Shadowbox Effect

martedì 12 marzo 2013

PADRE PIO E IL SUO TEMPIO SATANICO

Di recente mi sono inbattuto in una ricerca accurata e approfondita, fatta dalla rivista "Chiesa Viva", nella quale si fa luce sul nuovo santuario costruito per Padre Pio che, a quanto pare, a tutte le caratteristiche di un Tempio Massonico (satanico). Quello che più mi ha fatto piacere è che questa indagine, la quale desidero condividere con voi, è stata pubblicata su una rivista cattolica, segnale che forse qualcuno, che sa guardare le cose per quelle che sono veramente, esiste anche all'interno del cattolicesimo. Sempre che questo articolo non sia inverce stato appositamente pubblicato per rendere ufficiale, in qualche modo, la realizzazione di questo Tempio Massonico.


Il nuovo santuario dedicato a Padre Pio ha una strana forma a spirale. Che significato ha la “spirale” nella simbologia cristiana? Nessuno! E allora perché è stata scelta per dare la “forma” alla struttura architettonica della “nuova chiesa” dedicata a San Padre Pio?

E' stato detto che questa chiesa, fatta a “spirale”, “È un ragno”, è una “Chiesa aperta”, è “Un gioiello ad alta tecnologia”, è “Una conchiglia per Padre Pio” e che il Santo sarà come la perla all’interno di essa. Ci hanno detto ancora che questa nuova chiesa è già stata ribattezzata “Cattedrale del duemila”, “Nuova Assisi”, “Divino progetto!”... Però, non ci hanno detto che, nel “Dizionario massonico”, alla voce “spirale” c’è scritto: «Antichissimo segno che simboleggia l’esistenza dell’uomo ed il suo ritorno all’origine... (la spirale) simboleggia anche la potenza dinamica dell’universo, il Princìpio Creatore, il G.A.D.U. "Lo stesso Dizionario, alla voce G.A.D.U., spiega: «Abbreviazione massonica per indicare Dio, il Grande Architetto Del- l’Universo». E chi è questo “Dio”, detto G.A.D.U.? È il dio della Massoneria. Infatti, già negli Statuti Generali del 1820, era detto: «(La Massoneria) ha per principio l’esistenza di un Dio che adora e rispetta sotto il convenuto titolo di Grande Architetto Dell’Universo».

Ma il G.A.D.U. viene proclamato dalla Massoneria anche come “Princìpio Creatore” (nel significato, però, di “princìpio di generazione” e non di “creazione dal nulla”!). Nel grande Trattato di alleanza, firmato a Losanna nel 1875, tra i Supremi Consigli di Rito Scozzese Antico ed Accettato, infatti, si affermò: «La Massoneria proclama ciò che ha proclamato fin dalla sua origine: l’esistenza di un Princìpio Creatore, sotto il nome di Grande Architetto Dell’Universo».

A definire il G.A.D.U. come “potenza dinamica dell’universo” ci pensa, invece, la fondatrice della Società Teosofica, Helena P. Blavatsky, massona del 33° grado che, con tutta la sua autorità, scrisse: «Satana rappresenta l’Energia attiva dell’Universo. Egli è il Fuoco, la Luce, la Vita, la Lotta, lo Sforzo, il Pensiero, La Coscienza, il Progresso, la Civiltà, la Libertà, l’Indipendenza»; e ancora: «Satana è il Dio, il solo Dio del nostro Pianeta».

Il sigillo ancor più autorevole di chi sia il vero Dio della Massoneria ci viene dal Pontefice Supremo della Massoneria Universale, il generale Albert Pike che, Capo Supremo della Massoneria, in un discorso del 1889, tenuto in Francia agli alti gradi della Massoneria, affermò: «Noi adoriamo un Dio, ma è il Dio che si adora senza superstizione. La Religione massonica dovrebbe essere mantenuta da noi iniziati degli alti gradi, nella purezza della dottrina luciferiana. Sì, Lucifero è Dio la vera e pura religione filosofica è la fede in Lucifero, ma Lucifero Dio di Luce e Dio del Bene sta lottando per l’umanità contro Adonai, il dio delle tenebre e demonio». Quindi, la “spirale” simboleggia il G.A.D.U. e cioè Lucifero-Satana, che, come già ben sappiamo, ha ingaggiato una lotta a morte contro il Dio Uno e Trino per la perdizione dell’uomo.

La “spirale”, però, oltre a simboleggiare il modo di intendere Dio, per la Massoneria, simboleggia anche il suo modo di intendere il “cammino di fede”, o meglio il “percorso iniziatico” che l’uomo dovrebbe seguire per adempiere il “disegno divino”.

In un libro documentatissimo sulla Massoneria, infatti, leggiamo: «La Spirale è segno di evoluzione-involuzione nel bagaglio simbolico degli alti iniziati. La Spirale continua che, in forma di sentiero, si inerpica lungo i fianchi della montagna, è il “Sentiero del Pellegrino”, cioè la via iniziatica. La cima della montagna si perde in linea verticale verso l’infinito spirituale: è l’asse del mondo, “Asse universale” dell’unica verità professata dall’Alta Massoneria, il passaggio tra la terra e il cielo configurato dalla Gnosi: la divinizzazione dell’Uomo.

Giuseppe Mazzini, Capo d’Azione Politica della Massoneria Universale e co-fondatore con Albert Pike, nel 1870, del “Nuovo Rito Palladico Riformato”, vertice supremo di tutte le Obbedienze massoniche mondiali, oltre all’esistenza di Dio (il G.A.D.U. = Satana) riconosceva il principio della

“Legge del Progresso”«la cui continuità balza evidente non alla vita di,ogni popolo separatamente, ma a quella dell’Umanità per la quale i popoli sono individui e, solo allora, si scoprirà l’immensa indefinita spirale, disegnata dal dito di Dio tra l’Universo e l’Ideale che si de- ve lentamente raggiungere». Abbandonato il linguaggio altisonante, usato per gli ingenui ed i profani, vediamo, ora, in cosa consiste questa “immensa indefinita spirale, disegnata dal dito di Dio” e “l’Ideale che si deve raggiungere”, meglio descritti in alcune lettere personali che il Mazzini e il Capo Supremo della Massoneria, Albert Pike si scambiarono negli anni 1870-1871. Nella sua lettera del 22 gennaio 1870, Mazzini esponeva il suo piano di tre Guerre Mondiali per il secolo XX° per creare uno Stato comunista in Russia (1a Guerra), e per farlo espandere fino alla metà d’Europa (2a Guerra), e render- lo potente politicamente e militarmente in attesa della 3a Guerra, che avrebbe dovuto scoppiare tra il Sionismo politico (incluso lo Stato d’Israele) e l’Islam, perché si distruggessero a vicenda, insieme a tutte le altre Nazioni, trascinate nel conflitto, per combattersi fino al loro completo esaurimento fisico, morale, spirituale, economico.

Albert Pike, completamente d’accordo con questo piano infernale, dettagliava meglio le finalità della 3a Guerra mondiale con una sua lettera del 1871: «Noi scateneremo i nichilisti e gli atei

e provocheremo un cataclisma sociale formidabile che mostrerà chiaramente alle nazioni, in tutto il suo orrore, l’ef- fetto dell’ateismo assoluto, origine della barbarie e della sovversione sanguinaria. Allora, ovunque, i cittadini, obbligati a difendersi contro una minoranza mondiale di rivoluzionari (...) riceveranno la vera luce attraverso la manifestazione universale della pura dottrina di Lucifero, rive- lata finalmente alla vista del pubblico; manifestazione alla quale se- guirà la distruzione della Cristianità e dell’ateismo, conquistati e schiacciati allo stesso tempo!»9.

Per i vertici della Massoneria, quindi, il “Cammino di fede nel Progresso”, rappresentato dalla “spirale” immensa e indefinita, non è altro che la distruzione della Chiesa Cattolica e della Civiltà Cristiana, da attuare germinazione verso il basso, dunque materiale; mentre la cifra 6 rappresenta, al contrario, una germinazione verso l’alto, dunque spirituale. Questi due numeri sono l’inizio di una spirale».





Il modo di generare una spirale è molto semplice se lo si osserva geometricamente: preso un cono, con un prefissato raggio del cerchio base ed un angolo al vertice, tracciata una linea, a pendenza costante, sulla sua superficie conica esterna, osservando la sua proiezione sulla base circolare del cono si vede una forma geometrica: la spirale.

Variando il raggio del cerchio base e l’angolo al vertice, si varia anche il modo col quale la spirale si stringe verso l’asse centrale, man mano che si avvolge. Scegliendo un raggio del cerchio base del cono di 72 m (= OA, dedotto dalla pianta del piano terra della Chiesa), un angolo al vertice di 33° ed una pendenza di 33° della linea tracciata sulla sua superficie, il raggio della spirale, dopo una rotazione di 180°, si riduce a 48,77 m, (vedi figura 1) mentre le misure di tutti gli altri raggi di questa spirale, a 20° l’uno dall’altro, come in figura.

Scelti, ora, i raggi base di 36 m (= OB, distanza dal centro dell’estremità inter- na dell’arco BA), e di 50 m (= OC, rag- gio dell’arco più lungo dei 15 interni, e di campata = 50 m), ripetendo la stes- sa procedura, dopo una rotazione di 180° si ottengono, rispettivamente, i raggi di 24,38 m e 33,87 m.

Ebbene, gli 11 archi esterni ed i 15 archi interni, così ottenuti, coincidono esattamente con i 26 archi della “nuova chiesa” dedicata a S. Padre Pio! Quindi, il “principio generatore” delle tre spirali, che determinano le misure di tutti gli archi della “nuova chiesa”, sono l’angolo al vertice di 33° e l’angolo di 33° della linea a pendenza co- stante, tracciata sulla superficie esterna del cono, per generare la spirale.


IL “MARCHIO DELLA BESTIA” 666



Il legame tra spirale e le cifre 6 e 9 ce lo illustra meglio R. K. Spenser il quale, parlando dell’affresco murale della Sala di Meditazione all’ONU, scrive:

«La figura a spirale che si avvolge intorno alla linea diagonale dell’affresco, simbolizza il Caduceo di Mercurio che, mitologicamente, è rappresentato da due serpenti che si avvolgono intorno alla bacchetta magica di Mercurio. L’intersezione della spirale con la diagonale, forma 9 archi; la 9a lettera ebraica “Teth”, che ha il valore di 9 significa: “Serpente”. Il Numero della Bestia della Rivelazione è 666 che, cabalisticamente è rappresentato dal numero 9, il numero della Generazione». 

Il magistrato Carlo Alberto Agnoli, studioso di Massoneria, in una sua opera, ha scritto: «La piramide massonica, che subordina tutto al vertice, ha il messaggio più profondo, quando è rovesciata verso il basso, in conformità all’insegnamento contenuto nella parola massonica VITRIOL, che viene presentato al neòfita già nella “camera di riflessione” al momento del suo ingresso nella Massoneria, e che consta delle iniziali del motto «Visita Interiorem Terrae, Rectificando Invenies Occultum Lapidem», e cioè «visita la profondità della terra; rettificando, troverai la pietra nascosta», vale a dire la “pietra filosofale” della Grande Opera settaria. La gerarchia massonica, al pari della sua dottrina, non splende in alto, nella chiarezza della luce solare, ma è sprofondata nell’oscurità dell’abisso. Che si tratti di un regno dell’abisso è espresso anche in questi versi del famoso massone Olindo Guerrini: È proprio da questo abisso, rivolti verso gli “spazi del Signore”, che i tre tratti di spirale, generati dai punti di appoggio dei 26 archi della “nova chiesa”, chiudendoli con un cerchio nel punto più stretto, appaiono come un immenso 666, Marchio della Bestia e simbolo dell’Anticristo. È, forse, una sfida lanciata dall’inferno verso il cielo?

Il numero 33, che esprime l’angolo al vertice e la pendenza costante della linea sulla superficie del cono che genera le 3 spirali dei 26 archi della “nuova chiesa”, coincide col numero 33 dei gradi della Massoneria di Rito Scozzese Antico ed Accettato!

Inoltre, il numero 666, formato dalle tre spirali, che rappresenta l’Anticristo e il Marchio della Bestia è, graficamente, rappresentato dalla “Stella a cinque punte”, che è il simbolo per antonomasia della Massoneria.

La forma a “spirale” della nuova chiesa, oltre ad esprimere l’idea di dio Satana- Lucifero e il “Sentiero del Pellegrino”, cioè la via iniziatica e la meta a cui tende il “Cammino di fede nel Progresso” della Massoneria, e cioè il “Culto di Lucifero in pieno giorno”, nasconde, forse, anche la fucina e il centro promotore di queste empietà, e cioè il “Tempio massonico” costituito dai 33 gradi della Massoneria di Rito Scozzese Antico ed Accettato?


IL TEMPIO MASSONICO



Il massone Jules Boucher, nel suo libro: “La simbologia massonica”, fornisce una singolare rappresentazione del Tempio Massonico, costituito dai 33 gradi del Rito Scozzese Antico ed Accettato: una “stella a cinque punte” inscritta in una “stella a sei punte”, e l’insieme lo chiama: “L’esagramma col pentalfa” o “Esagramma pentalfico”. Il Boucher così spiega questa simbologia:

«Ragon fa questa domanda: “Che cosa diventa l’individuo dopo il tra- passo?”. E risponde: “Da effetto che era, diventa causa a sua volta in quanto la sua anima, che non era che una particella dell’anima universale, ritorna a questa immensa sorgente di vita, la “Camera di Mezzo”, l’immagine del grande labo- ratorio in cui si operano queste trasformazioni infinite». “La Camera di Mezzo”, scrive Marius Lepage, è la perdita delle illusioni è l’athanor ermeticamente chiuso nel quale si compie la gloriosa trasmutazione dei centri di conoscenza che passa- no dal cervello al cuore. La conoscenza del cuore è la comunicazione diretta senza intermediario più o meno opaco, con la sorgente di ogni vita. É l’illuminazione intellettuale davanti alla quale tutto si rimpicciolisce alla sua giusta grandezza, si cancella e sparisce; è un riflesso della Vera Luce, una eco della parola perduta. 

René Guenon precisa: “Si dice che un Maestro Massone si trova sem- pre tra la Squadra e il Compasso, cioè nel “luogo” medesimo in cui si inscrive la Stella Fiammeggiante (Stella a cinque punte) e che è propriamente l’“Invariabile mezzo”. Dunque la Loggia dei Maestri è chiamata “Camera di Mezzo”.

Il Maestro è assimilato con ciò all’“uomo vero”, posto tra la Terra e il Cielo ed esercitante la funzione di “mediatore”. 

In tutte le tradizioni, il “Mezzo” è il centro ideale. Accedere alla “Camera di Mezzo” è pervenire al centro della “Ruota”, all’asse immobile. Questa immagine della “Ruota” ci mostra i profani posti sulla circonferenza e gli “Iniziati” in cammino sui raggi, verso il Centro dove la velocità è nulla.

La “Camera di Mezzo” è pure la “Quintessenza” degli alchimisti, il punto di intersezione dei due bracci della croce, la sommità della “Pietra cubica a punta”.

Vi si accede per mezzo di 15 gradini divisi in tre gruppi: tre, cinque, sette. Questi numeri sono quelli dell’Apprendista, del Compagno e del Maestro.

Tre è il Triangolo; cinque, la Stella Fiammeggiante; sette, il Sigillo di Salomone con il punto centrale che è l’uomo giunto a realizzare l’equilibrio perfetto tra la Materia e lo Spirito. Questo “Sigillo di Salomone” è il geroglifico della “Pietra Filosofale”, mentre la Stella Fiammeggiante (e cioè la “Stella a cinque punte”) è quello della “Materia prima”. Il “Triangolo”, o “Delta Luminoso”, è il “Fuoco”, fuoco spirituale, intenso, nascosto con la sua azione sul “Pentagramma” o “Stella Fiammeggiante” o “Materia prima”, che conduce all’“Esagramma” o “Sigillo di Salomone”, o “Pietra Filosofale”.


G. Persigout associando il “Sigillo di Salomone” e la “Stella Fiammeggiante”, forma la figura da lui definita l’“Esagramma pentalfico”. É l’unione del Microcosmo col Macrocosmo.

É interessante notare che l’addizione di 5 (pentagramma) e 6 (esagram- ma) dà per totale 11. (...). Undici è dieci più uno, cioè i dieci Sefirot più EnSof. E i 33 gradi dello Scozzesismo possono essere divisi in tre serie di undici.

La “Camera di Mezzo” può essere paragonata all’esagono racchiuso all’interno dell’esagramma. In questa Camera, l’Uomo, l’Iniziato, diventa Adepto.

I 6 triangoli dell’esagramma hanno 18 lati; i 5 triangoli del pentagramma hanno 15 lati. Addizionando 18 e 15 ritroviamo ancora il numero 33.

Il 15° grado della Massoneria è il primo grado dei “Capitoli” e il 18° è il grado di “Rosa-Croce”. Questo grado non è che l’amplificazione del 3° grado. É 3 moltiplicato 6 (e cioè 666 - n.d.r.).

La Loggia di Maestro si chiama “Camera di Mezzo” e deve avere due locali per le iniziazioni. Ancora poco tempo fa, si divideva il Tempio in due parti con una tenda. La prima parte era lo Hikal, la seconda il Debhir. Lo Hikal è la camera dove Hiram muore, il Debhir quella in cui risuscita. Hiram risuscitato! Tale è lo scopo dell’iniziazione al grado di Maestro: l’iniziato diventa Adepto, è raggiante di Luce. Hiram risuscitato è il Maestro, è l’“Uo- mo vero”. (...). L’Apprendista (Pietra grezza), dopo una fase durante la quale si “sgrossa”, “acquista delle facce uniformi” e diventa Compagno. Queste “facce” (Pietra cubica) si levigheranno e perderanno, a poco a poco, la loro rugosità. Infine, il Maestro, nella pienezza dei suoi diritti mas- sonici e dei suoi doveri, “individua- to” veramente, sarà nella Loggia un elemento, una Pietra perfetta, indispensabile all’esistenza della Loggia.

Questa lunga e densa citazione di Jules Boucher ci fornisce tutto quanto ci serve per analizzare e decifrare la struttura della “nuova chiesa”, e per scoprire i significati occulti, che si celano dietro la simbologia delle scelte costruttive. Riassumendo quanto affermato da Boucher, la rappresentazione del Tempio della Massoneria di Rito Scozzese Antico ed Accettato, in cui il massone percorre il suo cammino da Apprendista, Compagno e Maestro, ha le seguenti caratteristiche:

– il numero 11 che rappresenta il numero mistico della Cabala ebraica dalla quale dipendono tutti i segreti e la simbologia della Massoneria;

– il numero 18, ancora come “Marchio della Bestia” 666 e come simbolo della “Stella a 6 punte”;

– trattandosi di una “chiesa” di una Religione, dovrà comparire un numero che esprime l’ecumenismo massonico che aspira a riunire tutte le religioni del globo, sotto l’Alta Direzione della Massoneria;

– la presenza del numero 6, come indicazione della presenza di una “Stella a 6 punte”;

– la presenza del numero 5, come indicazione della presenza di una “Stella a 5 punte”;

– il numero 15 ancora come simbolo della “Stella a 5 punte” e come i 15 gradini divisi in tre gruppi: 3, 5, 7, dell’Apprendista, del Compagno e del Maestro;

– le condizioni geometriche per la loro rappresentazione del Tempio mas- sonico descritto da Boucher;

– il numero 33 anche come somma di 15 e 18, quando questi rappresenta- no le Stelle a 5 e a 6 punte;

– il numero 7 il numero del Maestro, come derivazione della “Stella a 6 punte” con il punto centrale;

– ciò che, però, Boucher non dice, ma che è di importanza capitale per la firma che la Massoneria imprime alle sue opere e imprese, oltre la nota “Stella a 5 punte”, che è il suo simbolo per antonomasia, essa usa nascondere il suo speciale “Marchio”: 3 volte 666, come espressione del suo unico “dogma”: dichiarare e muovere guerra a Dio!

QUESTA CHIESA E' UN TEMPIO MASSONICO?

La “Nuova Chiesa” è stata presentata con queste parole: «Sussiste una linea ispirata nella progettazione di questa chiesa che fa da sfondo a tutto il progetto dell’architetto Renzo Piano: il rispetto del territorio e la scelta dei materiali. La chiesa non “violenta” la montagna con guglie

ardite e perforazioni nella roccia; la struttura a forma di conchiglia, sembra agiarsi sul terreno, rispettando l’andamento grave delle alture garganiche».

«La pianta, infatti, si distende come un ventaglio o, se si vuole, come il profilo di una chiocciola segmentata in tre porzioni che possono contenere sino a 7.200 fedeli».

A lavori quasi ultimati, Renzo Piano afferma: «Sono felice più che soddisfatto. Non sono sicuro di accettare altri incarichi del genere; questa è stata un’esperienza talmente intensa emotivamente che non sono sicuro di volerla ripetere, per timore di fare un’esperienza meno intensa. E poi, in fondo non è importante per un architetto, una volta che si è fatta una chiesa, farne tante altre... È più bello scoprire queste cose». È proprio quello che intendiamo fare anche noi!

Rappresentiamo la pianta dei 26 archi della struttura della chiesa, orientandola verso Oriente, come richiedono le nostre chiese che vedono nel sole che sorge, la Luce, il simbolo di Nostro Signore Gesù Cristo, ma anche come lo richiedono anche i Templi massonici: «Le tre finestre sono così posizionate: la prima, ad Oriente; la seconda, a Mezzogiorno; la terza, ad Occidente. I Massoni costruttori hanno orientato sempre i Templi con l’ingresso all’Occidente».

– Gli archi che formano la spirale più esterna sono 11.

– Gli archi, sia quelli esterni che quelli interni, hanno una distanza angolare di 20° e cioè un angolo giro diviso in 18 parti. Il numero 18 rappresenta tutti i segmenti della “Stella a 6 punte” e, inoltre, essendo la somma di tre 6, rappresenta il “Marchio della Bestia” 666 dell’Apocalisse.

– Il raggio del cerchio, che circoscrive la struttura della chiesa, e che coincide con il punto più esterno del primo arco è 72 metri. Renzo Piano ci ha detto che la chiesa può contenere fino a 7,200 fedeli. Cosa significa questo numero? Il numero 72 indica, sin dai tempi antichi, tutti i 72 nomi del Nome della Divinità. Il numero 72, quindi, è il numero dell’ecumenismo massonico il quale vuole riunire tutte le religioni, compresa la Religione Cattolica, nella Religione Universale laica, filosofica, scientifica, dello Gnosticismo, sotto la direzione dei vertici della Massoneria. Da notare che 72 è la somma di 66 più 6, quindi deriva dal “Marchio della Bestia” 666. Maurizio Oddo, in “La chiesa di Padre Pio a S. Giovanni Rotondo” (p. 53), ci avverte: «Pur essendo dedicato al sacro, il complesso (la “nuova chiesa”) è idoneo a ospitare momenti di incontro interreligioso...».

– Gli 11 archi esterni sono divisi dall’Ingresso dell’Aula Liturgica in due gruppi: il primo è costituito da 6 archi.

– Il secondo gruppo è di 5 archi. I numeri 6 e 5, che indicano le due Stelle a 6 e a 5 punte, sono presenti in molti luoghi e dettagli della “nuova chiesa”: gli archi con settori di 6 e 5 blocchi dall’esterno all’interno, nei dettagli delle formelle, in altre opere, ecc..

– Il gruppo di archi interni è 15, come il numero totale di segmenti della “Stella a 5 punte” e come il numero dei gradini per salire alla “Camera di mezzo” o “Loggia dei Maestri”.

– Il numero 33 lo abbiamo ottenuto dai due angoli di 3° del cono che genera tutti gli archi della struttura della “nuo- va chiesa”. Inoltre 33 è la somma dei numeri 15 e 18 già individuati.

– A questo punto, tracciamo un cerchio con raggio 72 metri; suddividiamolo in 18 parti uguali e, partendo dal punto A, tracciamo le linee della “Stella a 6 punte”. La “Stella a 5 punte”, orien- tata con la punta verso l’alto, va trac- ciata solo dopo aver dato uno spes- sore alla “Stella a 6 punte”, per ri- spettare la simbologia illustrata dal Boucher. Tale spessore è dato, geo- metricamente, dalle estremità interne

del 2°, 3° e 4° arco della serie esterna e, dopo averlo misurato, risulta essere di 42 decimetri. Da notare che 42 è: 6 x 6 + 6, quindi deriva dal “Marchio della Bestia” 666. Inoltre, “uno dei 72 Nomi Divini ha 42 lettere”.

Il numero 42, inoltre, ha a che fare col numero 9 e con l’Inferno, poichè: «Il Pantheon egiziano aveva 9 Divinità Solari, il cui capo era Osiride. Egli era la grande Divinità dell’Inferno. ed era credenza universale che, subito dopo la morte, l’anima fosse giudicata da Osiride, in presenza di 42 Demoni, i “Signori della Verità” e i “Giudici dei morti”.2

Tracciamo, ora, la seconda “Stella a 6 punte” interna alla precedente con distanza 42 decimetri e, con molta precisione, inscriviamo nell’esagono interno, la massonica “Camera di Mezzo” o “Loggia dei Maestri”, la “Stella a 5 punte” con la punta verso l’alto.

Poiché i due vertici inferiori non coincidono con i due vertici inferiori dell’esagono, ne risulta che il centro della “Stella a 5 punte” non coincide con quello della “Stella a 6 punte”.

La distanza tra i due centri genera il raggio del pilastro centrale a forma cilindrica, che sostiene le estremità centrali dei 15 archi interni.

– A questo punto, tracciamo il cerchio del pilastro centrale e, così facendo, appare il numero 7, come somma dei 6 lati della “Sella a 6 punte” più l’unità rappresentata dal centro: ecco il numero del “Maestro”, della “Pietra perfetta”, dell’“uomo perfetto” che è indispensabile all’esistenza del- la “Loggia massonica”.

– I numeri 3 e 5, corrispondenti all’ “Apprendista” (triangolo) e al “Compagno” (Stella a 5 punte), sono già con- tenuti nella geometria costruita.

Ciò che ancora manca, ed è la cosa più importante, è il “Marchio” speciale del- la Massoneria: 3 volte 666, come espressione del suo unico “dogma”: dichiarazione di guerra a Dio!

– Il primo “Marchio della Bestia” 666, lo abbiamo già visto con le tre enormi spirali, tracciate sui punti estremi di tutti gli archi della struttura, e osservate dal “profondo degli abissi”.

– Il secondo “Marchio della Bestia” 666, lo ricaviamo dalla “Stella a 6 punte” che, avendo un numero totale di 18 segmenti, rappresnta il numero 18 che, essendo la somma di tre 6, forma il 666.

– Il terzo “Marchio della Bestia” 666, lo otteniamo dalla “Stella a 5 punte” la quale, nel suo significato di triplice triangolo intrecciato (vedi p. 59), a ciascuno dei quali corrisponde la tripli- ce serie di 11 (l’uomo Dio, Pontefice e Re di se stesso), dà come somma complessiva: (11 + 11 + 11 = 33 = 6) che, ripetuto per tre volte, fornisce il terzo “Marchio della Bestia” 666.


TRINITÀ MASSONICA - IL SEGRETO DI QUESTA CHIESA?



Nella descrizione del rituale del 31° grado del Rito Scozzese Antico ed Accettato, Mons. Leone Meurin si imbatte nel giuramento del massone aspirante a quel grado, che giura obbedienza alla “Santissima e Indivisibile Trinità” di cui il massone, però, non riceve alcuna spiegazione.

Un celebre esperto e studioso della dottrina della Massoneria, il dott. Eckert, nella sua opera “Il Tempio di Salomone” (p. 64), parla lungamente di questa Triplice Trinità:«La materia del mondo è esistita da tutta l’eternità, ed esisterà per tutta l’eternità in SANTA TRINITÀ, cioè nell’unità di tre materie elementari: l’elemento mascolino del Fuoco, l’elemento femminino dell’Acqua e l’elemento neutro della Terra prima della formazione dell’universo, questi elementi misti insieme formavano il Caos.

I tre elementi primari, con la divisione dei sessi in due, danno il numero cinque, principio di ogni formazione del Corpo del mondo, il cui simbolo è la sfinge, con la testa e il petto da donna, il corpo da leone e le ali d’aquila. Sviluppati dalla forza del Fuoco, gli elementi producono tramite l’aria, l’Anima del mondo e mediante la Luce, lo Spirito Santo, il cui simbolo è la Fenice, il Dragone volante che esce dal fuoco, Corpo, Anima, e Spirito del mondo formano un’altra SANTA TRINITÀ che si incorpora nell’Uomo-Dio. Lui, l’Architetto dell’Universo col Patriarca del Mondo, o Direttore del Potere spirituale, e con l’Imperatore del Mondo, o Direttore del Potere temporale, ecco la SANTA TRINITÀ inscritta sul Cubo supremo del Tempio di Salomone. Il TRIANGOLO ROVESCIATO, Lucifero, con le due teste coronate dell’aquila, cioè il Grande Patriarca e il Grande Imperatore o Sovrano, compongono la “SANTISSIMA E INDIVISIBILE TRINITÀ” alla quale il Massone candidato al 31° grado presta il suo giuramento di cieca obbedienza».






LE PORTE DI BRONZO - ingresso di quale tempio?

L’ingresso Liturgico e il Battistero si presentano con due porte di bronzo, opera dell’artista Mimmo Paladino: la “porta grande”, di destra, dell’ingresso Liturgico e la “porta piccola”, di sinistra, del Battistero. Queste due porte sono l’ingresso del Tempio.

La presentazione ufficiale della simbologia, scolpita sulle due porte, è vaga, frammentaria, superficiale.

L’ingresso nel “Tempio di Salomone”, cioè nel Tempio della Massoneria, avviene al 1° dei 33 gradi del R.S.A.A. ed il suo rituale corrisponde al “Battesimo massonico”.

Nel rituale, si legge:

«Il Regno da cui vuole uscire e sopra il quale deve elevarsi l’Uomo eletto, il futuro massone, è il mondo profano, l’umanità non iniziata, seduta nelle tenebre dell’ignoranza e assoggettata dalla tirannia dei Re e dei Preti.

Col “Battesimo massonico” nasce un “Figlio di Lucifero”; come nel “Battesimo cattolico” nasce un “Figlio di Dio”.

Il Tempio ha 3 gradini e 2 colonne: a sinistra, Boaz il princìpio passivo, materiale, femminile, cattivo; a destra Jakin, il principio attivo, spirituale, mascolino, buono.

Il Motto Sacro, cioè la parola che riassume l’essenza del grado, è “Boaz”, che significa stabilità, immobilità.

Il Candidato, quasi sempre un cristiano (simboleggiato da una pecora di Cristo) entra come “Apprendista” nel 1° grado, che è dominato dal n° 3 e dal n° 2 dei 2 sessi che esprimono fertilità e il “Culto del Fallo”:

– 3 come  ipunti del Triangolo luminoso, 2 come il Sole e la Luna;

– 3 come le 3 stelle della Loggiaele

2 stelle: di Lucifero e del Candidato;

– 3 come le 3 finestre della Loggia;

– 3 come i 3 saluti del Maestro;

– 3 come i 3 viaggi di purificazione dell’Aria, dell’Acqua e del Fuoco e del versamento del sangue;

– 3 come i 3 passi i 3colpi i 3 baci: il triplice bacio, il grembiale col bavero alzato e i guanti “destinati alla donna che egli amerà di più”.

il cordone con 12 nodi, o lacci d’amore, sulla colonna, che si chiama la “bubbola dentellata” che termina al di sopra delle due colonne della Loggia, e che simboleggia il vincolo delle 12 tribù d’Isralele; i 2 fiocchi folti simboleggiano la vitalità delle 2 tribù ancora rimaste intatte.

– al Candidato viene chiesta l’elemosina per la “Vedova e i suoi figli” (La Massoneria e i suoi massoni);

– il Candidato presta il giuramento di obbedienza ai capi, in tutto ciò che essi gli comanderanno (le spade dei fratelli sono dirette al suo petto, che assomiglia allora al sole, un’imitazione fi- nita del sedicente “Sole infinito” di Lucifero. La rinnovazione tacita del giuramento si fa alzando il braccio destro sulla spalla e facendo cadere la mano a penzoloni.

Il Candidato si è fatto iscrivere nella grande armata dei “Fratelli Apprendisti” che costituisce la Materia prima, la “Pietra grezza”: il “Corpo del Mondo”, formato dai 3 elementi della 1a Trinità massonica, con i 2 sessi, è simboleggiato dalla “Stella a 5 punte”, sulla quale lo “Spirito” deve lavorare.

La “Pietra grezza”, da cui si forma la “Pietra cubica a punta” che serve alla costruzione del Tempio Massonico, costituisce il princìpio materiale, l’elemento corporale dell’uomo a cui deve essere associata un’Anima (4° grado) e lo “Spirito” (15° grado) che il massone acquisirà trasformandosi in “Maestro”, o “Pietra perfetta”, o “Uomo divinizzato”».















L'ALTARE



L’altare è conficcato, per un certo tratto, nel be- ma; il bema è squarciato, come al momento della risurrezione, nel suo insieme di bronzo alla base e da questo squarcio si eleva». «È l’altare che squarcia il bronzo e fa emergere, come pietra, il mistero pasquale». «Quella che, nell’idea originale, era la croce gloriosa sull’altare, stava diventando, man mano che si andava avanti, una sorta di ciborio incombente sull’altare stesso e: l’altare non poteva che essere un’unica opera con “quella” croce...».

Così ci viene presentato l’altare e la “croce gloriosa” che lo sovrasta, dai Frati Cappuccini nell’opera: “Pietre di bellezza e di santità”.

Le due scalinate, che salgono verso l’altare, hanno rispettivamente 3 e 6 gradini. Il numero 3 volte 6 dà 666 che è il “Marchio della Bestia” e l’Anticristo. Alzando lo sguardo, sopra il centro della volta dei 9 archi della struttura della Sala Liturgica, si vede un’enorme spirale azzurra. La spirale è il simbolo del G.A.D.U., il Grande Architetto dell’Universo, il Dio della Massoneria, meglio conosciuto col nome di Satana o Lucifero.

Voltando lo sguardo tutt’intorno, si nota che tutti gli archi sono formati da settori di 6 e 5 blocchi che, indicando le due “Stelle a 5 e 6 punte”, nel loro insieme (15 + 18), rappresentano i 33 gradi della Massoneria di Rito Scozzese Antico ed Accettato.

L’altare, fatto a piramide rovesciata a base rettangolare, è diviso da due nastri di bronzo posti sugli assi della base, ed è conficcato nel “bema”, rappresentato da un rettangolo di bronzo posto sul pavimento ed avente dimensioni 248 x 196. Nel complesso dei numeri di tutte le dimensioni che lo caratterizzano, l’altare simboleggia il “Quadrato Magico” o il “Tetragrammaton”, che attribuisce 72 Nomi al Nome cabalistico del Dio-Lucifero!

Come illustrato alla pagina seguente, il “Quadrato magico” si compone di 9 cifre (dall’1 al 9), disposte sui 9 punti caratteristici del quadrato, che danno sempre la somma 15, in 3 cifre, nelle 8 direzioni. L’altare, diviso dai due nastri di bronzo, forma, con spigoli e intersezioni, le 9 posizioni caratteristiche del “Quadrato Magico”, mentre il lato maggiore del “bema”, 248 cm, che rappresenta la quota più alta di tutte le dimensioni dell’altare, con le cifre 2, 4, 8, “suggerisce” che vi sono 2 modi per ottenere il quadrato con le sue 8 direzioni. Infatti, rappresentando tutte le quote dell’altare, si nota che sono presenti tutte le cifre da 1 a 9 del “Quadrato Magico”.

Inoltre, il lato maggiore dell’altare 240 cm, contiene 16 volte 15; le 4 quote, di 120 cm, in cui è diviso dal suo asse sui due lati lunghi, contengono 8 volte 15; la som- ma delle cifre delle 2 quote 117,6 danno come somma 15; infine, la somma delle due cifre 4,8, spessore dei due nastri che si incrociano nel punto centrale dell’altare fanno: 4,8 + 4,8 = 9,6 = 9 + 6 = 15.

La somma dei numeri 15 ottenuti è 8. Qual è il significato di questo altare?

È un altare dedicato non al Dio Uno e Trino, e a Nostro Signore Gesù Cristo, ma è rivolto ad un “Dio” che ha ben 72 nomi e che si nasconde sotto i simboli di tutti questi Nomi perché non può ancora manifestarsi col suo vero Nome, e deve rimanere occultato nelle tenebre dei “Misteri” degli Alti gradi della Massoneria, in attesa che il suo culto possa manifestarsi al pubblico.

La direzione, che ci porta a questo “Dio”, è quella dell’asse dell’altare. Partendo dal suo vertice “conficcato” nel “bema”, si scopre il numero 5 (140 = 14 = 1 + 4 = 5); il punto in cui l’altare sbuca dal “bema” dista 92 cm dalla base della piramide: 9 + 2 = 11; il punto centrale dell’altare, dove l’asse della piramide interseca il piano della “Tavola” dell’altare, dove i due nastri si incrociano, riporta i numeri: 4,8 + 4,8 = 9,6 = 15.

Ora, il n° 5 simboleggia la “Stella a 5 punte”, simbolo per antonomasia della Mas- soneria; il n° 11 è il numero mistico della Cabala ebraica, (la Massoneria ebraica) la fonte di tutti i simboli e dei misteri della Massoneria; i numeri 9, 6, 15, come si è già visto, simboleggiano Lucifero.

Ci si deve domandare: cos’ha a che fare tutto questo con il Sacerdote che celebra la Messa su questo altare?

Per rispondere, non ci si deve limitare ai contenuti della simbologia “manifestata”, cioè visibile agli occhi dei profani, ma soprattutto a quella “non-manifestata”, che “svela” le entità del “vero potere” ed i loro “Misteri”.

Il massone ed esperto di simbologia massonica Jules Boucher scrive: «l’altare dei templi egizi era formato da una piramide con “tre cubi sovrapposti”...». L’altare, la piramide ed il cubo, nella simbologia massonica, portano alla simbologia della “piramide dei 14 cubi”, formata da 3 livelli di 9, 4 e 1, cubo al vertice, dove l’unico cubo che non è visi- bile (il “non-manifestato”) è quello cen- trale ai 9 del primo livello, ed opposto al cubo situato al vertice della piramide.

In altre parole, il cubo al “vertice” della piramide, quello “visibile” o “manifestato” è molto meno importante di quello nascosto, cioè quello “non-manifestato”. La piramide dell’altare, quindi, indica all’iniziato di far uso del “gioco di inversione” della piramide, dei 14 cubi.

Ora, partiamo dal “vertice” manifestato, cioè visibile ai nostri occhi, quando si guarda l’altare: il Sacerdote che celebra la Messa. Egli si trova al vertice di una piramide, identica a quella dell’altare, ma con la base appoggiata al pavimento. La parte superiore della piramide è un triangolo che racchiude la parte toracica del Sacedote. Questa rappresenta la cosiddetta “Triade Morale” dell’Uomo divinizzato della Cabala, cioè l’attività “sacerdotale massonica” di promuovere e inculcare il “Culto dell’Uomo” nel mondo profano (noi poveri cristiani). Invertendo questa piramide, cioè passando a quella dell’altare, il vertice nascosto e conficcato nel “bema” è l’entità “non- manifestata”: questo “Triangolo” rappresenta gli Alti gradi della Massoneria. Osservando l’altare e la “croce gloriosa” che lo sovrasta, da una certa distanza di fronte all’altare, si scopre che la punta aguzza del “chiodo” più alto della croce, con i punti estremi del primo gradino dell’altare, formano una piramide: un Triangolo equilatero perfetto. Invertendo questo triangolo, ribaltandolo con la base sulla linea che sfiora i bracci orizzontali della “croce gloriosa”, si ottiene un altro triangolo equilatero, con la punta rivolta verso il basso, la quale contiene il triangolo “conficcato nel bema”, che rappresenta gli Alti gradi della Massoneria.

L’entità “non-manifestata” che si ottiene ribaltando questo vertice, è contenuta all’interno del triangolo vertice che individua i bracci laterali, la zona centrale e il braccio superiore della “croce gloriosa”. La piramide, col vertice in basso, rappresenta un altro “Altare” sul quale gli Alti Iniziati rendono l’ossequio religioso offerto al loro “Dio”. Il braccio superiore della croce, come si vedrà nell’analisi fatta nelle pagine seguenti, simboleggia il Dio della Massoneria: Lucifero.

I due triangoli equilateri incrociati, però, formano una “Stella a 6 punte”. Unendo, ora, i punti caratteristici A, B, C, creati dalle intersezioni dell’asse dell’altare e dei due lati obliqui della piramide con la base sul pavimento, con l’esagono interno alla “Stella a 6 punte”, si ottiene il

Triangolo caratteristico ABC con gli angoli alla base di 72° e di 36° al vertice, che definiscono, in modo univoco, una “Stella a 5 punte”, il cui centro è rappresentato dalla testa del Sacerdote che è anche il punto centrale del Triangolo DEF, ma NON della “Stella a 6 punte”. L’Asse del Mondo, o Asse della Spirale, o Asse Universale, di questa geome- tria, rappresenta la “Verità” che Lucifero comunica ai suoi adepti: La DIVINIZZAZIONE DELL’UOMO, e cioè, l’uomo che, dopo aver percorso il “cammino di fede della spirale, di grado in grado, fino 15° della 2a serie di 11 gradi del R.S.A.A., diventa “Maestro”, “Pietra perfetta”, “Sacerdote massone”, “Uomo divinizzato”. Cioè, dopo essersi affrancato da ogni legame col soprannaturale, e dopo avere assimilato il “Culto dell’Uomo”, diffonde questo stesso culto tra gli ignari profani cristiani.

LA CROCE GLORIOSA


Ad Arnaldo Pomodoro, uno dei più grandi artisti contemporanei, era stata chiesta una croce bronzea, attaccata all’altare, che rappresentasse le cinque piaghe, ma l’artista era in cerca di un’idea che fosse connivente con il suo modo di lavorare...». I Frati Cappuccini nella lo-

ro opera: “Pietre di bellezza e di santità” ci informano anche che «L’opera fu commissionata ad Arnaldo Pomodoro il quale, prima di mettersi all’opera, ha dovuto studiare il progetto generale della chiesa. D’accordo con l’arch. Renzo Piano, con i Frati Cappuccini e con Mons. Valenziano, il maestro si mise all’opera fornendo svariati disegni». Uno di questi disegni della croce venne pubblicato dalla Rivista: “Luoghi dell’infinito” del settembre 1998, a pagina 22, in cui lo stile di Arnaldo Pomodoro è così definito: «stile primordiale, mitico, essenziale, ancestrale. Uno stile che rimanda al senso del sacro come “tremendum”, fascino misterioso delle energie nascoste nella terra». L’articolo, poi, cita le parole di Pomodoro: «La croce è un simbolo bellissimo... è la quintessenza dell’astrazione e, quindi, della spiritualità».

Poi, ancora, riporta la riflessione di quest’uomo laico: «Alcuni, quando so- no in difficoltà, pregano; io, se vengo assalito dall’angoscia, mi precipito nel mio studio e lavoro»

Per l’impossibilità di analizzare questa “croce gloriosa”, nella sua realizzazione attuale, mi sono limitato a farlo col disegno eseguito da Arnaldo Pomodoro e pubblicato sulla Rivista citata: “Luoghi dell’infinito”.

Il disegno, essendo solo bidimensionale, ha il vantaggio di evidenziare tutti i simboli che l’artista aveva impresso su questa croce. Tali simboli, però, non vanno presi come entità tra loro separate, ma, come in un mosaico, ciò che è essenziale è l’idea unitaria che questi simboli riescono a trasmettere nella globalità dell’opera d’arte.

È proprio quest’idea unitaria che appare, in tutta la sua evidenza, in questa croce.

La croce sovrasta l’altare, il luogo dove viene reso l’ossequio religioso offerto a Dio: l’atto di culto. L’assenza del Crocifisso su questa croce e la sua forma a bracci quasi uguali, induce a pensare non tanto al Mistero dell’Incarnazione e della Passione di Gesù Cristo, ma ad un altro tipo di “Mistero”.

Dopo uno studio accurato sui simboli che appaiono sulle 5 parti in cui è divisa la croce: i 4 bracci e l’area della loro intersezione, che si è già visto rappresenta la “Loggia dei Maestri”, il “Mistero” si chiarisce e il “Culto” reso alla Divinità

appare in tutta la sua lucida formulazione nei tre diversi culti:

– il “Culto del Fallo”;

– il “Culto dell’Uomo”;

– il “Culto di Lucifero”.

Il “Culto del Fallo”, che anima la 1a serie di 11 gradi del R.S.A.A. e che conduce all’“Uomo senza Dio” e all’eliminazione della Virtù cristiana.

Il “Culto dell’uomo”, che anima la 2a serie di 11 gradi del R.S.A.A., e che conduce all’“Uomo che si fa Dio” e all’eliminazione della Morale cattolica.

Il “Culto di Lucifero”, che anima la 3a serie di 11 gradi del R.S.A.A., e che porta all’“Uomo che combatte Dio” e all’eliminazione dell’Autorità cattolica.

Di seguito, si dettagliano i contenuti simbolici di questo disegno della croce.








LA CAPPELLA DELL'ADORAZIONE


La Cappella dell’Ado- razione è situata lateralmente alla Sacrestia e all’Aula Liturgica, dalla

quale normalmente si accede. La forma della pianta della Cappella è un trapezio isoscele che, completato nelle intersezioni dei lati obliqui, forma un Triangolo isoscele di altezza 33 metri, suddiviso nelle due distanze di 18 m. e 15 m., che individuano: la prima, la distanza del centro del Tabernacolo dalla base; la seconda, dal centro del Tabernacolo al vertice del triangolo.

Il centro del Tabernacolo, quindi, è associato al n° 18, che simboleggia il “Marchio della Bestia” 666.

Le rette che congiungono i puntiAeBconO(centrodelTa- bernacolo), formano un triangolo isoscele con angoli alla base di 72°: questo è il triangolo che individua in modo univoco una "Stella a 5 punte”, la quale è, così, perfettamente individuata. Disegnando il centro della Stella, si nota che questo è posto tra la 7a e 8a fila di banchi, con 7 + 8 = 15 che è il valore numerico di uno dei Nomi cabalistici di Dio-Lucifero.

La Cappella dell’Adorazione, quindi, nelle dimensioni della sua sala e nella posizione del Tabernacolo ha impresso i simboli della Massoneria di Rito Scozzese Antico ed Accettato nel numero 33, come somma dei numeri 18 + 15, e con la presenza della “Stella a 5 punte” che è il simbolo per antonomasia della Massoneria. Compaiono anche i numeri 72 e 15 che simboleggiano l’ecumenismo massonico.

Inoltre: perché nella Cappella dell’Adorazione vi è una stele di “Pietra nera” che ha il sapore di paganesimo?




(Parlando dell’affresco murale della Sala di Meditazione all’ONU, R. K. Spenser scrive: «Nell’affresco, vi sono 72 figure geometriche ed ombre... Il numero 72 indica, sin dai tempi antichi, tutti i 72 Nomi del Nome della Divinità. Questo numero deriva dalla permutazione dei valori assegnati alle quattro lettere del Tetragrammaton (JHVH: Jehovah - il Nome Cabalistico di Dio: Lucifero n.d.r.). Questa moltitudine di nomi si ottiene dai versetti 19, 20, 21 dell’Esodo, che consistono, ciascuno, di 72 lettere ebraiche. Ora, se questi tre versetti sono scritti per esteso, uno sopra l’altro: il primo, da sinistra verso destra; il secondo, da destra verso sinistra; il terzo da si- nistra verso destra, essi danno 72 colonne di tre lettere ciascuna. Ogni colonna, quindi, dà uno dei 72 nomi (ciascuno di tre lettere) che, insieme, forniscono i 72 nomi della Divinità a cui si allude nel testo»1.

Il numero 72, quindi, è il numero dell’ecumenismo massonico il quale vuole riunire tutte le religioni del globo, compresa la Religione Cattolica, nella Religione Universale laica, filosofica, scientifica, dello Gnosticismo.

A questo proposito, ricordiamo le parole del “Patriarca della Massoneria Universale”, Albert Pike: «Tutte le vere religioni dogmatiche sono uscite dalla Cabala e vi ritornano: tutto ciò che vi è di grande e di scientifico negli ideali religiosi... viene dalla Cabala; tutte le associazioni massoniche devono i propri segreti e i propri simboli alla Cabala»).




A destra, una vista della Sala di Meditazione all’ONU, con l’Altare in mezzo alla Sala e l’Affresco a colori, sulla parete, larga 9 piedi. «Il depliant per i visitatori della Sala fu scritto sotto la direzione dell’ex Segretario dell’ONU, Dag Hammarskjold... con linguaggio astruso, comprensibile solo agli iniziati. Nel depliant, si legge: “Gente di molte religioni si incontreranno in questo luogo e, per questa ragione, non potrà essere usato nessun simbolo di quelli a cui siamo abituati nella nostra meditazione... In mezzo alla Sala si vede l’Altare, simbolo di come... la luce dei cieli dà vita alla terra, su cui viviamo; un simbolo che a molti di noi dice come la Luce dello Spirito dà vita alla materia”».

Se si pensa che la “Terra su cui viviamo” è, per la Massoneria, il “Corpo del Mondo” (la 1a “Santa Trinità” con i due sessi), si capisce che “Sviluppati dalla forza del Fuoco, gli elementi producono con l’aria, l’Anima del Mondo e mediante la Luce, lo Spirito Santo. Corpo, Anima, e Spirito del Mondo formano la 2a “Santa Trinità” che si incorpora nell’Uomo-Dio”. Dunque, la “Pietra nera” dell’Altare rappresenterebbe la 1a “Santa Trinità” della Massoneria.




La zona della Cappella dell’Adorazione, che circonda il Tabernacolo, ripropone il tema del Tetragrammaton, ossia del “Quadrato Magico” con la presenza della base quadra del Tabernacolo (9 x 9) e di 8 serie di numeri 15:

– I primi tre 15 sono i tre livelli dei gradini di altezza 15 cm;

– i secondi tre 15 sono dati dalla somma degli 8 lati dei tre ottagoni (blu), alla base e in cima alla stele del Tabernacolo, con le tre serie di 7 segmenti formati dai gradini;

– gli ultimi due 15 sono dati dalla somma dei 9 dm dei due lati della stele con i 6 metri dell’altezza della stele, estesa fino a congiungere le linee oblique dei suoi lati.

Tenendo presente che gli 8 lati dei due ottagoni di marmo alla base del Tabernacolo sono di lato 9 dm, moltiplicando 8 x 9 si ottiene 72, il numero “ecumenico” di tutti i Nomi del cabalistico Dio-Lucifero.

IL TABERNACOLO DI QUALE DIO?! 


Il Tabernacolo è la dimora di Dio. I simboli che ador- nano questa sacra dimora,

non solo dovrebbero essere permeati di uno spirito di sacro rispetto, di venerazione e di adora- zione, ma, soprattutto, dovrebbero esprimere la vera essenza del concetto del Dio che abita nel Tabernacolo.

Si è già visto che il centro del Tabernacolo, a 18 m dalla base, lo associava al “Marchio della Bestia” 666.

L’area che circonda il Tabernacolo, inoltre, simboleggia il Tetragrammaton con il suo n° 15 e la sua pretesa di rappresentare Tutti i 72 Nomi del Nome cabalistico di Dio-Lucifero!

La stele di “Pietra nera” del Tabernacolo, poi, è, fin dall’antichità, un’espressione pagana della divinità; paganesimo di cui è impregnata la Massoneria e di cui i vertici di spicco dell’ONU sembrano essere i convinti assertori e gli entusiasti propagatori, anche se, oggi, solo facendo uso di simbologia che nasconde i veri contenuti della loro dottrina alla vista del mondo profano.

Dalla “Schethya”, la “pietra cubica a punta” “che ha dato vita al Mondo” (Lucifero), l’Altare e il Tabernacolo dell’idolatria sono stati chiamati: “pietra cubica”, “pietra d’angolo”, “pietra nera”, “Pietra a colonna”, fino al “talismano” del “Lucifer Trust”. Ma questa “Pietra nera” l’ONU ci informa che è «un simbolo che dice come la Luce dello Spirito dà vita alla materia»!

Parlando dei significati occulti della Sala di Meditazione all’ONU, Spenser scrive: «L’altare è un blocco di minerale cristallino di colore grigio scuro del peso di 6,5 tonnellate».

Poi prosegue: «Ad un livello esoterico più elevato, l’altare di pietra minerale si ricollega all’antica Pietra di Fondazione “posta un tempo nelle fondazioni del Tempio di Salomone e, in seguito, durante la costruzione del secondo Tempio, trasportata nel “Santo dei Santi”. Era di forma perfettamente cubica ed aveva, inscritta sopra la sua faccia superiore dentro un Triangolo o Delta, il sacro Tetragrammaton, o Ineffabile nome di Dio».

Spenser riporta la seguente citazione dell’opera di A.E. Waite: “The Secret Doctrine of Israel”: «Una pietra misteriosa, chiamata Schethya, che fu gettata da Jehova nell’abisso, così da formare la base del mondo per dargli la vita. Si potrebbe pensare che fosse come un altare di pietra cubica, perché la sua estremità era nascosta nel profondo, mentre la sua superficie si alzava sopra il caos. Era il punto centrale nell’immensità del mondo: la pietra d’angolo».

Si tratta di Cristo-pietra d’angolo? - si chiede Spenser. No! afferma - “perché questa è stata scartata dai costruttori”!

Poi prosegue: «Basta entrare nella Sala di Meditazione all’ONU per rendersi conto dell’assenza di Dio nell’ONU. La “pietra” minerale dell’altare, nella sua desolante e cruda messa in opera è, in se stessa, un simbolo di idolatria. «L’adorazione delle pietre è antica, Eu- sebio cita Porfirio che diceva che gli antichi rappresentavano la Divinità con una pietra nera, perché era di natura oscura e imperscrutabile. Il lettore, a questo punto, può ricordare la pietra nera, Hudsjar el Aswad, posta nell’angolo sud-ovest della Kaaba della Mecca, che era adorata nell’antichità dagli Arabi...

I Druidi, è noto, non avevano altra immagine dei loro Dei se non pietre a forma di cubo o colonna... che davano l’idea di stabilità e fermezza - un simbolo o idolo della stessa Divinità... il dio Hermes (Mercurio) era rappresentato senza mani e piedi, essendo una pietra cubica, perché la figura del cubo denotava la stabilità e la solidità».

«La descrizione dell’altare come “talismano naturale” della World Goodwill (il Gruppo del “Lucifer Trust”, rinominato poi “Lucis Trust”, la sètta satani- ca più potente del mondo che dirige l’ONU), ci dice che “talismano” è un termine che significa “pietra”...

Gli altari, tra gli antichi, erano fatti di pietra... in genere di forma cubica. Gli altari furono eretti prima dei Templi".


Osservando frontalmente il Tabernacolo aperto, con le 3 formelle a destra e 3 a sinistra, si ha, immediatamente, la visione di una geometria fatta di 4 linee parallele orizzontali e 4 verticali, definite dai bordi della stele e dalle linee esterne e di separazione delle 6 formelle.

Tracciato l’asse verticale della stele, con le esperienze già fatte, tutto avviene automaticamente: si traccia la “Stella a 5 punte”, dai 2 punti inferiori centrali, poi, la “Stella a 6 punte” il cui asse orizzontale si interseca con quello verticale della stele, individuando il “punto centrale” che è il centro del “Triangolo rovesciato”, della “Stella a 5 punte”.

Come già visto in precedenza, nella struttura della “nuova chiesa”, l’insieme della “Stella a 5 punte”, della “Stella a 6 punte” e del “Punto centrale” formano la 2a “Santa Trinità” massonica, l’“Uomo divinizzato”, mentre il “Triangolo rovesciato” col “Punto centrale” formano la “Santissima e Indivisibile Trinità” massonica, la 3a “Santa Trinità”, cioè Lucifero insieme al Patriarca del Mondo e l’Imperatore del Mondo.

E dove si nasconde, invece, la 1a “Santa Trinità” massonica? Questa è rappresentata dal Triangolo, tracciato con linea bianca nella fotografia di pagina seguente, e, fisicamente, è costituita dalla “Stele di Pietra nera” che rappresenta la Materia (Fuoco, Terra, Acqua) “allo stato primordiale del caos”.

Ora, “questa Materia con i due sessi forma il Corpo che, con l’Anima, generata dal Fuoco con l’Aria” forma quello che il segretario dell’ONU chiama “La terra su cui noi viviamo” la quale ha bisogno dello “Spirito Santo”, “generato dal Fuoco con la Luce”, per dare la “vita”. In altre parole: poiché la “perfezione” del “Maestro”, o della “pietra perfetta”, è sempre intesa in termini non “materiali”, ma “spirituali”, il discorso dell’ex Segretario dell’ONU, Dag Hammarskjold, significa: il mondo profano (noi poveri cristiani), che formiamo il “Corpo del Mondo”, abbiamo bisogno, prima di un’Anima, e, poi, della “Luce” della Massoneria che, col “Fuoco” della ribellione a Dio, produce lo “Spirito Santo” di Lucifero, che ci dà la “Vita”, cioè, ci fa diventare “Maestri”, “Uomini-dio”, “pietre perfette”! Queste sono le “pietre” che la Massoneria usa per edificare il suo Tempio! Cosa significa tutto questo per un povero fedele cattolico che entra in questa “nuova chiesa”? Secondo gli Alti Iniziati, significa che deve salire i 15 gradini massonici, per acquisire lo “Spirito Santo” per “divinizzarsi” e diventare un “Maestro”, o meglio, un “Uomo perfettamente assatanato”!

E cosa significa, invece, per il Clero cattolico che amministra i Sacramenti?

Per loro, gli Alti Iniziati hanno un altro programma, che è il vero contenuto delle 13 formelle del Tabernacolo!

Le 13 formelle d’argento sbalzato, opera dello scultore Floriano Bodini, relativamente alla nicchia del Tabernacolo, sono situate: 6 a sinistra (3 del V.T. e 3 del N.T.); 6 a destra (3 del V.T. e 3 del N.T.); la 13a copre la nicchia del Tabernacolo chiuso.

Il significato dei contenuti simbolici delle 13 formelle è il programma che gi Alti Iniziati vogliono attuare col Clero cattolico: la sua trasformazione, da “Sacerdoti di Cristo”, in “Classe politica” al servizio del Governo Mondiale dell’Anticristo”. Il Soprannaturale deve scomparire, “le chiese d’Occidente devono essere secolarizzate” e la “Religione Universale”, che deve abbracciare tutte le religioni del globo, deve costituire “l’essenza stessa, se si vuole, la doppia, la tripla, la quarta, la quinta essenza della politica” del Governo Mondiale”.

I temi sviluppati dalle 13 formelle sono tratti dai rituali dei primi 5 gradi della 3a serie di 11 gradi del R.S.A.A.: 23°, 24°, 25° 26°, 27°, sviluppati in 6 + 6 formelle del V.T. e N.T., con la 13a formella del “Pellicano” che copre gi ultimi 6 gradi. La 3a serie di 11 gradi del R.S.A.A. ha, infatti, lo scopo di trasformare il “Sacerdote” massone del 22° grado (che ha già combattuto la Virtù e la Morale cattolica, col “Culto del Fallo” e col “Culto dell’Uomo”) in “Uomo Politico” al servizio di Lucifero, per combattere l’Autorità cattolica, col “Culto di Lucifero”.

Il “Mistero” più profondo di questi gradi è la dichiarazione di guerra alla “Religione di Cristo”, come affermano i Capi Incogniti, in una loro istruzione segreta: «è la Religione che deve essere il pensiero costante dei tuoi assalti, perché un popolo non è mai sopravvissuto alla sua Religione, e perché, uccidendo la Religione, noi avremo nelle nostre mani e la Legge e la Proprietà; perché stabilendo, sui cadaveri di questi assassini, la Religione massonica, la Legge massonica, la Proprietà massonica, avremo rigenerato la Società».

Questo, però, va fatto con astuzia perché “la Religione deve essere sradicata con abilità”!















































LA CROCE MISTERIOSA



“La croce in pietra, bilancia dei destini del mondo”, così presentata in “Pietre di bellezza e di santità” dei Frati Cappuccini, è una croce posta alla fine del

viale pedonale principale.

«La grande croce gloriosa senza crocifisso, ma bilancia dei destini del mondo, disegnata dallo stesso architetto Renzo Piano... è costituita da oltre 40 metri d’altezza, con una sezione variabile di m. 2,50 x 2,50 alla base fino a m. 0,40 x 0,40 alla sommità.. Nella parte alta sono innestati due bracci orizzontali, a sbalzo, della lunghezza di m. 4,50. È composta di 65 conci (blocchi di pietra o “pietre”) tutti diversi l’uno dall’altro».

I Frati Cappuccini ci assicurano che «... la grande croce ha richiesto attenti studi preliminari di progettazione e la redazione di un manuale per garantirne la qualità di esecuzione».

L’opera: “La chiesa di Padre Pio a San Giovanni Rotondo”, a cura di Maurizio Oddo, ci precisa che «Non paghi di tanta fatica, Renzo Piano e Mons. Valenziano, consulente liturgico, hanno pensato di erigere la grande croce, alta 40 metri con braccia larghe 10 m, interamente costruita in pietra ad elementi sovrapposti e precompressi, completando quest’opera senza precedenti».

Oddo, senza perdersi in descrizioni sulla grande croce, ci fa un regalo prezioso: riportando i disegni di progetto, fornendo la vista frontale e quella laterale della grande croce di pietra. Finalmente qualcosa di preciso!

I disegni sono talmente ridotti in scala, che le quote sono difficilmente leggibili, ed alcune non si leggono affatto. Con la lente, con l’ingrandimento da programma grafico e con molta pazienza, si riesce ad avere finalmente qualche dato degli attenti studi preliminari di progettazione:

– quadrato di base: lato 250 cm;

– altezza delle 54 “pietre” vertic.: 72 cm; – altezza pietra incrocio bracci: 80 cm;

– altezza totale croce = 3.968 cm;

– lato sup. 54a pietra al vertice = 42 cm – n° “pietre” verticali = 55;

– n° “pietre” per ogni braccio = 5;

– n° pietre del braccio superiore = 7;

– largh. bracci punto superiore = 4,5 m; – largh. bracci tra p. sup.-asse = 4,86 m; – largh. bracci tra p. inf.-asse = 4,97 m; – larghezza totale bracci = 9,94 m.

A parte le discordanze con i dati che avevamo già letto, ciò nondimeno, ci è sem- brato di sognare ma il sogno ha avuto breve durata: osservando la limpida fotografia della parte alta della croce, ci siamo accorti che il numero delle “pietre” dei bracci laterali e di quello superiore erano diversi da quelli del progetto: 7 invece di 5, per i laterali; 8 invece di 7, per il braccio superiore!

Addio altezza croce; addio larghezza bracci. Ci siamo resi conto che non era più una questione di approssimazione o di incompetenza doveva esserci un mistero! E la presenza di misteri in que- stioni tecniche, relative alla costruzione di una croce, dopo “attenti studi preliminari di progettazione e la redazione di un manuale per garantirne la qualità di esecuzione”, ci ha incuriosito e stimolato al punto che abbiamo deciso di procedere in un altro modo: prima, scoprire il mistero; poi, individuare le misure effettive di questa croce misteriosa!


Osservando la fotografia della parte superiore della croce, si nota che le linee delle pietre dei due bracci laterali non sono parallele, ma convergenti. Dove convergono? A quota 50 metri!

Il “Dizionario dei simboli” (p. 89) dice che «50 è il numero della Redenzione»! Con quanto già scoperto, eravamo certi che non si trattava della Redenzione di Cristo, ma di quella di Lucifero!

Subito abbiamo pensato che 50, e cioè 5, indicasse anche una “Stella a 5 punte”. La prima verifica è stata quella dei 2 angoli al vertice della piramide a base quadra della colonna verticale; risultato: 3°. La somma dei due angoli: 3° + 3° = 33, i gradi della Massoneria di R.S.A.A. Sapendo che le pietre verticali non erano più 55, ma 56 (col braccio superiore di 8 pietre), con tutte le pietre di altezza 72, meno la pietra incrocio dei due bracci che ha altezza 80 cm, si è calcolata l’altezza della croce: 40,40 metri.

Il “Dizionario dei simboli” dice: «40 è il numero dell’attesa, del pentimento, della prova del castigo...», proprio quello che ci vuole per una “Redenzione”. L’altezza, quindi, di ogni pietra, veniva confermata a 72 e 80 cm, mentre il lato del quadrato della 56a pietra, l’ultima al vertice, era indicato sul progetto: 42 cm.

I numeri 72 e 42 non ci sono nuovi: entrambi indicano 666: 72 = 66 + 6 = 666; mentre 42 = 6 x 6 + 6 = 666, inoltre, 72, si era visto, è il numero che esprime l’ecumenismo massonico, mentre 42 erano i 42 Demoni, i “Signori della Verità” e i “Giudici dei morti” di Osiride, la “Grande Divinità dell’inferno”, il cui “Occhio nel triangolo” indica Lucifero. Ora, tutte le pietre della colonna verticale sono dei tronchi di piramide a base quadra che convergono a quota 50 m, quindi sono delle “pietre cubiche a punta”, e rappresentano il numero 7, simbolo del “Maestro”, “la pietra perfetta”, l’“uomo vero”, l’“uomo divinizzato” della Mas- soneria.

Si può obiettare che, tra tutte le pietre della croce, non vi è un solo cubo; inoltre, esse sono tutte diverse tra loro. La “perfezione”, cioè la forma “cubica”, di tutte queste pietre, però, non è rappresentata dalle loro dimensioni reali, ma dal numero 666, il “cubo perfetto” “spirituale” dell’Anticristo: sono le “pietre dell’Anticristo”!

La 48a pietra, punto d’incrocio dei due bracci, da verifiche grafiche è risultata avere il lato del suo quadrato superiore di 72 cm. Le difficoltà, però, sono nate nel definire le dimensioni delle 14 pietre dei due bracci laterali, per verificarne la qualità di pietre cubiche “perfette”.

Le tre quote di progetto della larghezza dei due bracci perdevano la loro affidabilità poiché le pietre non sono più 5, ma 7. Sempre con verifiche grafiche su fotogra- fie, si è ottenuta la soluzione: tutte le 14 pietre hanno larghezza 66 cm, con angoli di conicità verticale di 9° e angolazione orizzontale di 6°, mentre l’angolo di assottigliamento dei due bracci verso l’esterno è di 4° per parte; tutti questi angoli corrispondono a quelli riportati nei disegni di dettaglio del progetto.

Come dettagliato nei riquadri della fotografia sopra riportata, osserviamo che non tutte le pietre, hanno la stessa “valenza” di empietà: tutte valgono 1 volta 666, ad eccezione della 48a che vale 2 volte 666; la 56a e le 14 dei bracci laterali, invece, valgono 3 volte 666.

Le “pietre” usate, complessivamente, sono 70, mentre il totale dei 666 è di 101. Cosa significano i numeri 7 e 70 che caratterizzano la simbologia delle “pietre”?


Sul “Dizionario dei simboli”, leggiamo: «Il 7 è il numero dell’uomo perfetto, cioè dell’uomo perfettamente realizzato. Il numero 7 indica la totalità principalmente sul piano spirituale.

Secondo il Talmud, gli ebrei vedevano nel numero 7 anche il simbolo della totalità umana.

Il capitolo 10 della Genesi enumera 70 popoli della terra che furono dispersi dopo la costruzione della Torre di Babele. Il numero 70, come multiplo di 7, indica l’idea di totalità.

Queste 70 “pietre”, ciascuna delle quali, nel n° 7, rappresentano l’“uomo divinizzato” delle Logge, e rappresentanti l’intera umanità, sono forse i 70 popoli (l’intera umanità) dispersi da Dio che vengono riuniti dalla Massoneria per ricostruire, in odio a Dio, una “Nuova Torre di Ba- bele”?

Il numero significativo 5, di quota 50, simboleggia una “Stella a 5 punte”? Si!

I tre punti A, B, O, di cui conosciamo quote e distanze, costituisce il triangolo che definisce in modo univoco una “Stella a 5 Punte” avente lunghezza lato AO. Tracciando i lati AD e BC con eguale lunghezza ed angoli 36° e 144°, si ottiene la Stella che ha il centro nel punto L.

Ora, tracciando un cerchio col centro in L e raggio tale da sfiorare la quota 40,40 m della sommità della croce di pietra, si trova che tale raggio è di 108 cm che, cabalisticamente, significa 1 + 8 = 18 = 666 e 108 = 6 x 666, in totale: 7 volte il “Marchio della Bestia”, diviso in 1 + 6.

Sul “Dizionario dei simboli” leggiamo: «Una tradizione indù attribuisce al Sole 7 raggi: 6 corrispondenti alle direzioni dello spazio, il 7° corrisponde al centro...».

Sulla croce di pietra, avevamo 70 “pietre perfette” che totalizzavano 101 volte 666 a cui, ora, si aggiunge un’altra “pietra” che vale 7 volte 666, con un totale di 108 volte 666, lo stesso numero del raggio del cerchio centrale al “Triangolo rove- sciato”, simbolo della “Santissima e Indivisibile Trinità” massonica.

Cosa rappresenta, allora, quel cerchio? È l’Occhio onniveggente di Lucifero all’interno del Triangolo!

Una curiosità: parlando dei significati occulti della Sala di Meditazione all’ONU, Spenser scrive: «il 16 febbraio 1953, il “Gruppo di Amici della Sala di Meditazione all’ONU” (1.500 membri) presentarono i “Libri degli ospiti” della Sala, dove ognuno poteva apporre il proprio nome, indirizzo, e la religione praticata. Tra l’ottobre e il giugno 1963, circa 4 milioni di persone hanno visitato la Sala di Meditazione, e oltre 750.000 di questi visitatori hanno messo la loro firma su 108 di questi libri, ciascuno contenente 7.000 nomi»2.

Continuiamo la costruzione sulla croce di pietra: tracciamo una retta orizzontale a quota 5.000 cm (punto O) ed altre due a 60° e 120° passanti per C e D; con cen- tro sempre in L, costruiamo la “Stella a 6 punte”. La costruzione, ora, è completa: sono la 1a, 2a e 3a “Santa Trinità” massonica, la stessa costruzione già vista sul Tabernacolo. È, dunque, la stessa?

Il significato sembra diverso: la “Triplice Trinità” sul Tabernacolo riguardava la “Redenzione” del singolo individuo; ora, invece, questa “Redenzione” di Lucifero è estesa a tutti i 70 popoli che rappresentano l’intera Umanità divinizzata che, organizzata da Lucifero, si scaglia contro Dio, con la rinnovata empietà di voler ricostruire il Tempio della “Nuo- va Torre di Babele”.

La “croce di pietra” rappresenta anche un’altra particolarità: espone la struttura mondiale gerarchica della Massoneria: il lato di 25 dm della 1a pietra, indica il Rito Scozzese di Perfezione, da cui è nata la Massoneria di R.S.A.A. nel 1801 (le pri- me 33 pietre); la 34a “pietra”, indica il “Nuovo Rito Palladico Riformato”, fondato da Giuseppe Mazzini e Albert Pike nel 1870; le 22 pietre, dalla 35a alla 56a, indca l’Alta Massoneria ebraica dei B’nai B’rith il cui simbolo è una “Menorah”.

Le 7 “pietre” dei bracci laterali hanno la particolarità di rappresentare, insieme al- la 48a centrale, ben 7 Tetragrammaton: – 48a: h = 80, lati superiori = 72 x 72;

– ognuna delle 7 pietre di ciascun braccio ha i seguenti angoli: 2 da 9° che si inter- secano con uno da 6°, formando 4 punti di intersezione di valore 15. Prendendo due pietre simmetriche rispetto a quella centrale, si ottengono gli 8 numeri 15 del Tetragrammaton. Ogni blocco laterale, inoltre, contiene i numeri 4 e 8, infatti gli angoli di assottigliamento dei bracci, ver- so l’esterno, sono di 4° per parte.

Cosa simboleggiano queste “pietre” con valenza di empietà di 3 volte 666? Usando le linee di convergenza sul punto di quota 50 m, intersecandole con una retta orizzontale a quota 4040, si hanno 7 settori, per parte, più quello centrale del- la croce di pietra.

Prendendo il settore centrale e i tre laterali di numero dispari 7, 5, 3, e unendoli con il braccio trasversale della croce si ottiene un’immensa “Menorah”, quasi identica, nella forma, a quella che simboleggia l’Alta Massoneria ebraica dei B’nai B’rith (vedi fotografia a p. 56).

La rappresentazione di questa “Torre d Babele”, è completata dal “Sole di Luci- fero” con “7 volte 18 raggi”, numeri che simboleggiano la “totalità infinita della perfezione celeste”... satanica!


Questa ricerca dovrebbe fare riflettere tutti di come l'opera di queste sette sataniche non solo trovano spazio nella chiesa cattolica, ma ne fanno parte integrante, allora riflettiamo se quella che al mondo viene presentata come la Chiesa di Cristo, sia davvero la chiesa di cui Cristo parla nei suoi vangeli.

3 commenti:

  1. niente di più fanatico... ke fantasia! vatti invece a vedere l'origine della trinità (Nimrod, Semiramide, Tammuz) perkè se anke il dio in cui credi tu è TRINO, è la stessa raffigurazione SATANICA!!! Indaga sulle cose, non prenderle per scontate, solo perchè lo insegna la TUA religione...anke tu sei vittima dell'inganno SATANICO di cui il mondo è pervaso, credimi!

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  2. Non capisco perché se uno ha un opinione diversa è un fanatico o uno sprovveduto! Ti assicuro che nulla è dato per scontato da parte mia, sei piuttosto tu che dovresti informarvi sulle cose, che cosa c'entra Nimrod, Semiraide e Tummuz con la Trinità di Dio?! Non perché Dio sia un Dio trino debba obbligatoriamente rientrare in Trinità di religioni pagane. Non ti sei mai posto la domanda che potrebbero essere queste religioni o credenze a scimmiottare quella di Cristo?! Stai pur certi che io non sono vittima del gioco di Satana, conoscere bene il proprio "nemico" ti permette di riaggirarlo. Credo che la vittima sei tu è ancora una volta invito a fare commenti che siano costruttivi senza limitarsi a inutili insulti e senza alcuna argomentazione sul l'oggetto della discussione!

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  3. Ho letto in parte questo articolo delirante. Quindi se io traccio una spirale sto adorando il demonio?
    Hai mai sentito parlare della serie di Fibonacci 0 1 1 2 3 5 8 13 21 etc etc? E' presente in natura, ad esempio governa la crescita delle foglie sui rami delle piante, la disposizione dei semi del girasole, genera geometricamente la sezione aurea che sta alla base dei progetti di migliaia di chiese, della facciata del Partenone ed è quella che da architettonicamente la proporzione del "bello". La serie di Fibonacci la si riscontra anche nei cicloni atmosferici, che sono delle spirali, di origine naturale. Possibile che Dio, se è lui il Creatore, abbia voluto rappresentare ovunque il suo nemico? Credo che tu sia un pò integralista e che ti stia antipatica la massoneria, ma credo anche che la massoneria se ne farà una ragione.

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