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lunedì 29 luglio 2013

IL LATO OSCURO DELLA CHIESA CRISTIANA EVANGELICA DI TREZZANO ROSA

Cari lettori, questo non è uno dei soliti post che avete avuto modo di leggere fino ad ora sul mio blog, ma è la testimonianza di quello che sta accadendo tra me e la Chiesa Cristiana Evangelica di Trezzano Rosa (MI), che tale non si può e non posso definire in quanto non conforme con i principi cristiani e guidata, anziché dalla fede, dalle ambizioni e da pensieri strettamente legati a persone fisiche. Un contesto che meglio definire più una setta che una chiesa di Cristo.
È doverosa una premessa, affinché possiate capire il contenuto di questo post: per chi ha potuto seguire il mio blog fino ad ora e per chi si avvicina per la prima volta, è bene ricordare che  il mio lavoro in questo sito è quello di  far conosce tutte quelle realtà mistico/religiose che, basandosi su Cristo e sulle sacre scritture (e non solo), si fanno conoscere come le vere Chiese di Dio o la giusta strada da seguire, mentre non sono altro che sette che agiscono in modo contrario e opposto ai veri principi del vangelo, molto spesso creando danni morali e psicologi a coloro che ne sono coinvolti. Ho già avuto modo di dire e desidero ribadire che ognuno è libero di credere a quello che ritiene più opportuno, ma usare una religione, in questo caso quella cristiana, distorcerla al fine di ingannare e far male allla gente è un crimine! Qualche settimana fa pubblicai un post dal titolo "TESTIMONIANZA SULLA CHIESA EVANGELICA DI TREZZANO ROSA", questo post era la mia personale testimonianza sull'esperienza che ho avuto presso questa comunità nella quale sono cresciuto e vissuto fino all'età di 18 anni, fino alla mia scomunica. Una testimonianza che sicuramente ha scosso questa comunità, in quanto si sarà risentita dell'aver letto delle VERITÀ su se stessa, accusandomi, oltre ad aver detto delle falsita (cosa assai sciocca dato che ho messo alla luce fatti privati della mia vita), di aver cancellato quel post per rimorso di coscienza o per paura di ripercussioni legali. Il post invece venne erroneamente cancellato durante la risoluzione di un problema tecnico del blog stesso, proprio come avvenne ad un altro post, che alcuni di voi avranno avuto tempo di leggerlo, intitolato "PAPA FRANCESCO SEGUE LA LINEA DI BENEDETTO XVI SULLA PEDOFILIA".
Alla luce di questo ho quindi deciso di pubblicare, non solo la mia personale testimonianza che dovrò avere il tempo di riscrive, ma anche la corrispondenza che c'è stata tra me e questa comunità, per due fondamentali ragioni: la prima, la più importante, è fornire una chiara prova di cosa si cela molto spesso dietro a comunità che si ritengono cristiane, portando una reale e personale testimonianza purtroppo condivisa con altre persone che hanno avuto il mio stesso destino. La seconda motivazione è per dimostrare che non ho e non ho mai avuto rimorsi di coscienza su questioni di cui sono estremamente consapevole di essere nel giusto, tantomeno di aver paura di ripercussioni legali che sarei io stesso, e altre "vittime" di questa comunità a poter richiedere. 
A distanza di anni, dopo un mio percorso di fede, ad una mia personale maturazione e dopo aver saputo che a distanza di anni altre persone furono trattate e scomunicate in modo ingiusto e non in linea con le Sacre Scritture decisi, qualche settimana fa, di scrivere una lettera alla comunità di Trezzano Rosa al fine di chiedere chiarimenti su alcuni comportamenti e fare un appello a cessare con tali comportamenti al fine di ritrovare la strada di amore insegnata nei vangeli. 
Quanto segue sono le lettere intercorse tra me e la comunità di Trezzano Rosa:

SAMUELE SCRIVE ALLA CHIESA EVANGELICA DI TREZZANO ROSA:


Alla Chiesa Evangelica di Trezzano Rosa,


chi vi scrive è Samuele Manera, credo che non servano presentazioni in quanto cresciuto all'interno di questa comunità. Prima di arrivare al nocciolo della questione e soprattutto del perchè abbia deciso di scrivere questa lettera, desideravo far sapere che nel corso di questi anni ho innanzitutto potuto riscoprire, anzi scoprire la vera la gioia della fede in Cristo scoprendo che Lui mi ama, mi ama per quello che sono, anche nella mia condizione di peccatore. Attraverso le Scritture ho scoperto come tante cose che mi sono state insegnate non siano perfettamente conformi agli insegnamenti di Cristo. Ho scoperto che essere cristiano significa molto di più che appartenere a un movimento religioso, che significa molto di più che adagiarsi su abitudini e tradizioni, a volte malsane, di una comunità che predica il vangelo ma non vive in esso. Ho scoperto che essere cristiano è una gioia che riesci a trovare anche nell'intimità della propria casa quando non ti rimane che la lettura e la preghiera e che diventa ancora più grande quando puoi condividerla con chi, come te, ha la tua stessa fede. Immagino che può essere strano sentire dire da me queste parole, ma quello che posso dirvi è che più volte ho rimesso la mia vita nelle mani di Dio e più di una volta ho capito che quello che mi è successo nella mia vita e che ancora mi sta accadendo è quello che Dio ha scelto per me, sarà lui a tirare i fili della mia vita e di certo non sta a me o a chiunque altro cercare di comprendere i suoi piani, anche se possono apparentemente sembrare incoerenti. Durante questa esperienza ho capito anche che cosi come io ho bisogno di essere amato e perdonato, di conseguenza io devo fare lo stesso con gli altri, e quindi mi sono reso conto che tutti i rancori che avevo, anche verso tutti voi, non avevano più motivo di esistere ed ecco perchè ho sentito il bisogno di riallacciare i rapporti innanzitutto con la mia famiglia, così come è avvenuto.
Ma un'altra cosa che ho capito è anche l'ipocrisia nella quale sono cresciuto per molti anni in una comunità che non trovo, e non è, in armonia con quella che la Chiesa di Cristo dovrebbe essere. Sono cresciuto in una Chiesa fatta più di divisioni e ipocrisie che di amore e carità, ed è proprio per questo che ho deciso di scrivervi.
Come ho detto prima ho avuto la gioia di riappacificarmi con la mia famiglia, ma proprio questa riappacificazione mi ha portato a conoscenza di quanto accaduto a mia sorella Katja che ho avuto il piacere di riabbracciare, ma quando quella sera lei se né andata, io rimasi con la gioia di averla rivista e la tristezza nel cuore per le sue parole. Anche lei allontanata, lasciata sola, condannata per qualcosa che probabilmente non gli è stato nemmeno consentito di spiegare, o se lo ha fatto, ovviamente non è stata creduta. Mi ha lasciato una ferita enorme questa cosa perchè nonostante quello che già era successo con me, nonostante dopo tutto il dolore che quella vicenda ha portato, ancora oggi si continuano a perseguire gli stessi identici errori di sempre. Mia sorella ha sicuramente commesso un errore, ed è vero che Dio esorta alla sua Chiesa anche la disciplina quando un fratello o una sorella cade in errore, ma insegna soprattutto l'amore, questa è una cosa essenziale e fondamentale che dobbiamo tutti noi capire, lasciando da parte i pregiudizi, i giudizi, i rancori, e cercare di vivere in armonia e in serenità con noi stessi, ma soprattutto con il volere di Dio. Il vostro modo di disciplinare non trova riscontro nella Bibbia, infatti nelle Sacre Scritture non esiste un complesso di norme disciplinari come lo intendiamo noi oggi, anche se allo stesso tempo il tema della disciplina non è completamente assente. La stessa parole “disciplina” è molto rara nella Bibbia e spesso sta ad indicare qualcosa di diverso rispetto a quello che generalmente si intende oggi. Nel Nuovo Testamento la parola “disciplina” è citata solo cinque volte (Efesini 6:4, Ebrei 12:5,7,8,11) e altre quattro nel Vecchio Testamento (Deuteronomio 11:2, Salmi 50:17, Proverbi 3:11 e 6:27). Nei versetti dove la disciplina viene menzionata facendo riferimento a quei comportamenti da tenere in caso di peccati all'interno della chiesa, essa non riporta delle procedure standar da seguire sempre, né tanto meno sanzioni da applicare nella generalità dei casi di peccato. Quindi ogni peccato deve essere verificato e valutato per poi, se necessario, prendere provvedimenti disciplinari.
Saprete meglio di me che ci sono diverse occasioni nella Bibbia dove viene insegnato il quando e il come procedere all'applicazione di un provvedimento disciplinare nei confronti di un fratello in Cristo. Nel Nuovo Testamento ci sono casi espliciti che prevedono, sempre dopo un'attenta valutazione e non in maniera categorica, il provvedimento disciplinare, ma è anche bene ricordarsi che con la discesa dello Spirito Santo nel giorno di Pentecoste (Atti 2:1-4) nasce la Chiesa di Cristo, che non è il popolo di Israele del Vecchio Testamento, né si identifica in nessun sistema giuridico, infatti la Chiesa di Cristo è un organismo dove le leggi culturali e cerimoniali del Vecchio Testamento perdono il loro valore. La Bibbia ci insegna che i cristiani sono forestieri e pellegrini in questo mondo, chiamati ad ubbidire alle leggi di ogni nazione in cui vengono a trovarsi e soprattutto esortati a vivere nell'amore, quindi le norme e le sanzioni previste da Dio per il popolo di Israele nell'Antico Testamento non possono essere applicate nella Chiesa odierna, soprattutto quando, nel Nuovo Testamento, ne esistono di nuove. Allora quando, alla luce delle Scritture, sono previsti dei provvedimenti disciplinari? Nei seguenti casi:
Il peccato personale di qualsiasi tipo, Matteo 18:15-17 dice: “...Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ascolterà, prendi ancora con te una o due persone, perchè ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni, se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; se non ascolterà neanche la comunità; sia per te come il pagano e il pubblicano...”. I falsi insegnamenti
1 Corinzi 3:10-11 “...secondo la grazia di Dio che mi è stata data, come un saggio architetto io ho posto il fondamento, un altro poi vi costruisce sopra. Ma ciascuno sia attento come vi costruisce Infatti nessuno può porre un fondamento diverso da quello che già vi si trova, Gesù Cristo...”. I fomentatori di divisioni Tito 3:10-11 “...ammonisci l'uomo settario una volta e anche due, poi evitalo, sapendo che un tal uomo è traviato e pecca, condannandosi da se...”.
Il peccato di fornicazione, e qui desidero soffermarmi in quanto nella Bibbia c'è scritto: 1 Corinzi 5:1-5 “...Si sente dovunque parlare di immoralità tra voi, e di una immoralità tale che non si riscontra neanche tra i pagani, al punto che uno convive con la moglie di suo padre. E voi vi gonfiate di orgoglio, piuttosto che esserne afflitti in modo che venga escluso di mezzo a voi colui che ha compiuto un'azione simile! Ebbene, io, assente con il corpo ma presente con lo spirito, ho già giudicato, come se fossi presente, colui che ha compiuto tale azione. Nel nome del Signore nostro Gesù, essendo radunati voi e il mio Spirito insieme alla potenza del Signore nostro Gesù, questo individuo venga consegnato a Satana a rovina della carne, affinche lo Spirito possa essere salvato nel giorno del Signore...”. Innanzitutto è bene precisare che per fornicazione si intendono tutti quegli atti sessuali estremi e perversi, infatti nel brano citato si sta parlando di un caso di incesto all'interno della Chiesa di Corinto. L'apostolo Paolo giudicò il fornicatore con la frase “...consegnato a Satana, per la rovina della carne, affinchè lo Spirito sia salvato nel giorno del Cristo Gesù..”, questa espressione usata dall'apostolo suona letteralmente “sia dato nelle mani di Satana” e viene ribadita anche in 1 Timoteo 1:20 “...da questi Imeneo e Alessandro, che ho consegnato a Satana, perchè imparino a non bestemmiare...”, tale espressione significa che il peccatore, essendo tolto dalla comunione della Chiesa, si ritrova quindi nel mondo, ovvero nella sfera operativa di Satana (Colossesi 1:13). Cosi come l'espressione “rovina della carne” si riferisce alla mortificazione della natura peccaminosa.
La fornicazione mina la santità della persona ed è per questo che il Signore considera grave il peccato di fornicazione perciò, qualsiasi genere di fornicazione deve essere condannata dalla Chiesa che, valutando con attenzione i singoli casi, giungerà al giusto provvedimento disciplinare che può arrivare fino alla scomunica dalla comunione della Chiesa. In ogni caso nelle Scritture non esiste un solo genere di peccato che rientra nel peccato di fornicazione, né vi è una situazione standar che possa essere presa come unico riferimento disciplinare perchè non esiste un unica sola soluzione disciplinare applicabile, ma una varietà di provvedimenti da modulare caso per caso.
Ho voluto citare alcuni casi (mancano la bestemmia, l'avarizia, l'idolatria, l'ubriachezza) di quando è possibile applicare dei provvedimenti disciplinari, ma voglio soffermarmi soprattutto su come applicare questi provvedimenti, ovvero come, alla luce degli insegnamenti di Cristo e dei suoi apostoli, tutti i cristiani devono comportarsi verso i fratelli che commettono peccato.
Nelle Chiese moderne viene costatata la tendenza di sottovalutare la necessità di applicare una sana disciplina biblica, altre volte, invece, si vede dappertutto il peccato e di esagerare nell'attivare provvedimenti disciplinari. Entrambe queste tendenze passano da un estremo all'altro non considerando invece l'equilibrio insegnato nelle Scritture le quali esortano, nel disciplinare un fratello, ad avere tre caratteristiche fondamentali: la mansuetudine, il dolore con amore, la fermezza fraterna.
La Mansuetudine, “...Fratelli, se uno viene sorpreso in colpa, voi, che siete spirituali, rialzatelo con spririto di mansuetudine...”, lo spirito di mansuetudine è caratterizzato da una profonda umiltà che permette di evitare di ferire il fratello che ha peccato, desiderando profondamente la sua riabilitazione. La mansuetudine è uno dei frutti dello Spirito Santo! Galati 5:22 “...il frutto dello Spirito Santo invece è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo...”. In pratica la mansuetudine vuol dire permettere alo Spirito Santo di controllarci fino al punto si essere perfettamente al di sopra delle parti e di evitare ogni parzialità, fino al punto di diventare capaci di formulare giudizi obbiettivi e giusti che Dio stesso formulerebbe. Significa evitare ogni spirito di perseguzione nei confronti degli altri e significa anche essere pronti a confessare i propri peccati se ciò è necessario. Essere mansueti significa non cercare la punizione disciplinare ad ogni costo ed evitare la “caccia alle streghe”, ma valutare con obbiettività e attenzione caso per caso. Nel rispetto e nell'amore per quello che, pur essendo peccatore, è un fratello in Cristo.
Dolore e Amore, “...Al contrario, dovreste piuttosto perdonarlo e confortarlo, che talora non abbia a rimanere sommerso da troppa tristezza. Perciò vi esorto a confermagli il vostro amore...” 2 Corinzi 2:7-8. E' molto chiaro in questi passi come, alla comunità di Corinto, viene insegnato a non rompere i ponti col peccatore. I Credenti devono essere incoraggiati a continuare i rapporti con il fratello che ha sbagliato, non certo per approvare il suo comportamento ma piuttosto per fargli sentire il proprio amore. Questo gesto di profondo amore non può sussistere se non si prova un profondo senso di dolore per il peccato commesso, un sincero dispiacere che non deve paralizzare il credente, ma anzi spingerlo ad agire per la salvezza del fratello. Per il bene del fratello che ha sbagliato i credenti sono esortati a perdonarlo, per evitare che sia oppresso da eccessiva tristezza. Il saper perdonare non è solo un gesto di amore, ma un dovere dettato dal fatto che ognuno di noi a sua volta è stato perdonato dal Signore che si è sacrificato per il perdono di tutti i nostri peccati.
In fine la Fermezza Fraterna, “...non consideratelo un nemico, ma ammonitelo come un fratello...” 2 Tessalonicesi 3:15. L'ammonizione può e deve accompagnarsi con l'amore fraterno cosi come c'è scritto anche in 2 Corinzi 2:7 “...cosicchè voi dovreste piuttosto usargli benevolenza e confortarlo, perchè egli non soccomba sotto un dolore troppo forte...”. Il rispetto per il fratello ci deve essere anche se non deve inibire l'azione disciplinare, sempre se questa si rende necessaria. La tenerezza e la dolcezza verso i fratelli di Corinto non impediva all'apostolo Paolo di scrivere loro con fermezza, infatti dice in 1 Corinzi 4:14 “...non per farvi vergognare, ma per ammonirvi come miei cari figli...”.
La fermezza fraterna, inoltre, significa non sottovalutare il peccato, ma affrontarlo con decisione pur sempre nell'amore per il fratello che lo ha commesso, ricordandosi che quando necessita di intervenire disciplinarmente ci si ricordi di essere tutti figli dello stesso Padre, il quale è l'unico e solo giusto giudice. La fermezza fraterna significa pregare, anche per ore e giorni, al fine di raggiungere un'armonia fraterna che consenta di attivare un'efficace procedura disciplinare. L'equilibrio fra fermezza e amore non può essere improvvisato, ma sarà il risultato di un'unità costruita sulle ginocchia della preghiera, solo in questo modo la Chiesa, come un solo uomo potrà realizzare quanto c'è scritto nella lettera di Giacomo 5:20 “...chi avrà riportato indietro un peccatore dall'errore della sua via salverà l'anima del peccatore dalla morte e coprirà una gran quantità di peccati...”.
Inoltre è importante precisare che in qualunque occasione un fratello abbia peccato è certo che ogni accusa deve essere provata e che, di conseguenza, ad ogni persona accusata deve essere garantito un “diritto di difesa”. E' inoltre vero che sia necessario un atteggiamento di umiltà da parte di chi è in errore nella consapevolezza di aver peccato e che, inoltre, non abbia quest'ultimo da chiudersi nei confronti di chi non lo hanno amato al fine di evitare rancori e tensioni.
Alla luce di queste riflessioni sulla base di quello che la Bibbia insegna sulla disciplina nella Chiesa di Cristo, io credo che, negli specifici casi verificatisi nella Chiesa Evangelica di Trezzano Rosa che tutti conosciamo, oltre a non aver mai attuato un giusto processo di valutazione dei vari casi, oltre a non essersi dedicati alla preghiera per la risoluzione degli stessi casi e oltre ad aver frettolosamente preso gli stessi provvedimenti disciplinari di sempre (sospensione dalla comunione, allontanamento dell'individuo, togliere il saluto e considerare il fratello come un essere da evitare), non si è mai e poi mai lasciato agire lo Spirito Santo lasciandosi andare all'amore, alla compassione, alla benevolenza, ma si è sempre preferito mettersi sul piedistallo e rendersi giudici degli altri. Mi spiace ma sono gli insegnamenti del Cristo nel quali si ha creduto a dire che comportamenti come questi sono sbagliati! Non è questo che Dio si aspetta dalla sua Chiesa, una Chiesa che purtroppo si è incanalata in pensieri, azioni, tradizioni che nascono dal pensiero dell'uomo ma che non provengono dagli insegnamenti che Cristo ci ha lasciato nei vangeli. Chi siamo noi per togliere il saluto, per allontanare un fratello o per rompere i contatti con lui perchè è caduto in errore? E' giusto disciplinarlo, ma sempre con amore, non con atteggiamenti che non fanno di certo onore a Dio che ci guarda e giudica. Ricordiamoci che tutti noi agli occhi di Dio siamo dei miseri peccatori e con i nostri peccati abbiamo messo in croce Gesù Cristo il quale, nella sua infinita misericordia, si è immolato e ci ha resi tutti uomini liberi dai peccati che abbiamo commesso e liberi anche dai peccati che commetteremo! Se abbiamo creduto in questo come possiamo non provare amore per un peccatore come noi? Come possiamo pretendere di giudicare le azioni di altri quando i primi imperfetti siamo noi?Magari nel silenzio delle proprie case, perchè vi garantisco che all'interno di questa Chiesa vi sono altri casi, e ne conosco nomi e cognomi, di adulterio e fornicazione, di matrimoni che hanno rischiato di saltare perchè le mogli si sono infatuate di altri uomini, e solo qualche mese fa ho scoperto di persona che tra voi vi è un ragazzo che ha commesso peccato di omosessualità, proprio come me, eppure queste persone vengono la domenica e spezzano il pane con tutti voi. Non si può più tollerare un'ipocrisia così e non si può più tollerare che ci sono persone che sanno e che stanno in silenzio, perchè queste persone forse non si rendono conto che coprendo il fratello non si fa altro che essere complici di quello che sta facendo. Se si è davvero dei cristiani dobbiamo sapere bene di essere creature di Dio che siamo al mondo allo scopo di testimoniare l'amore di Cristo! Non possiamo pretendere di farlo quando non siamo capaci di amare il nostro prossimo, e non possiamo pretendere di farlo quando una Chiesa vive in un'ipocrisia così meschina, Gesù ci insegna: “ama il tuo prossimo come te stesso”...amare il prossimo come amiamo noi stessi è l'insegnamento per eccellenza che ci ha dato il Cristo forse proprio perchè è il più difficile da applicare. Io non credo che ognuno di noi vorrebbe essere allontanato dai propri affetti, non credo che ad ognuno di noi farebbe piacere camminare per strada o trovarsi in un luogo insieme a persone che si girano dall'altra parte per evitare il saluto, io non credo che ad ognuno di noi farebbe piacere sentirsi giudicato e condannato, eppure siamo tutti pronti a farlo verso il proprio fratello o il prossimo, nonostante per primi non siamo immacolati difronte a Dio! Smettiamola di continuare ad abbracciare l'ipocrisia e impariamo a vivere nella verità e nell'amore.
Nessuno di noi ha il diritto di ergerci a giudici degli altri né elevarci sostenendo di essere possessori dell'unica verità esistente. La verità è Gesù Cristo ed essa è contenuta nella Parola di Dio e la Parola non insegna quello che in questa comunità tutti voi state facendo. Vi siete mai chiesti che cosa possono avere pensato le persone che sono state vicino a me, in passato, ed ora con mia sorella Katia? Che tipo di testimonianza avete dato a questa gente comportandovi in questo modo? Ho fatto questa domanda a Davide, mio cognato, una sera parlando con lui, sapete cosa ha risposto? Pazienza. Pazienza? Vi siete forse dimenticati che i credenti sono il Tempio di Dio (1 Corinzi 3:16)? Che devono portare la luce nel modo ed essere esempi d'amore? E davanti al fatto che questa gente abbia visto invece la vostra ipocrisia, la vostra mancanza d'amore e la vostra cattiveria, con parole e azioni, viene risposto “pazienza”? Forse è Dio che ha smesso di avere pazienza difronte a tali azioni e di fronte all'ipocrisia che padroneggia la vostra comunità, proprio come fece nel Tempio.
Non dimentichiamoci mai che tutti commettiamo degli errori o a tutti può succedere di commetterne in futuro, non dobbiamo mai stancarci di amare! Che Chiesa è una Chiesa che non ha amore verso i suoi stessi membri, da abbandonarli a se stessi e lasciarli soli? Tutte le domeniche mattina vi siete l'uno accanto all'altro eppure raramente, da che ricordo io, si sentiva davvero il calore e l'amore del fratello in Cristo. Io ultimamente con ci sono stato, ma so bene, per esempio, che alcune persone hanno avuto difficoltà di tipo economico ad esempio, non sono state aiutate da nessuno di voi perchè le offerte della Chiesa si preferisce investirle nel pagamento di un muto per l'acquisto di un locale, che non serve a nulla perchè ci si potrebbe radunare nelle proprie case, invece di darle ai membri della Chiesa che hanno difficoltà, oppure aiutare persone che al di fuori hanno bisogno, come possono essere barboni, anziani che necessitano di assistenza, malati. Così proprio come insegnerebbe la Bibbia (Atti 4:35) dove è affermato che le offerte dei membri della comunità cristiana erano poste ai piedi degli apostoli e distribuite secondo i bisogni della fratellanza. Ma che Chiesa può essere una Chiesa che non è in grado di fare anche il più piccolo gesto? Vi siete ridotti, permettetemi di dirlo, a sedere tutte le domeniche mattina, celebrare il culto, organizzare agapi, passando tutti ovviamente come bravi cristiani timorosi di Dio, senza rendervi conto di essere diventati una comunità morta spiritualmente, senza evangelizzazione, senza benedizioni, incapaci di uscire dal vostro mondo incantato e aiutare chi soffre. Però siete tutti capaci di accusare, di sparlare, di giudicare, perchè è questo il messaggio che arriva a chi vi osserva, o da chi vi ha vissuto.
Questa lettera con molta probabilità finirà nella maggior parte delle vostre pattuniere, le mie parole saranno probabilmente state parole al vento, da molti considerate come il delirio di un ragazzo, ormai uomo, ma ho deciso di scrivere e spedire questa lettera a voi anziani, anche se non riconosco l'autorità che vi siete dati, in quanto anche in questo non si è seguito in alcun modo il criterio stabilito nella Bibbia per l'elezione degli anziani nella chiesa locale, e alle famiglie che ho conosciuto e di cui mi è stato possibile rintracciare, perchè dopo molti giorni di riflessione e di preghiera ho sentito dal profondo del cuore di dirvi queste cose e fare un forte appello: di mettervi voi tutti una mano sulla coscienza e soprattutto mettervi in preghiera e nelle mani di Dio affinche si possa dire BASTA all'ipocrisia di questa Chiesa, basta con i dolori causati ai fratelli lasciati soli e abbandonati, nella speranza che ci possa essere davvero un ravvedimento generale e un ripristino di una comunità che deve essere costruita sull'amore e sui principi Cristiani, senza alcuna interferenza di opinioni e pensieri personali. Solo con un forte riconoscimento degli errori commessi da questa comunità e un nuovo inizio si potrà godere delle benedizioni di Dio e di una comunità spiritualmente viva e attiva, che sia di esempio e testimonianza dell'amore di Cristo che noi tutti siamo tenuti ad osservare.
Sono comunque a disposizione di chiunque voglia esprimere il proprio pensiero e confrontarsi con me su quanto espresso in questa lettera.

Che il Signore aiuti tutti noi a ritrovare il sentiero da Lui segnato.

RISPOSTA DELLA CHIESA EVANGELICA DI TREZZANO ROSA 

Buongiorno Samuele,
siamo stati a lungo perplessi sul tipo di riscontro da dare al tuo scritto, avendo tu trattato una grande varietà di argomenti. Poi, pregando e meditando, ci è parso opportuno partire da quelle che sono le tue intenzioni dichiarate, con le quali chiudi la tua lettera e ne definisci lo scopo: “…fare un forte appello: di mettervi voi tutti una mano sulla coscienza e soprattutto mettervi in preghiera e nelle mani di Dio affinché si possa dire BASTA all'ipocrisia di questa Chiesa…”.
È doveroso rispondere ad appelli di questo tipo, che esortano a bandire l’ipocrisia e ad agire secondo coscienza. Rispondiamo dunque al tuo appello assumendo quella franchezza che ci chiedi e che per sua natura deve fuggire un tono falsamente conciliante e ipocritamente accondiscendente.
Ciò premesso, è dunque inevitabile che ti si esprima onestamente tutta la nostra perplessità nel cogliere che la tua lettera è piena di buoni principi che tu, pur facendotene appassionato annunciatore, sei alquanto restio ad applicare. E bada bene: non ci riferiamo affatto alla tua vita (estranea a buona parte di una comunità che hai cessato di frequentare da circa tredic’anni): ci basiamo invece sulle sole parole del tuo scritto, unico elemento oggettivo che si presta ad una valutazione anche per chi, pur non avendoti mai conosciuto, è stato però raggiunto suo malgrado dalle tue parole.
Questa disamina, pur dolorosa e sgradita per chi la scrive come per chi la riceve, è però necessaria per i propositi di onestà e coscienziosità da cui, su tua esortazione, ci siamo prefissi di partire. Le parole che seguiranno non vogliono raggiungere una finalità tranciante e di chiusura nei tuoi riguardi, bensì mirano a creare gli unici presupposti per un dialogo non ipocrita e culmineranno in una duplice proposta che ti proporremo e in rapporto alla quale ti esorteremo ad una scelta.
Cominciamo.
Scrivi che, in conseguenza della scoperta dell’amore e del perdono di Dio “ho capito anche che cosi come io ho bisogno di essere amato e perdonato, di conseguenza io devo fare lo stesso con gli altri, e quindi mi sono reso conto che tutti i rancori che avevo, anche verso tutti voi, non avevano più motivo di esistere…”. Tuttavia, la tua lettera esprime, in ogni sua parte, ben altro che un desiderio di riconciliazione e di superamento dei vecchi rancori. La chiesa viene infatti arringata a colpi di versetti, biasimata, accusata e disprezzata come ipocrita, crudele verso gli innocenti, conciliante con gli impenitenti; come una comunità, insomma, che schiaccia ogni traccia di umanità e di spiritualità per favorire e promuovere, invece, la falsificazione del Vangelo e le relazioni malsane. Se ci è sfuggita qualche minima espressione di affetto e di compassione che attenui il tono generale di criminalizzazione, ti preghiamo di mostrarcelo.
Domandiamo: è questo un modo costruttivo e sinceramente benintenzionato di accostarsi a dei fratelli che ritieni in errore e che desideri portare alla riflessione? E’ questo il tono adeguato per chi si presenta, come fai tu, recentemente vivificato dalla gioia e dall’amore di Cristo?
E poi, Samuele, ti è mai balenata l’idea che, dopo tanti anni di assenza dalla comunità, e facendo tu riferimento a trascorsi di antica data (eccetto il fatto di Katja, di cui parleremo tra poco), tu avessi oggi a che fare con una comunità differente da quella che ricordavi, non foss’altro che per la sua composizione e per i suoi frequentatori, e che è dunque del tutto illegittimo inviare una lettera comunitaria? Non sarebbe stato più onesto e più schietto contattare in forma privata le persone con cui hai effettivamente dei sospesi da chiarire? A che pro chiamare in causa una comunità intera, in cui negli anni sono subentrati nuovi membri e in cui ci sono dei neofiti che semplicemente non ti conoscono?
Se obbietti che la lettera, pur essendo formalmente rivolta alla comunità, è però stata effettivamente recapitata ad un numero chiuso, allora ti rispondiamo: e il blog, allora? Quel blog dove ci definisci “schifosamente ipocriti” ed esorti gli ignari della chiesa a reagire, pena la complicità coi membri corrotti? Quel blog che hai riempito delle stesse accuse e dello stesso tono sprezzante della lettera, con tanto di espliciti riferimenti familiari? Hai ben riflettuto, prima di accusare l’intera comunità su internet, a quante persone ignare avresti coinvolto?
Di’, Samuele, hai idea della portata comunicativa del Web? E’ ovvio che ce l’hai, perché è per questo che si scrivono i blog: per farsi sentire dal mondo. Come? Tu che sei tanto preoccupato della testimonianza, come scrivi, dici di aver fatto scoperte screditanti su persone, famiglie e sulla comunità: e che cosa fai? Le posti in un blog per dar loro risonanza planetaria! Eppure scrivi: “Inoltre è importante precisare che in qualunque occasione un fratello abbia peccato è certo che ogni accusa deve essere provata e che, di conseguenza, ad ogni persona accusata deve essere garantito un “diritto di difesa”.”.
Ti chiediamo: hai debitamente riconosciuto il “diritto di difesa” al cognato che accusi di trascuratezza e insensibilità verso la moglie e che fai passare per donnaiolo? hai riconosciuto il “diritto di difesa” di quelle famiglie che accusi di vivere “nell’adulterio e nella fornicazione”? hai riconosciuto il “diritto di difesa” a quella chiesa che accusi di favoritismo, di complicità, di ipocrisia e di malvagità, prima di dare tutto in pasto alla Rete? Le hai incontrate, tutte queste persone, hai dato loro modo di difendersi dal discredito che ti preparavi a far piovere loro addosso? Le hai amorevolmente ascoltate e aiutate, prima di coprirle di fango davanti al mondo?
Non ha senso ribattere che il blog è stato poi ripulito della tua requisitoria sulla nostra assemblea: le sue tre settimane di permanenza sono un tempo più che sufficiente per provocare danni incalcolabili. E poi: hai rimosso il fango per ragioni di coscienza oppure per timore di conseguenze legali?
E che dire di questo: “…ho scoperto di persona che tra voi vi è un ragazzo che ha commesso peccato di omosessualità, proprio come me, eppure queste persone vengono la domenica e spezzano il pane con tutti voi.”.
Ragione, coscienza, sentimento, nonché la logica stessa della tua lettera esigerebbero che, constatando che un ragazzo è caduto “proprio come me”, si lasci spazio a un moto di misericordia, si manifesti un senso di solidarietà verso chi è debole della nostra stessa debolezza. Del resto, come tu spieghi benissimo, fermezza e amore devono coesistere nel trattare col peccato altrui: “La fermezza fraterna, inoltre, significa non sottovalutare il peccato, ma affrontarlo con decisione pur sempre nell'amore per il fratello che lo ha commesso…”. Ma, all’atto pratico, qual è l’atteggiamento che adotti verso questo ragazzo? Citiamo dal blog: “…molti si fanno i fatti propri fuori dalle mura della Chiesa Evangelica, ma quando vi sono all'interno sembrano tutti bravi cristiani timorosi di Dio! Queste persone dovrebbero vergognarsi! Mi fa schifo pensare che queste persone si credono Figli di Dio!”.
Perdona, Samuele, ma proprio non ci raccapezziamo: come si concilia la sentenza appena citata con “Il rispetto per il fratello ci deve essere anche se non deve inibire l'azione disciplinare, sempre se questa si rende necessaria. La tenerezza e la dolcezza verso i fratelli di Corinto non impediva all'apostolo Paolo di scrivere loro con fermezza…”.
 Rispetto? Tenerezza? Dolcezza? Davvero tu riesci a intravvedere tutto questo nelle tue sentenze? O forse questi criteri tutelanti la persona e la sensibilità vanno impiegati soltanto a tuo proprio beneficio, mentre possono essere bellamente omessi nel caso tu sia il giudice anziché il giudicato?
Rivendichi per te stesso il diritto alla libertà di coscienza: “… Ho rimesso la mia vita nelle mani di Dio e più di una volta ho capito che quello che mi è successo nella mia vita e che ancora mi sta accadendo è quello che Dio ha scelto per me, sarà lui a tirare i fili della mia vita e di certo non sta a me o a chiunque altro cercare di comprendere i suoi piani, anche se possono apparentemente sembrare incoerenti.”. Come mai, dunque, neghi a noi questo stesso diritto e ti senti autorizzato a sentenziare su quelle che ritieni essere le nostre incoerenze? La tua vita è soltanto affar tuo e di Dio, mentre la vita altrui è soggetta ai tuoi giudizi?
Del resto, ignoriamo come l’attuale chiesa trezzanese abbia interferito o si sia intromessa nella tua vita, mentre le tue intromissioni sono scritte nero su bianco e diffuse via web.
Sia come sia, che tu ci creda o no, Samuele, la chiesa ignorava questo fatto dell’omosessualità al suo interno. Ma, al di là di ciò, hai una vaga idea del male che può arrecare questa denuncia ai quattro venti di una tale situazione? Non ci riferiamo allo scandalo nella chiesa, non ci riferiamo alla testimonianza fuori della chiesa: pensiamo invece al senso di paura, di oppressione e di isolamento che la tua leggerezza ha iniettato nel cuore di questo ragazzo che tu giudichi con tanta durezza. Ma chi più di te dovrebbe comprenderlo e provarne pietà? Tu stesso dici di aver sperimentato l’orrore dell’isolamento e della solitudine: come dunque riesci a sottoporre altri alla tua stessa agonia? Restituire ad altri il male che senti d’aver ricevuto non ti darà la pace. Non è combattendo i peccati altrui che debelleremo il male che è dentro ciascuno di noi. Se ti scagli contro i peccati altrui per giustificare i tuoi, arriverai alla disperazione, Samuele, non alla pace. A tal proposito, interrogati, Samuele: perché tutti gli argomenti del tuo blog sono solo discorsi contro? (contro i TdG, contro i Cattolici, contro i Massoni, contro la Comunità di Trezzano Rosa,…).
Siamo forse noi a muoverti accuse? No, sono gli stessi principi di amore, mansuetudine e sensibilità di cui hai riempito la tua lettera, quelli che t’accusano.
Quanto a tua sorella Katja, a tuo dire “allontanata, lasciata sola, condannata” e infine trattata come una “meretrice”, ancora una volta le parole non sono supportate dai fatti. La chiesa ha assunto una posizione nei suoi riguardi: posizione attestata da una lettera a lei indirizzata nell’ottobre del 2010. In questo scritto, che ovviamente non sta a noi mostrarti, esprimiamo tutto fuorché i sentimenti malevoli ed emarginanti che ci attribuisci. Visto che sei in ottimi rapporti con lei, non sarà un problema essere messo al corrente del contenuto di quello scritto.
È certo possibile che, nonostante i pronunciamenti collettivi, Katja sia stata oggetto di isolati e personali atteggiamenti scostanti e forse crudeli. Ma tu ritieni corretto e risolutivo processare in contumacia una comunità intera e condannarla sulla base delle colpe dei singoli, di cui la comunità non può essere ritenuta responsabile?
Quanto alle tue parole, secondo le quali il suo allontanamento sarebbe scaturito da “qualcosa che probabilmente non gli è stato nemmeno consentito di spiegare, o se lo ha fatto, ovviamente non è stata creduta.”, vi sono due considerazioni da fare. Primo, la tua reiterata tendenza a ignorare i fatti: è anoi che è stata negata la possibilità di dialogo, dal momento che la nostra lettera, piena di domande e animata da un dichiarato desiderio di capire più profondamente il problema, ad oggi è rimasta senza risposta. In secondo luogo, Samuele, queste parole denotano una evidente prevenzione. Una formulazione che poggia su premesse ipotetiche, e quindi ignote a chi ipotizza, - “probabilmente non le è stato nemmeno consentito di spiegare” e se lo ha fatto” - non può concludersi in maniera categorica:ovviamente non è stata creduta, a meno che chi parla non sia interessato, più che alla verità, a forzare la propria tesi. Un “Se” e un “Probabilmente” generano un “Ovviamente” solo se chi parla ha bisogno che sia così.
Non cavilliamo sulle parole: questo atteggiamento non è un caso isolato, e prova ne siano i messaggi intercorsi con chi ti ha esortato a inviare la tua lettera non a persone estranee ai fatti e ormai esterne alla comunità, bensì a membri interni e attivi, e a tal riguardo ti citava i tuoi cognati; al che tu scrivi: “…mi piacerebbe sapere perché mi hai detto che sarebbe stato opportuno farlo proprio a loro. Sono forse i primi a creare o aver creato problematiche?”.
Una persona disinteressata non può pronunciare le parole “Sono forse i primi” (senti come in queste parole vibra un trepidante desiderio che la risposta sia: “Sì!”?), senza che la si smascheri per tendenziosa. È quella forma di domanda che in tribunale sarebbe cassata con la frase “sta influenzando il teste”. Perché? Perché nasconde dietro la forma interrogativa un’insinuazione.
In poche e semplici parole, Samuele, pare proprio che tu desideri che i tuoi cognati siano coinvolti in qualcosa di losco; tu speri di trovare il male che cerchi.
Bene, basta così. Sarebbe inutile doloroso e triste procedere oltre.
Ma sorge ora spontanea e doverosa una domanda, Samuele: alla luce di questo confronto, puoi dire in coscienza di essere animato da intenzioni genuine, amichevoli e costruttive? La risposta non la devi a noi, ma a te stesso.
Questa disamina si prefiggeva lo scopo di bandire l’ipocrisia e chiamare le cose per quello che sono, e l’abbiamo fatto e ti abbiamo dimostrato, se non altro, l’infondatezza di un’altra prevenzione: non ti trattiamo con la sufficienza e la noncuranza che t’aspettavi: la tua lettera non è finita nelle nostre “pattumiere”, né è stata ignorata come frutto del delirio: è stata invece valutata con estrema cura ed attenzione, e su di essa abbiamo formulato la nostra risposta. La risposta è stata severa, perché priva di mascheramenti e melensaggini ipocrite, e tuttavia non è ingiusta, perché è strutturata sulle tue stesse parole.
E l’amore, dov’è? Eccolo, Samuele, e veniamo alla duplice proposta cui s’accennava all’inizio. Hai essenzialmente due possibilità di reazione a queste righe, Samuele. Primo, ammettere l’evidenza dei fatti e dichiarare: “Ho sbagliato: ho sbagliato a mettere alla berlina una comunità intera, e l’ho fatto in modo duro e distruttivo, perché sono “pieno d’amarezza” (At 8: 23). Ho peccato enunciando principi biblici che ho rinnegato nei fatti, cadendo io stesso nell’ipocrisia che pretendevo di denunciare. Mi pento e dichiaro di volere, nella mia debolezza e con la grazia di Dio, combattere contro i miei peccati e sforzarmi con sincerità di abbandonarli. Accoglietemi”.
Fa’ questo, Samuele, e ti aspettiamo a braccia aperte e senza alcuna altra condizione. Cosa troverai a Trezzano Rosa? Una comunità di peccatori, e di tali peccatori che forse (Dio lo sa) la tua requisitoria non ha colto che un sentore delle loro colpe. Nessuno di noi è migliore dell’altro, perché la razza umana è composta solo da peccatori, di due categorie, però: quelli che amano i loro peccati e quelli che, pur peccando, li odiano. I primi soccombono al male e si alleano con esso; i secondi lo combattono (in se stessi, non negli altri). Noi desideriamo sforzarci, con cadute, ipocrisie (sì, talvolta anche quelle: siamo proprio peccatori) e rialzamenti, di essere gente che vive il ravvedimento e desideriamo diventare veri discepoli di Cristo. Chiunque voglia camminare secondo questa regola, è bene accetto.
Naturalmente, Samuele, esiste una seconda scelta. È doloroso chiudere con questa eventualità, ma è necessario essere molto chiari per evitare estenuanti e infruttuosi scambi epistolari e confronti nocivi. Puoi scegliere di indurirti e rincarar la dose. Puoi prendere le nostre parole come l’ennesima ed estrema manifestazione dell’ipocrisia. È una libera scelta.
Se farai questo (Dio non voglia), è ovvio che le nostre strade dovranno restare irriducibilmente separate. Se siamo da te considerati una comunità marcia e senza speranza, sarebbe per te controproducente avere relazione con noi. Dovrai trovare altri con cui condividere e vivere le tue convinzioni. Dovranno essere evitati, mancandone i presupposti costruttivi, incontri, lettere e quant’altro condurrebbe soltanto a esasperare gli animi, senza produrre nulla di buono. Noi non ti molesteremo certo in alcun modo, e ti chiediamo di fare altrettanto.
La grazia del Signore sia con te.
                                                                                                   La Comunità di Trezzano Rosa


RISPOSTA MIA ALLA PRECEDENTE LETTERA DELLA CHIESA DI TREZZANO ROSA

Ho ricevuto la mail di risposta alla mia lettera, nonostante mi aspettavo un confronto verbale così come mi era stato ipotizzato telefonicamente, ma non importa capisco che è difficile confrontarsi. Detto questo sono rimasto sconvolto di come siete stati così bravi a riaggirare l'oggetto della mia lettera e, attraverso interpretazioni tutte vostre e completamente lontane dal mio reale pensiero, vi siete focalizzati ad analizzare parole e frasi scritte all'unico scopo di screditare la mia lettera e girare a vostro favore la frittata, come si suol dire. Tutto questo si sarebbe risparmiato con un confronto verbale e non scritto, ma visto che a quanto pare me lo state negando mi devo obbligatoriamente trovare a risponde alle vostre inesattezze in quanto, anche se come giustamente mi avete fatto notare manco da tempo nella comunità, non è cambiata l'abitudine di mettere sempre in discussione gli altri, ma mai una volta che vi mettiate in discussione voi, convinti di essere sempre nella ragione e nella parte del giusto. 

Prima di entrare nel merito mi sarebbe piaciuto sapere come fate a dire che, dei buoni principi di cui parlo sono restio ad applicarli. Sulla base di che cosa dite ciò? Non fate riferimento alla mia vita passata, non conoscete la presente e non avete capito nulla della mia lettere che avete interpretato come meglio avete ritenuto opportuno. Infatti, e qui entro nello specifico delle vostre "interpretazioni", io non porto rancore verso nessuno di voi ne tantomeno odio, questo però non significa che devo rimanere inerte su atteggiamenti e parole che non condivido assolutamente. Non per forza uno che la pensa diversamente da voi deve essere un, aspetta come lo avete chiamato? "membro corrotto", e non per forza deve essere indiscutibilmente nel torto no? Se le mie parole sono state di biasimo, o se ho disprezzato l'ipocrisia e ritenuto crudeli alcuni dei vostri comportamenti, ho espresso solo ed esclusivamente la verità dei fatti che si sono verificati e ovviamente non posso fare altro che condannarli, è proprio per questo che vi ho scritto, non di certo per condividerli o cercare una rappacificazione senza aver prima espresso e possibilmente risolto le cose che non approvo. Comportamenti che oltre tutto non trovano riscontro neanche nelle scritture (un altro aspetto della mia lettera che avete accuratamente evitato di affrontare). Mi chiedete se questo è il giusto modo di porsi di una persona che si è vivificata nell'amore e nella gioia di Cristo. Apparte il fatto che, molti di voi, non tutti ovviamente, non sono in grado di fare lezioni a me ne di morale ne di cristianità, almeno fino a quando non ravvedano il loro comportamento, e poi ricordo che persino Gesù Cristo perse il controllo e si arrabbiò tantissimo nel tempio alla vista di persone che sconsacravano quel luogo sacro. Essere un cristiano non preclude il fatto che non ci si possa arrabbiare difronte a palesi ingiustizie. Tengo inoltre a precisare che la mia e' rabbia nei confronti di comportamenti e azioni che non sono assolutamente giusti, non è ne odio né rancore verso singole persone, sono le azioni che condanno non le singole persone per simpatia o antipatia.

La scelta di spedire la lettera solo a un gruppo di persone è stata dettata dal fatto che, non conoscendo tutti e non avendo il recapito di tutti, l'ho inviata solo a chi conoscevo consapevole che il messaggio sarebbe arrivato a tutta la comunità, e non perché io abbia qualche cosa irrisolta con qualcuno, ripeto non ho nulla contro le persone, ma contro le azioni che sono state commesse e queste azioni sono state commesse all'interno di una comunità che per definizione deve rispondere dei suoi membri, colpevoli o no, sia per il bene che per il male, poi sta alle coscienze di ognuno decidere di sentirsi tirati in causa oppure no da eventuali accuse. Quindi confermò che la lettera era rivolta alla comunità non ho nulla da nascondere, per quanto riguarda invece il blog, che è uno spazio libero di esprimere le proprie opinioni, non ho fatto altro che riportare la mia personale testimonianza, anche in questo caso mi sono solo limitato a raccontare la verità dei fatti, poi che a voi dia fastidio sentirseli raccontare questo è tutt'altro discorso, ma non cercate di accusarmi di "sputtanarvi", consentitemi il termine, o di criticarvi ecc, perché non è nulla di tutto questo, è solo la verità e non "fango" come lo avete chiamato. Il motivo per il quel l'articolo è stato cancellato dal blog non ha nulla a che vedere né con la coscienza né per la paura di ripercussioni legali, infatti se leggete il "Disclaimer" del mio blog (nella voce "chi sono") vi rendete conto da soli che non ho alcun motivo di aver timore di ripercussioni legali e, sinceramente, non mi fanno paura. Far conoscere le cose reali al mondo è solo un aiuto ad avere gli occhi ben aperti su tante religioni, come anche la cattolica o i testimoni di Geova ecc (visto che mi avete fatto notare che ho qualcosa da dire verso tutti) che nel nome di Cristo agiscono a proprio piacimento. Il mio lavoro sul blog continuerà come ho sempre fatto e proprio perché non ho alcuna paura continuerò a pubblicare articoli, lettere e probabilmente anche queste conversazioni, al fine di mettere in guardia le persone ad affidarsi solo a Cristo e non a comunità religiose che si rivelano lontane dal cammino che dovrebbero avere. Io non riconosco in voi la Chiesa di Cristo e a sostegno della mia convinzione ci sono numerose circostante e incongruenze, quindi non posso altro che ritenervi una delle tante sette gestite e governate dalle ambizioni umane che dallo Spirito Santo. Inoltre per quanto riguarda la testimonianza che ho scritto sul blog, se avete letto bene in fondo era precisato che non mi rivolgevo a tutti i membri della chiesa, quindi le vostre accuse nel dirmi che ho condannato un intera chiesa agli occhi del mondo risultano infondate dallo stesso testo che avete messo in questione.

Per quanto riguarda il "diritto di difesa" non ho avuto modo di darlo in quanto non ho ancora ricevuto l'invito a confrontarmi di persona e infatti, in ogni caso, mi sono limitato a raccontare i fatti, non a dire chi li ha commessi, quindi anche in questo caso non ci siamo proprio come appiglio.

La vostra lettera continua insinuando che io avrei un senso di vendetta su questa persona che ha commesso peccato di omosessualità, e questo mi rammarica davvero in quanto, dato che ho avuto modo di parlare di questa questione con alcuni di voi, ho ben precisato che non ho alcuna forma vendicativa e ho anche richiesto che si evitasse di discriminarlo come è accaduto con me. Peccato che poi viene riportato a proprio piacere le cose. Anche in questo caso avete capito molto male il senso della mia lettera. Non avete ancora capito che la questione non è personale e non cerco alcuna vendetta, ma quello che condanno è che ci sono diversi evidenti modi di agire verso alcune persone e non verso altre. Perché se in un caso di peccato vengono presi provvedimenti disciplinari, in un altro stesso caso si tende invece a nascondere la cosa o affrontarla in maniera diversa? Siamo forse diversi davanti a Dio? Questa è l'ingiustizia che si compie alla quale io mi oppongo! E voi miseramente interpretate questo accusandomi di volere vendetta? Siete completamente fuori strada!

Per quanto riguarda Katia sono a conoscenza della lettera che le è stata inviata e sono anche a conoscenza delle parole che li sono state rivolte. Qualcuno gli ha detto che cambia uomo come cambia cellulare, qualcun altro ha detto che era fortunata perché ai tempi di Gesù sarebbe stata lapidata! Se queste frasi non sono l'equivalente di dare della prostituta ad una persona allora spiegatemi voi il significato. Ancora una volta ripeto che anche se sono state alcune persone a dirle ne risponde comunque tutta la comunità, in quanto tale, inoltre c'è poco di infondato in quello che o detto in merito a Katia e la prova sono i fatti cioè che a mia sorella non si rivolge il saluto, non si ha più contatti, tagliata fuori o forse qualcuno di voi la vede, la sente o la frequenta?! E anche in questo caso è stata fatta una differenza tra Katia e suo marito, il quale, nonostante abbia avuto altre relazioni, di cui una siete tutti a conoscenza, è continuamente in comunione con tutti voi. In merito a mio cognato, anche in questo caso non mi sembra di avergli dato del donnaiolo nella mia lettera, ho detto la verità, e ancora una volta la verità viene confusa come etichettatura o giudizio da parte mia. Ci sono dei dati di fatto, delle verità appunto, di cui non potete negare l'evidenza, o probabilmente non ne siete a conoscenza ed è proprio per questo che vi ho scritto, una comunità che al suo interno è segnata da peccati nascosti non può essere una comunità che funzioni. Perché anziché limitarvi a farmi passare per l'incoerente non siete venuti da ma ed ascoltare le verita' che macchiano di ipocrisia la chiesa?! Troppo facile girare le cose a vostro favore senza nemmeno sentire quello che probabilmente non volete ascoltare.

Per quanto riguarda le mail intercorse tra me e un membro della chiesa, non ho nulla da nascondere, questa mi ha dato una risposta e io ho cercato di capire il perché, in seguito anche al fatto che altre persone mi hanno segnalato i miei cognati come fomentatori, volevo e voglio capire l'attendibilità di queste affermazioni. Io non spero che i miei cognati siano coinvolti, vi sbagliate di grosso, anche perché se c'è qualche responsabile lo siete tutti, ne cerco il male, voglio solo la verità e la giustizia due elementi che si sono troppo a lungo sottovalutati. Non sono i miei cognati il punto, sono le azioni della comunità, e ancora una volta ripeto, le azioni! 

Mi avete mandato una lettera che non ha fatto altro che aggrapparsi a parole o frasi scritte da me e tergiversate, non avete dato risposte sul perché sono state compiute certe scelte, sul perché molte persone hanno abbandonato la comunità, non avete risposto sul perché avete fatto preferenze, perche' c'e' poco amore, ma vi siete solo limitati a cercare di dimostrare, solo a voi stessi, di essere una persona inaffidabile e incoerente. E ora venite anche a chiedere a me di chiedere scusa? Non posso chiedere scusa per un qualcosa che non ho fatto, in quanto io mi sono solo limitato a scrivere la verità, e a chiedere spiegazioni su cose che non condivido, alle quali non ho avuto risposta. Tutto il resto lo avete fatto voi, l'immagine che avete voluto dare di me con la vostra risposta è frutto della vostra immaginazione e di un interpretazione errata di quanto ho voluto dire al solo fine di evitare la vera questione e togliervi il caso di mezzo. Mi spiace davvero che non sia stato capito e che non mi sia stato dato modo di confrontarmi con voi personalmente, anche se mi aspettavo una reazione così, una reazione incapace di confrontarsi e ascoltare chi vi dice "state sbagliando", troppo abituati a guardare dall'alto della vostra superbia, troppo convinti di essere nel giusto e incapaci di metterci in discussione. Ho presentato un problema e ho chiesto un confronto su di esso, quello che ho ricevuto è stato solo una delle tante lettere che, in stile inquisitorio, siete abituati a spedire. La scrittura di certo può essere un mezzo valido per esprimere i pensieri, ma a volte si rischia di nascondersi dietro a grandi parole perché incapaci di parlarsi apertamente a quattrocchi. Io sono sempre a disposizione per un confronto personale. Sono anche in ogni caso sono apposto con la mia coscienza e no so se molti di voi possano dire la stessa cosa, sono anche deciso ad andare a fondo a questa questione e appellarmi ad altre chiese nella speranza che ci siano persone da voi considerate più autorevoli e credibili di me, che vi facciano capire l'errore che avete commesso e che state continuando a fare. Questo perché ho la profonda convinzione che quello che sto facendo sia la cosa giusta da fare e Dio è con me!


Lascio a voi ogni tipo di pensiero e opinione in merito. Tengo inoltre a precisare che non si può e non si deve fare di tutta l'erba un fascio, in quanto ci sono persone che, probabilmente inconsapevoli, hanno un animo buono e delle reali buone intenzioni. Questo è quanto accaduto a me e altre persone in un determinato contesto. E con questo desidero vorrei fare un Invito a tutti coloro di buona fede e di sani valori a valutare bene se la realtà nella quale si trovano rispecchi davvero quello che desiderano e soprattutto se davvero nelle comunità che frequentate agiscono secondo i principi di Cristo.

33 commenti:

  1. Il mondo dovrebbe essere pieno di gente come te, vero, sincero schietto e genuino che sa il fatto suo , che si fa difensore dei maltrattati, ed io che pensavo non esisteste più. Grande Samuele .

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  2. Ma la vuoi finire con questa pagliacciata , ma non ti rendi conto di quanto tutto ciò sia ridicolo.
    Tu vai contro tutti, cattolici, protestanti , testimoni di Geova, ma tu cosa sei ? con chi ti raduni? cosa vuoi ? . Dai retta a me cercati qualcuno che ti voglia, se ti riesce, una chiesa frequentali , dai un senso alla tua vita e lasciaci in pace .
    Per esempio i 15 da cui hai raccolto testimonianza, siete un bel gruppo, radunatevi e non scocciate più!

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    1. setta di merda è appena entrato mio fratello non lo riconosco più mi fate vomitare pensate solo ai soldi e basta schifosi

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  3. Non potevo che aspettarsi un commento come questo, da qualcuno di voi, il quale non fa altro che dimostrare a chi legge quale sia il vostro misero comportamento. Mi spiace ma non la finirò mai! Cosa voglio? Giustizia! Perché siete solo dei fanatici e una setta diabolica che vive nell'ipocrisia ferendo del male agli altri!...io conosco bene il senso della mia vita e non vi lascerò in pace fino a quando non sarete voi ad essere costretti a chiudere la vostra chiesa, che è un insulto a Dio, e radunarvi nella privacy delle vostre case dove potrete continuare a inciuciare, condannare, offendere, denigrare senza che nessuno, al di fuori di voi, debba subire la vostra psicosi!
    Se dovete fare un commento fartelo costruttivo altrimenti i pagliacci risulterete essere voi!

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  4. Tanto mi considerate un pagliaccio che monitorate costantemente il mio blog e quello che vi scrivo. Curioso come date così tanta importanza ad un pagliaccio?! O avete forse paura di quello che scrivo o delle verità che potrei dire?....vigliacchi! Evitate accuratamente un incontro personale e vi nascondete dietro a mail o messaggi...
    Io non sono ne pagliaccio ne un vigliacco come voi, affronto le cose mettendo in gioco me stesso, infatti non solo ho scritto un appello a tutte le chiese evangeliche, non solo pubblico sul mio blog la verità della faccenda, ma opterò la vicenda difronte all'opinione pubblica attraverso giornali e programmi tv. Quindi forse è conveniente che siate voi a smetterla e vi ravvediate, oltre che chiedere voi scusa alle persone sulle quali avete esercitato, quello che si definisce VIOLENZA PSICOLOGICA.

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  5. Dimostra il tuo "coraggio ", fai nomi e cognomi degli adulteri, e nomi e cognomi dei tuoi 15 testimoni .

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  6. Essere coraggiosi non vuol dire essere stupidi, dovresti sapere bene che fare i nomi di persone pubblicamente è una cosa che le leggi sulla privacy non mi consentono di fare! Quindi non fate domande sciocche....in merito alle 15 persone di cui fate riferimento, anche in questo caso leggete bene prima di dire idiozie. Io ho detto che sono almeno 15 le persone che hanno lasciato la vostra comunità, e io ho parlato con alcune di queste, fatto sta che tra queste ci sono anche i coniugi con i quali ho avuto una corrispondenza tramite mail, che avete commentato nella vostra lettera, quindi è chiaro che non sono tutto "membri corrotti" come li avete definiti. A che pro poi fare nomi di persone che voi conoscete benissimo? Non siete forse voi ad averlo allontanati, scomunicato e altro? Ancora una volta vi suggerisco di pensare prima di scrivere cose sul blog che danneggiano ulteriolmente la vostra posizione

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    1. Ma tu non hai proprio niente da fare , meno male che ti intrattengo io su questo tristissimo e deserto "blog", altrimenti cosa faresti .Sono contento di dare un senso al tuo pomeriggio Gessatese .Dai, se vuoi ci scriviamo tutti i giorni e potrai finalmente far vedere a tutti i tuoi amici
      quante persone visitano il "blog", sei contento ?

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    2. A me sembra proprio che quello che non abbia nulla da fare e che non abbia una vita, qui, sia proprio tu!

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  7. Dai tuoi scritti ci sono già tutti gli elementi per azioni legali ,
    vedi di darti una calmata Mr privacy !!

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    1. Dai tuoi scritti, invece, ci sarebbero tutti i presupposti perché tu ti faccia internare, lo sai!?!
      Samuele non deve temere proprio alcunché: in presenza di un disclaimer e non facendo nomi e cognomi, lui può esprimere ed esporre il suo punto di vista e la sua visione dei fatti in base al suo vissuto. Ti ricordo che viviamo in un paese democratico!
      Perché, piuttosto, non ti palesi tu Mr Anonimo!!?!?

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  8. I vostri commenti si commentano da soli...! Complimenti Cristiani!

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  9. Aspetto le vostre azioni legali...non aspetto altro

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  10. Vi piacerebbe sicuramente che questo blog non sia seguito da nessuno, ma ad oggi sono 22.787 i lettori, di cui 16.000 solo in Italia, ma letto anche in Germania, Stati Uniti, Spagna, Francia, Austria, Australia, Ucraina, Svizzera, Russia. Dal giorno in qui ho pubblicato questo post ad oggi sono 544 i suoi lettori. Informati e non umiliate i oltre!

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  11. Ma tu sei felice ?

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    1. Sai cosa penso? Penso che quello infelice, qui, sia proprio tu, sai? I tuoi commenti, che non hanno nulla di costruttivo e di intelligente, non fanno altro che confermarmelo: sono solo minatori, denigratori e offensivi; questo succede quando non si ha più nulla da dire per argomentare il proprio punto di vista.
      Se davvero tu avessi la coscienza pulita non staresti di certo qui a discutere con una persona che, tra le altre cose, ritieni essere un pagliaccio.
      Sai che c'è, Mr Anonimo??? C'è che purtroppo il fanatismo religioso è un fenomeno sempre esistito. Purtroppo si tratta proprio di un fenomeno che ha visto perseguitati tantissimi esseri umani e a voi brucia quando qualcuno trova il modo di mettere in discussione la vostra presunta fede dietro la quale vi nascondete, trovando altresì il modo di smascherare le vostre malefatte e la vostra ipocrisia.
      È facile nascondersi dietro la parola di Dio, oltre che dietro ad un pc, pur di poter sfogare le proprie frustrazioni, la propria cattiveria e la propria ignoranza.
      Io mi auguro che articoli come questi aprano gli occhi sempre a più persone.

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  12. Questa e una domanda che dovreste porvi ogni uno di voi. Siete felici nella vostra vita? Nei vostri matrimoni? Nelle vostre amicizie? O vivete perché dovete vivere in un certo modo? O perché pensate che sia la cosa giusta da fare? Cosa avete al di la della chiesa? Avete la tendenza a isolar i dal mondo rischiando di esserne tagliati fuori, senza avere la forza di vivere nel mondo e evangelizzare, proprio come faceva Gesù. Io sono molo felice non mi manca nulla per non esserlo, ho una casa, un lavoro, delle amicizie vere che so che non mi abbandoneranno al primo errore, ma mi sosterranno, ho una fede che professo e condivido. Ho sicuramente anche dei problemi, come tutti, ma so che oltre a Dio al mio fianco ho delle persone che mi amano, che mi amano incondizionatamente per quello che sono, per quello a cui credo e per quello che faccio. Come potrei non essere felice di essere un uomo libero?! Al contrario di voi che avete una vita appesa ad un filo, il filo di quel fanatismo e pensiero religioso che vi muove come burattini. Vivete ogni giorno sforzando di fare le cose giuste perché sapete che al primo errore che commetterete, verrano meno gli affetti, le amicizie, l'amore che apparentemente ora c'è tra di voi. Basta vedere come vi siete comportati con le persone che avete allontanato. Fino a quando queste erano tra voi, la pensavano come voi, si comportavano come voi tutto andava bene, appena hanno sbagliato o pensato a qualcosa di diverso sono diventati estranei, persone con cui avete passato la vita, i compleanni, le feste, uscite, cene, condiviso gioie e dolori in nome di una amicizia e di un legame fraterno, tutto dissolto al primo sbaglio, al primo pensiero non condiviso. Questa non è amicizi, non è amore fraterno, e tutti voi sapete che è il vostro destino appena vi distoglierete dalla retta che vi siete imposti di seguire. Ed ecco ch ci sono alcuni di voi che sanno che qualcosa non va, sanno che non è tutto bene quello che è statao fatto, eppure perseguitano la stessa strada di sempre, probabilmente perché hanno paura di essere abbandonati, com hanno fatto loro in precedenza, hanno paura di restare soli, perché non hanno nulla al di la della comunità. Meglio e iniziare da zero, rifarai una vita, rifarai degli affetti sinceri che continuare a vivere nel fanatismo e nell'ipocrisia e trovare la vera felicità, quella che adesso per tutti voi non può essere altro che un utopia.

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  13. A tutti i lettori di questo blog. Sono un credente della chiesa in questione, e vi esorto a venirci a trovare.
    Vedrete di persona che le cose sono molto diverse da come dichiarate e se avrete domande da pormi sarò lieto di darvi tutte le spiegazioni
    che vorrete. NOI non abbiamo nulla da nascondere.
    VI ESORTO A VENIRCI A TROVARE .

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  14. Buongiorno Mister Anonimo, vedo che sei ritornato alla ribalta. Allora innanzitutto perché non inizi a firmare quello che scrivi? A dire chi sei? Sarebbe un buon inizio per dimostrare, come sostieni, che non avete nulla da nascondere non credi? Io, che non ho nulla da nascondere ho firmato con nome e cognome tutto quello che ho scritto su di voi e in questo blog, non mi sono "nascosto" dietro a un pc come continui a fare tu. Se non avete nulla da nascondere come mai ancora ad oggi, dopo il polverone che è stato sollevato, nessuno di voi e nemmeno tu, avete accettato la mia richiesta di confronto faccia a faccia? E ancora, se non avete nulla da nascondere, come mai continuate a monitorare il mio blog e a scrivermi commenti, tutti scrupolosamente anonimi e molto dei quali non fanno altro che confermare la mediocrità del vostro modo di agire, nonostante crediate che siano tutta falsità!? Chi non ha nulla da nascondere non ha ragione di non voler un chiarimento verbale, non ha ragione di scrivere in anonimato e non ha ragione di cercare, come in questo commento al quale sto rispondendo, di trovare un modo per giustificarsi. La comunità di Trezzano Rosa e molti di alcuni membri che la compongono sanno bene che invece avete molte cose da nascondere, e vi trovate in seria difficoltà che c'è qualcuno, come me, che sta dicendo le cose per quelle che sono realmente. Tutto quello che ho scritto è la pura verità perché non ho fatto altro che riportare i fatti che sono successi a me in prima persona, fatti che sono accaduto durante la mia frequentazione, fatti che sono stati raccontati da testimoni che hanno frequentato la vostra comunità! Come possono essere menzogne delle esperienze di vita vissuta?! Dichiarate di non avere nulla da nascondere come se io qui sto a scrivere falsita' dalla mattina alla sera, quando ci sono le vostre stesse lettere firmate che avete inviato a queste persone che parlano! O devo pubblicare anche quelle, oltre la mia, per dimostrare ancora una volta che quello di cui vi accuso e vero?
    Fareste bene, e ve lo consiglio vivamente, a smetterla una vola per tutte di sentirvi gli illuminati della situazione e a riconoscere che degli sbagli sono stati commessi! Ho avuto modo di parlare con alcuni di voi, che hanno ammesso che dei problemi ci sono, eppure continuate a nascondervi dietro all'arroganza che avete nel l'essere convinti di essere sempre nel giusto!
    Molto presto porterò questo caso, come quello di molte altre sette come voi, in un programma televisivo, può essere un occasione per voi di confronto, di dire pubblicamente la vostra, se siete così sicuri di non aver nulla da nascondere! Quindi smettetela di nascondervi nelle quattro mura del vostro luogo di ritrovo, venite fuori, accettate i confronti, altrimenti continuerete a dimostrare a me e a chi segue questa vicenda che siete solo dei vigliacchi e, in quanto tali, avete molto da nascondere.

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  15. VI ESORTO A VENIRCI A TROVARE !

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  16. Proprio ieri sera mi ha chiamato al telefono un membro di questa comunità, esortandomi di smettere di scrivere su di loro perché alcuni nuovi membri della chiesa sono rimasti turbati di quello che scrivo. Sono turbati di leggere delle esperienze reali che ci sono state in questa cinunita', o sono rimasti turbati nello scoprire che in questa comunità sono accadute certe cose? Credo più la seconda ipotesi perché è chiaro che, se uno è apposto con la propria coscienza come potrebbe sentirsi turbato di ciò che scrivo? Dato che non riguarda questi nuovi membri, ma quelli che da anni governano questa chiesa? E più logico rimanere turbati per aver scoperto che, in una chiesa nella quale tutto apparentemente sembra perfetto, in realtà si celano terribili segreti inofessati, ma questo, cari nuovi membri, non è un problema mio; il problema sta in questa comunità che vi ha tenuto nascoste certe problematiche e che ha voluto passare ai vostri occhi per quello che non sono. Quindi chiunque è libero di andare e vedere di persona cosa accade in questa comunità, ma sappiate che al di la' della facciata che troverete, al di la' del fatto che ci possano essere sicuramente persone sincere, tutte le cose che ho scritto sono fatti reali accaduti a me e ad altre persone vicino a me. Qualsiasi cosa possano dire i fatti sono accaduti e, semplicemente, bisognerebbe riconoscerli, chiedere scusa e migliorarsi. Il problema grave è che questo non avviene e, temo, non avvera mai in quanto l'orgoglio è molto più forte del buon senso.
    Desidero anche precisare che non ho paura delle minacce di denunce per diffamazione che, anche ieri sera al telefono, mi sono state fatte, non ho paura perché so di dire la verità e ho le prove di quello che dico, inoltre trovo ridicolo che, una persona che si è permesso di dare della prostituta a mia sorella e del frocio a me, abbia il coraggio di minacciare di diffamazione, esorto a verificare, oltre che la propria coscienza, il significato del concetto di diffamazione e riporto quello che c'è scritto nel "Disclaimer" di questo sito al quale mi sono sempre attenuto:
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  17. Desidero, inoltre, chiedere pubblicamente scusa a tutti quei membri della chiesa di Trezzano rosa che si sono sentiti in qualche modo turbati per le mie dichiarazioni. Ovvio e che non ho niente contro di voi, così come non ho niente contro tutte le altre persone li dentro, ma desidero che voi capiate che la mia ribellione è nei confronti di un sistema, in stile inquisitorio, che da molti anni è stato attuato in questa comunità, un sistema che va contro, oltre che alla morale umana, anche e soprattutto ai principi cristiani insegnati da nostro Signore. Ovviamente essendo nuovi non potete sapere e conoscere i fatti, ma vi posso garantire che tali comportamenti hanno influito molto sulle vite di tutti coloro che li hanno subiti, portando dolore e sofferenze, oltre che solitudini e depressioni. La mia lotta mira a evitare che altre perdono possano subire discriminazioni così forti solo per aver avuto pensieri, azioni o prese decisioni contrarie al comune accordo della comunità. Questo e un rischio concreto che potrebbe accadere anche a voi. Il signore ci ha resi liberi non schiavi di una comunità. Quindi posso solo concludere che sono dispiaciuto se ho ferito in qualche modo la sensibilità di qualcuno, ma io continuerò a trattare questi argomenti perché sono fermamente convinto che sia la cosa giusta da fare. Se avete creduto nel Signore allora affidatevi a Lui e solo a Lui. Io sono disponibile, per chiunque lo desidera, a parlare di persona con ognuno di voi.

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  18. Il commento scritto prima è rivolto a tutti i nuovi membri e i nuovi convertiti che si trovano nella comunità in questione, di cui mi è stato riferito essersi sentiti turbati.

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  19. Vedete...il problema sta nel fatto che queste persone hanno dichiarato pubblicamente, attraverso il battesimo, di avere accettato Cristo nella propria vita, di essere diventati suoi figli e vivere, di conseguenza, secondo i Suoi insegnamenti. È questa la più grossa contraddizione di questa comunità, la più grande ipocrisia. Cristo ci insegna che se un fratello cade in errore, si deve essere rimproverato e, se necessario disciplinarlo, ma ci insegna soprattutto a continuare ad amarlo, a stare vicino. Quindi risposte del tipo: ma io la penso in maniera diversa e quindi l'ho allontanato, non esistono! Voi siete Cristiani, almeno così dite, e come tali siete tenuti a comportarvi, al di là dei propri pensieri e dalle proprie vedute che, inoltre, non dovrebbero nemmeno essere, in quanto cristiani, contraddittorie con i principi insegnati nel vangelo. In questa comunità c'è invece la tendenza a comportarsi come Ponzio Pilato: quando un fratello sbaglia gli si scrive una letterina, lo si esorta a cambiare, ovviamente davanti ai due testimoni, perché la cosa deve sembrare il più possibile biblica, e poi? E poi una volta fatto il loro, quindi una volta pulitisi la coscienza, se ne lavano le mani e lasciano a se stesso il fratello in errore! E no! Non è così che funziona, non è così che Cristo ci ha insegnato ad agire! Quindi basta giustificazioni, basta arrampicar si sugli specchi! Riconoscete che avete sbagliato nei confronti di queste persone e nei confronti di Dio, che guarda e giudica ogni nostra azione! Essere salvati per grazia non significa fare spalluccia e agire a proprio piacimento perché tanto il Signore ormai ci ha salvati! Ogni uno di noi, compreso io, pecchiamo e sbagliamo ogni giorno, eppure Dio continua ad amarci chi siamo noi per non fare lo stesso verso un fratello in errore? Mi è stato detto che le cose stanno cercando di cambiare, sono molto perplesso di questo, come si può davvero cambiare se non si riconosce di avere sbagliato? E soprattutto come si può dire di cambiare quando non si è cercato di riparare al danno commesso? Aprite il vostro cuore e pulite le vostre coscienze se davvero siete dei Figli di Dio!

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  20. Ho letto la tua lettera, sono solidale con quello che tu vivi e provi, mi rammarico per la risposta che hai ricevuto, interessata più a difendere se stessa che nell'accoglienza di una persona potenzialmente "da amare".
    Detto ciò, ti invito ad andare oltre, a proseguire il tuo cammino alla ricerca della verità che troverai prima poi... su questa terra o altrove, hai il vangelo come guida. Sei in sicure mani.
    Il Signore ti benedica, ti custodisca e faccia risplendere su di te il Suo volto!

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  21. non commento prendo spunto da Gesù per il suo grande amore se viviamo una profonda comunione con Lui sicuramente tanti dei nostri comportamenti di accusa, giudizio non dovrebbero fare parte della nostra vita,è difficile molte volte accompagnare le persone al risanamento di alcune ferite profonde ma noi siamo chiamati anche a questo

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  22. Esattamente comportamenti di accusa e giudizio non dovrebbero esistere, ma vedi quello che è successo in questa comunità e esattamente l'opposto. Del risanamento delle profonde ferite lasciate in alcune persone, oltre a non essere e mai presi cura nessuno, in quanto hanno preferito allontanare piuttosto che aiutare, ci hanno pensato loro stesse con l'aiuto di Gesù. Questo e quello che voglio fare capire che non devono succedere discriminazioni così psicologicamente invasive in una chiesa che si ritiene la chiesa di Cristo.

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    1. Caro Samuele, e cari ragazzi non vi sembra che in tutto questo ci vada di mezzo il Signore? tutta questa guerra e sete di giustizia non fa altro che allontanare anime in cerca di pace; quella che può dare solo Dio. non vi rendete colpevoli di questo. caro Samu la giustizia devi lasciarla in mano a Dio, che macina piano ma macina molto fine. A me appartiene la vendetta dice il Signore; che Dio vi benedica e vi dia la pace sua nel cuore, quella pace che l'uomo non può dare perché non le appartiene. un abbraccio

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  23. Io non gli conoscevo questi tipi di trezzano ma... Son proprio buffi...
    ...se la faccenda non fosse così seria ci sarebbe davvero da andare a trovarli per farci un paio di risate...

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  24. Buongiorno e scusate il lungo periodo di assenza. Desideravo rispondere al l'anonimo che mi ha scritto il 19 febbraio. Condivido perfettamente con te che la vendetta spetta solo a Dio. Infatti la mia non è sete di vendetta, e mi spiace davvero che la cosa possa essere interpretata in questo modo. Io ho solo voluto dire basta al troppo silenzio e alla troppa ipocrisia presente in una comunità che si spaccia per chiesa di Cristo. Le persone devono sapere che quello che è più importante e affidarsi alle scritture e non ha comunità come queste. Comunità che provocano immenso danni psicologici alle persone che ne cadono vittime. Questo e per me importante, poi tutti noi, compreso io, dovremmo fare i conti con Cristo dei nostri errori. Ma per quanto possa io fare lotterò sempre contro queste ingiustizie.

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  25. Ciao Samuele, è passato qualche anno da questo scritto che ho trovato in rete in questo momento, eppure è molto attuale, quando ho letto lo scambio con la "comunità" ho pensato questo: "Chi te lo fa fare. Non perdervi tempo". Hanno fatto una replicare va che è tutta una polemica; parole trite e ritrite, sempre le stesse.
    Interessante comunque ciò che hai postato.

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  26. Pensate che mi sono innamorato di una ragazza "cristiana evangelica"...
    è stata stata un insieme di incoerenza e ipocrisia...
    per non parlare di quanto dolore mi ha fatto provare accusandomi per il mio passato, provocandomi e facendo leva sulle mie debolezze, paure e la mia sensibilità...
    forse per far si che io mi convertissi...non lo so...
    ma credetemi...penso di non aver mai fatto cosi tanto del bene per una persona...
    Nel corso della mia vita sono diventato scettico sull'esistenza di "Dio", perchè ho iniziato a credere solo in cose concrete e dopo aver visto la realtà di questo mondo per la maggior parte ingiusto e sopratutto dopo aver avuto questa esperienza, con una ragazza profanatrice di amore vero, fedeltà, rispetto e chi più ne ha più ne metta...
    Ho ancora più paura della religione...qualunque essa sia...

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