanuelle. Interpretava una donna ricca e annoiata alla scoperta dei piaceri del sesso. Il personaggio le rimarrà incollato addosso, diventando una prigione che le impedirà una vera carriera cinematografica. Trascinerà la sua vita tra seguel di Emmanuelle (ne furono realizzati sei), uomini sbagliati, droga e alcol, fino a spegnersi nella sua casa di Amsterdam, il 17 Ottobre scorso, per un tumore alla gola...aveva 60anni.

Oggi in negozio mentre facevo una cliente scrutavo un articolo dedicato a Sylvia Kristel, un donna amante della pittura nella quale si rifugiava dai ricordi più violenti del suo passato, un passato che li ha creato in questi anni un dolore che solo lei conosceva. Un dolore che aumento' quando la sua vita fu anche segnata dal cancro che la invase e si appropriò di lei e di Emmanuelle, il suo personaggio nel quale fu prigioniera per tutta una vita. Quando a soli 22 anni fu presa al provino per il film culto Emmanuelle, che la resa famosa in tutto il modo, di certo Sylvia Kristel non immaginana di essere entrata in una prigione dalla quale non sarebbe più uscita, stuprata a soli 9anni dal manager dell'albergo dei suoi genitori, abbandonata dal padre che scappò di casa con un altra donna e cresciuta con una madre alcolista e poco presente, Sylvia immaginava un futuro da attrice, lanciata, come tante, da un film destinato invece a scandalizzare il mondo. Ma Sylvia Kristel era davvero Emmanuelle? ...e a questa domanda mi è venuto da pensare....ma quante Emmanuelle esistono ancora oggi? Quante persone sono imprigionate da quello che gli altri vorrebbero che noi fossimo o facessimo, i genitori per i figli, i figli con i genitori, le mogli per i mariti e mariti con le mogli, senza soffermarsi a pensare che ogni essere umano è una persona speciale per quello che è, per quello che diventerà e per tutto quello che è destinato a fare. Il problema di etichettare un individuo o rimanerne delusi perchè non rispecchia le aspettative fatte, è che non siamo capaci di amare nel vero senso della parola, amare un figlio, un genitore, un marito, una moglie o un caro amico, significa accettare di lui qualsiasi cosa, il suo essere senza chiedere cambiamenti, senza aspettarsi cose che desideriamo solo per colmare il nostro piacere o le nostre mancanze, bisogna amare incondizionatamente la persona che abbiamo difronte, di qualsiasi amore si tratti e qualsiasi sia la persona in questione. Per il troppo egoismo, perchè siamo abituati a pensare più a quello che noi abbiamo bisogno, ci creiamo troppe aspettative sulle persone, costringendole a cambiare, a fingere, a interpretare un personaggio e a renderle sempre di più prigioniere proprio come Emmanuelle.

Sylvia Kristel non sopportò di essere continuamente etichettata come il suo personaggio, gli uomini che ha avuto nella sua vita si aspettavano di trovare Emmanuelle nel loro letto e non apprezzavano Sylvia ne consideravano i suoi bisogni, i suoi sentimenti, tutto questo la portò alla droga e all'alcol, spendeva 400 dollari la settimana solo per la droga e a poco a poco perse tutto, cercando in ogni uomo quel padre che la abbandonò, si può essere un clichè, ma vi voglio lasciare con una frase che disse Sylvia Kristel, salutando una donna che non è stata apprezzata, non è stata capita ma che è di esempio per tutte quelle persone che voglio essere libere e accettate per come sono davvero! Ciao Sylvia...

...il dolore, per quanto acuto, sa essere banale....Sylvia Kristel

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