Shadowbox Effect

sabato 23 febbraio 2013

LO SPIRITISMO di Samuele Manera

Chissà quante volte ci siamo domandati se la morte è l’ultimo atto compiuto dell’essere umano, se dopo la morte fisica e celebrale del nostro corpo c’è qualcosa di altro, insomma se esiste una vita dopo la morte. Oggi, in una società così improntata sul praticismo e sul materialismo si è più portati a pensare razionalmente, ma fin dalle civiltà più antiche si è sempre creduto nella vita dopo la morte, nell’esistenza degli spiriti che convivono invisibilmente in mezzo a noi e che, di tanto in tanto, danno segnale della loro presenza o, addirittura, è proprio l’uomo ad andarli a cercare.



ORIGINI STORICHE DELLO SPIRITISMO

I popoli primitivi credevano nell’esistenza dell’anima e nella sua sopravvivenza e che i trapassati potessero apparire o interferire in modo positivo o negativo nella vita dei viventi. Fin dall’antichità per comunicare con loro si faceva ricorso a feticci o all’intervento di veggenti e negromanti. Come ad esempio gli Egizi che praticavano la negromanzia (ovvero una forma di divinazione in cui i praticanti cercano di invocare i morti) e utilizzavano delle statuette per la comunicazione tra vivi e morti. Anche i Greci credevano che i morti potessero apparire ai viventi, e anche i Romani praticavano l’invocazione degli spiriti in caverne situate in vicinanza di laghi e fiumi. Dai popoli più antichi la credenza di una “relazione” tra vivi e morti si portò avanti per tutto il medioevo, fino ad arrivare alla nascita dello Spiritismo moderno (Il termine spiritismo, proprio come il termine demone, fu adottato dagli scettici come un termine dispregiativo nei confronti di tutti i movimenti e religioni che praticavano queste pratiche attribuendo loro il concetto del male e, in qualche modo, demonizzare lo Spiritismo stesso) all’epoca della rivoluzione Francese, più precisamente la dottrina filosofica dello spiritismo è apparsa nel 1857 sulla base delle ricerche di Allan Kardec (pseudonimo del pedagogista francese Hippolyte Léon Denizard Rivall) il quale osservò una serie di fenomeni e formulò l’ipotesi che tali fenomeni potessero essere attribuiti solamente ad intelligenze incorporee (spiriti). Nel famoso libro di Kardec Il libro degli Spiriti, vennero riportati i risultati di due anni delle sue investigazioni sul paranormale e interviste nelle quali Kardec e i suoi collaboratori parlavano con gli spiriti attraverso l’aiuto di svariati medium francesi. Nel libro si trattano anche questioni in merito a Dio, cosa accade prima della nascita e dopo la morte, le leggi alla base dei fenomeni paranormali, il messaggio del Cristo, le responsabilità delle azioni degli uomini, la descrizione del mondo dell’aldilà, l’evoluzione morale e spirituale dell’uomo.


Già dal 1848, con gli apparenti fenomeni paranormali delle sorelle Fox, l’America e l’Europa furono invase da pratiche somiglianti che si diffusero nelle diverse classi sociali. Le sorelle Fox, Kete, Leah e Margaret erano statunitensi e vissero, con i genitori, in una casa che aveva la fama di essere stregata e la famiglia Fox era spaventata dai suoni, colti e rumori di quella casa, fino alla notte del 31 marzo del 1848, quando Kate avrebbe sfidato il presunto spirito dal quale ebbe un chiaro riscontro della sua esistenza. Furono allora chiamati i vicini della famiglia Fox per testimoniare quell’evento e nei giorni successivi le sorelle riuscirono a istaurare un codice di comunicazione con lo spirito, fatto di battiti utilizzati per indicare “si” o “no”, oppure a indicare precise lettere dell’alfabeto. Curioso è sapere che le sorelle chiamarono inizialmente questo spirito, con il quale erano entrate in comunicazione, con il nome di Mr. Splitfoot, che stava a significare Signor Piede-biforcuto un nomignolo per indicare il Diavolo, ma in seguito dichiararono che si trattasse dello spirito di un venditore ambulante di nome Charles B. Rosma, che sarebbe stato ucciso in quella casa cinque anni prima e poi sepolto di nascosto nella cantina. Tuttavia non si riuscì mai a identificare alcuna scomparsa che portasse il nome di Charles B. Rosma.
Le sorelle furono divise e mandate a vivere da parenti della famiglia Fox, ma i battiti non cessarono mai di abbandonarle nonostante fossero divise e avessero cambiato dimora, convinti tutti dei fenomeni i giornali diffusero la notizia così le sorelle Fox diventarono presto famose e iniziarono a tenere sedute spiritiche pubbliche a New York attirando tra il pubblico personaggi di spicco e spopolando anche in Europa.

E’ alla base di queste vicende che, nel 1857, Kerdac fu il primo a indagare sui fenomeni paranormali, dopo anni di ricerche si convinse della loro veridicità iniziando così a divulgare gli insegnamenti nel campo spiritico. Iniziò a pubblicare a sue spese diversi libri e a seguito di questi sorsero migliaia di centri spiritici in diversi paesi del mondo, nonostante la repressione cattolica, e in particolar modo in Brasile, dove lo spiritismo si integrò perfettamente con la cultura e la tradizione locale. Nel 1870 lo spiritismo contava più di 10 milioni di seguaci, che diventarono 15 milioni nel 1890, ad oggi i seguaci di questa dottrina sono decine e decine di milioni. Già perche lo Spiritismo nasce come una dottrina filosofica-religiosa che apparentemente pratica la carità, l’umanità, la solidarietà richiamandosi agli insegnamenti di Gesù Cristo, al quale gli spiriti sono devoti. Lo Spiritismo si basa sulla convinzione che gli spiriti non siano altro che le anime dei morti, annullando l’esistenza di angeli o demoni, ma credono solo nell’esistenza di spiriti con una maggiore o minore evoluzione spirituale. Inoltre lo Spiritismo non ammette l’esistenza dell’inferno come luogo di espiazione eterna delle pene, in quanto gli spiritisti sostengono che Dio vuole l’evoluzione spirituale di tutti gli uomini e non permetterebbe che siano condannati per l’eternità sulla base di errori momentanei. Lo Spiritismo sostiene l’immortalità dell’anima.

Queste tesi sostenute dai praticanti dello Spiritismo non trovano riscontro nella parola di Dio, di cui avremo modo di approfondire più avanti, e quindi cosa si cela dietro allo Spiritismo?

Parlare di Spiritismo non è cosa semplice e non si può nemmeno definire un argomento di quelli “o ci credi o non ci credi”, in quanto io posso credere o non credere in qualcosa che non ha mai avuto riscontro, di cui non si è mai fornita prova, invece lo Spiritismo, o meglio il fatto che esistano degli spiriti in mezzo a noi, è provato e testimoniato, ci sono chiari fenomeni paranormali ai quali la scienza non è riuscita a fornire una spiegazione chiara e razionale. Io credo negli spiriti, ma credo anche che sia necessario fare luce e chiarezza sulle pratiche dello Spiritismo che nasconde verità e misteri maggiori.


LE SEDUTE SPIRITICHE


La seduta spiritica è una delle tecniche più famose utilizzate nello Spiritismo al fine di invocare le anime immortali dei defunti grazie all’intervento di un medium. Il termine medium nasce proprio nello Spiritismo negli anni 50 del XIX secolo, sta ad indicare una persona che ha la capacità, naturale o tramandatale, di fare da intermediario tra gli spiriti e i viventi.

In genere le sedute spiritiche vengono fatte in luoghi chiusi, i partecipanti riuniti attorno ad un tavolo si pongono in silenzio e concentrazione, tentano di stabilire uno stato di tensione mentale ed emotiva che permette al medium di utilizzare l’energia del gruppo per richiamare a se la forza necessaria ad un “contatto” con l’aldilà. Un tipico sistema di interrogazione degli spiriti è quello della Tavola Ouija, una tavolozza piatta con incise tutte le lettere dell’alfabeto, i numeri dallo 0 al 9 e un “si” e un “no”, il cui utilizzo è abbinato ad una lancetta mobile chiamata “planchette”. I partecipanti alla seduta puntano il dito sulla planchette, che può essere sostituita da un piattino una tazzina o una monetina, che sembreranno muoversi autonomamente da una lettera all’altra formando frasi di senso compiuto in risposta alle domande che il medium pone all’entità.

Ci sono comunque diversi sistemi per effettuare una seduta spiritica, le regole per la procedura e l’evocazione sono molto semplici, ma contengono al tempo stesso il grave rischio di conseguire a una vera e propria possessione. In effetti le sedute spiritiche hanno, per metodologia e simbolismo molti aspetti in comune con le messe nere del satanismo, possibile che si tratti solo di coincidenza? Oppure in effetti un nesso tra le due cose c’è? E se così fosse gli spiriti che si mettono in contatto sono realmente le anime dei defunti come sostiene la dottrina dello Spiritismo? Oppure sono altre entità più temibili e pericolose?



LE MANIFESTAZIONI SPIRITICHE


Il termine Spirito deriva dal latino “spiritus”, letteralmente tradotto in soffio, alito, respiro, con il quale, di solito, ci si riferisce all’essenza metafisica dimorante all’interno dell’uomo chiamata anima. Questo termine assume anche diversi significati nei vari ambiti nel quale viene collocato. Ad esempio nella religione giudaico-cristiana per Spirito vi si riferisce allo Spirito Santo, termine presente nella Bibbia rappresenta la terza essenza di Cristo. Spirito può stare anche per demone facendo riferimento a spiriti maligni o altre entità paranormali.

Nello Spiritismo lo spirito è, presumibilmente l’anima dei defunti, e vengono classificati in tre ordini principali: Spiriti Imperfetti (spiriti impuri, pseudo sapienti, indifferenti, picchiatori e perturbatori), Spiriti Buoni (benevoli, dotti, saggi, superiori), Spiriti Puri.

Spiriti, fantasmi, presenze, o come li si voglia chiamare sono sempre stati protagonisti di storie e leggende, attirano l’attenzione di molte persone e da sempre ne si trova traccia su giornali, in televisione o nei racconti di testimoni. Le opinioni in merito sono diverse, ci sono gli scettici che sostengono che i fantasmi non esistano e che tutti i fenomeni raccontati sono il risultato di abili raggiratori; poi ci sono i possibilisti che sostengono la possibilità che gli spiriti possano esistere; ed in fine ci sono i convinti che gli spiriti siano sicuramente tra noi. La scienza sostiene che l’esistenza degli spiriti non è stata dimostrata con metodi scientifici, ma è altrettanto vero che vi sono strumenti che ne dimostrerebbero la possibile esistenza e che comunque la scienza non è mai riuscita a dimostrare il contrario. Sicuramente molte apparizioni o documentazioni si sono rilevate delle bufale, ma la casistica è altrettanto piena di testimonianze, documentazioni attendibili e apparizioni in cui il fenomeno si manifesta ad una massa di persone, le quali raccontano lo stesso fenomeno a distanza di anni senza aver mai letto o sentito nulla a riguardo.

Ma quale sarebbe, secondo gli spiritisti, il motivo per il quale queste anime rimangono in contatto con noi? Dopo svariate ricerche ho notato che la convinzione più comune è che un individuo defunto, lasciando qualcosa in sospeso nella sua vita, rimanga in qualche modo bloccato nei luoghi o alle persone con le quali ha vissuto, cercando di provare a risolvere i suoi problemi per, finalmente, andarsene e trovare la luce. Ma a questa teoria mi viene da chiedermi, possibile che ci sia qualcuno che, pur facendo un vita tranquilla pacata, alla sua morte non abbia comunque un qualcosa di sospeso? Tutti nella vita, chi più o chi meno, chi nel bene e nel male, abbiamo qualcosa di sospeso di irrisolto, dovremmo vivere tutti in un mondo allora infestato dagli spiriti. Inoltre c’è qualcos’altro che non torna, tutti quelli che si definiscono sensitivi, medium che hanno quindi il potere di comunicare con gli spiriti, si definiscono persone estremamente religiosi, legate al divino che, in qualche modo, interagisce con loro per arrivare ad avere un contatto con l’aldilà. Ma come è possibile questo se Dio proibisce severamente questa pratica?

In Deuteronomio 18:10-12 dice: “non si trovi in mezzo a voi chi fa passare suo figlio o sua figlia per il fuoco, né chi esercita la divinazione, né astrologo, né chi predice il futuro, né mago, né incantatore, né chi consulta gli spiriti, né chi dice la fortuna, né chi interroghi i morti, perché tutti quelli che fanno tali cose sono in abominio agli occhi di Dio”, e ancora in Levitico 19:31 “Non vi rivolgete agli spiriti, né agli indovini, non li consultate per non contaminarvi per mezzo loro. Io sono l’Eterno il Dio vostro.” E’ chiara la posizione di Dio in merito a queste pratiche, il quale non è che sostiene che non esistano o che non possano essere possibili, ma ne vieta l’utilizzo in quanto evidentemente in queste pratiche c’è del male, un male che può coinvolgere l’essere umano. Spesso chi pratica questi rituali prende l’esempio di Re Saul, nella bibbia, che si rivolse allo spirito del profeta Samuele tramite una veggente, traendone l’esempio e l’alibi per le pratiche spiritistiche. Ma vediamo insieme la storia di Saul: Innanzitutto Saul è stato il primo re di Israele benedetto dal profeta Samuele (1 Samuele 10:1, 20-24), sconfisse due grandi popoli contro Israele, gli Ammoniti e i Filistei, ma usurpò il sacerdozio e si impossessò dei beni di Amalec, un altro popolo sottomesso da Saul. Fu destituito a vantaggio del grande re Davide, dalla cui discendenza nacque Gesù, che da quel momento in poi perseguitò violentemente (1 Samuele 18:8-16; 19:8-17). Prima della guerra contro i Filistei, che avevano preparato già le loro truppe per far guerra ad Israele, Saul impaurito dalla sconfitta si rivolse prima a Dio, che non gli rispose, poi ad una veggente:

1 Samuele 28:2-18 “Saul consultò il Signore, ma il Signore non gli rispose né tramite sogni, né per mezzo dei profeti. Allora Saul disse ai suoi servitori: - Cercatemi una donna che sappia evocare gli spiriti e io andrò da lei a consultarla -. I servitori gli dissero: - A EnDor c’è una donna che evoca gli spiriti -. Allora Saul si camuffò, si mise altri abiti, e partì accompagnato da due uomini. Giunsero di notte dalla donna e Saul le disse: - Dimmi il futuro ti prego mediante l’evocazione di uno spirito e fammi salire colui che ti dirò -. La donna gli rispose: - Ecco tu sai quello che Saul ha fatto, com’egli ha sterminato dal paese gli evocatori di spiriti e gli indovini, perché dunque tenti un tranello alla mia vita per farmi morire?- Saul le giurò per il Signore e le disse: - Com’è vero che il Signore vive, nessuna punizione ti toccherà per questo!- Allora la donna gli disse: - Chi debbo farti salire?- Egli li rispose: -Fammi salire Samuele (il profeta)- E quando la donna vide Samuele urlò e disse a Saul: - Perché mi hai ingannata? Tu sei Saul!- Il re le disse: - Non preoccuparti che vedi?- E la donna a Saul: -Vedo un essere sovraumano che esce di sotto la terra- Ed egli a lei: -Che forma ha?- Lei rispose: -E’ un vecchio che sale ed è avvolto da un mantello-. Allora Saul comprese che era Samuele, si chinò con la faccia a terra e si prostrò davanti. Samuele disse a Saul: -Perché mi hai disturbato, facendomi salire?- Saul rispose: -Sono in grande angoscia, poiché i Filistei mi fanno la guerra e Dio si è ritirato da me e non mi risponde più mediante i profeti né tramite i sogni, perciò ti ho chiamato perché tu mi faccia sapere quello che devo fare- Samuele disse: -Perché consulti me, mentre il Signore si è ritirato da te e ti è diventato avversario? Il Signore ha agito come aveva annunziato per mezzo di me, il Signore ti strappa di mano il regno e lo dà ad un altro, a Davide, perché non hai ubbidito alla voce del Signore-…..”

Dalla storia di Saul è importante trarre alcuni aspetti fondamentali: il primo è che Saul, per volere di Dio, aveva eliminato e allontanato tutti gli indovini e veggenti dalla terra di Israele perché ciò non era buono agli occhi di Dio.

Un secondo elemento importante è quello che Saul fu costretto a rivolgersi alla veggente perché, disubbidendo a Dio egli non gli rispondeva più, inoltre era in una situazione disperata sia per il fatto che il suo regno gli sarebbe stato tolto per cederlo a Davide, sia perché erano alle porte i Filistei pronti a fargli guerra. Questo ci fa capire come Saul rappresenti molti di noi che, presi dalla disperazione ci si rivolge a cartomanti, veggenti o quant’altro nella speranza di avere un pretesto sul quale attaccarsi, una speranza per andare avanti, quando invece Dio esorta solo ed esclusivamente a rivolgersi a Lui, in Isaia 8:18-22 dice “…Se vi si dice: Consultate quelli che evocano gli spiriti e gli indovini, quelli che sussurrano e bisbigliano, rispondete: Un popolo non deve forse consultare il suo Dio?, se il popolo non parla cos’ non ci sarà per lui nessuna aurora…”. Il concetto di evocare i morti è sbagliato e proibito agli occhi di Dio, non perché non esita o non ci sia la possibilità di farlo, se no non ci sarebbe bisogno di vietarlo, ma proprio per evitare quella che inevitabilmente diventa divinazione per queste pratiche. Dio ci esorta a vivere la vita giorno dopo giorno senza pensare al futuro, anche perchè spesso farsi predire il futuro condiziona opere e azioni che invece sarebbe meglio che prendessero il suo corso naturale, inoltre è a Dio che bisogna rivolgersi, egli si è messo a disposizione nella nostra vita, non si rifiuta di consolarci, aiutarci o indicarci la giusta strada l’importante è confidare in Lui e in nessun altro. Nella storia di Saul il Signore si era già espresso e aveva deciso, per la disubbidienza di Saul e l’incapacità di gestire il suo popolo, di sostituire Saul con Davide, più adeguato ad essere re. Ecco che Saul, nel suo orgoglio, non accetta questo, ma si rende conto allora non contento si rivolge alla veggente per chiedere al defunto profeta Samuele quello che avrebbe dovuto fare, e cosa vuoi che gli dica Samuele, non fa altro che ripetere le parole di Dio perché Samuele, pur essendo uno spirito non può comunque sostituirsi a Dio. In questo particolare episodio, così come quello narrato dell’apparizione di Mosè ad Elia sul monte della trasfigurazione, sono entrambi casi dove è Dio che permette il contatto con lo spirito del defunto perché solo lui ha il controllo sui morti che è il signore della vita e della morte, e i morti quindi non posso essere soggetti ai medium, Romani 14:9 “…Poiché a questo fine Cristo è morto per tornare in vita: per essere il Signore sia dei morti sia dei viventi…”. Anche nel racconto del ricco e di Lazzaro prova che non è consentito ai morti comunicare con i vivi, Luca 16:25-26 “…Abramo disse: -Figlio ricordati che tu nella tua vita hai ricevuto i tuoi beni e Lazzaro similmente ricevette i mali, ma ora qui egli è consolato, e tu sei tormentato. Oltre a questo, fra noi e voi è posta una grande voragine, perché quelli che vorrebbero passare di qui a voi non passano, né di la si passi a noi…”. Solo Dio può permetterlo, ma rimane il fatto che Egli stesso proibisce a tutti gli uomini questa pratica, spesso le manifestazioni spiritiche e i loro messaggi provengono da spiriti seduttori che non hanno nulla a che vedere con le anime dei defunti, che alla loro morte si trovano tutte, nessuna esclusa, nel luogo che Dio ha preparato per loro in attesa del giudizio universale, ma sono spiriti ingannatori come scritto in 1 Re 22:21-22 “…allora si fece avanti uno spirito, il quale si presentò davanti al Signore e disse: -Lo ingannerò io; io uscirò e sarò spirito di menzogna in bocca a tutti questi tuoi profeti… e in 1 Timoteo 4:1 “…Ma lo Spirito dice esplicitamente che nei tempi futuri alcuni apostateranno la fede, dando retta a spiriti seduttori e a dottrine demoniache…”. Nemmeno gli apostoli, che furono investiti di speciali doni, non potevano intermediare tra i vivi e i morti, nessuno se non Dio può farlo, quindi diffidate da chi, attraverso false intermediazioni o preghiere sostiene di poter contattare i morti, perché non sono di certo preghiere a Dio o consentite da Lui, l’uomo in se non può e non deve contattare i morti questo è l’insegnamento di Dio.

Questo non toglie che ci siano persone che abbiano una certa sensibilità e che attraverso questa sensibilità, in questo caso specifico dello spiritismo, quindi il contatto con i morti, possa essere usati da intermediari da fonti spiritiche che hanno un origine diversa da quella di poter essere lo spirito di un defunto, l’unico ad avere il potere di permettere certi fenomeni è Satana e i suoi Demoni, i quali hanno la possibilità di trasformarsi in tutto ciò che essi desiderano e distorcere così il pensiero umano. Infatti molti di coloro che abbracciano lo spiritismo o consultano i medium, sono spesso persone che hanno rigettato la fede in Gesù e che non hanno mai fatto un incontro personale con Lui. I medium o veggenti non sono altro che persone che, per una certa sensibilità o dedizione, operano al servizio di Satana e i suoi demoni, io penso che ne siano assolutamente coscienti, al fine di allontanare le persone dal Cristo spingendole ad avere forme di devozione per cose che non porteranno né alla salvezza, né alla consolazione terrena. Inoltre queste pratiche spesso, e non a caso, inducono alla possessione spiritica di chi ne fa uso. Prima di addentrarci a parlare della Possessione Spiritica o Demoniaca, desidero condividere con voi la testimonianza di Tony che ho trovato sul web, scrive:

Nell’età dell’adolescenza ho perso mia madre a causa di un male incurabile e quella che fino ad allora era stata la mia sicurezza, venne meno. Avevo perso quello che era più importante per la mia vita, l’affetto e la presenza di mia madre. Caddi in uno stato di frustrazione profonda che mi portò alla depressione, rendendo instabile il mio equilibrio e il mio stato nervoso già compromesso dalla malattia di mia madre.
Per tutto ciò me la presi con Dio, considerandolo l’autore di tutto quello che era accaduto. Trascorse qualche anno e il mio stato psichico continuava ad essere intollerabile. Il mio unico pensiero era mia madre e per questo, non so se per gioco o per l’inconscio pensiero di poter comunicare con lei, volli partecipare a delle sedute spiritiche, le quali mi davano l’illusione di poter parlare con i morti, ma che invece rovinarono ancora di più il mio equilibrio nervoso, dandomi paura e insicurezza, dovendo dipendere da loro per ogni scelta di vita.
Le arti magiche e divinatorie, lentamente, prendevano possesso della mia vita. Le sedute spiritiche diventarono sempre più “movimentate” perché gli oggetti si spostavano, gli spiriti parlavano, le croci si incenerivano, ed io lentamente scivolavo nel mondo del paranormale. Non so se sono mai stato un vero medium, ma sicuramente gli spiriti simpatizzavano per me perché le esperienze che facevo erano reali. Tutto questo, però, non dava pace alla mia vita, anzi, lentamente mi stavano portando alla pazzia e all’autodistruzione.
In quel periodo nella città dove vivevo, fu istallata una grande tenda missionaria dove ogni sera delle persone, in prevalenza giovani, si riunivano, cantavano e parlavano di Dio. Fui attratto più dalla musica che dal messaggio che essi portavano. Partecipai per molte sere a questi incontri sempre con distacco e solo per il piacere di ascoltare la musica ed una di quelle sere si avvicinarono a me dei giovani di questo gruppo dicendomi che Gesù mi amava. A quest’affermazione risi loro in faccia rispondendo che se tutto ciò era vero, Dio non avrebbe permesso la morte di mia madre. Poi aggiunsi che io ero già in contatto con Dio, tramite le sedute spiritiche che praticavo. La loro risposta fu di smettere di praticare quelle cose perché erano vietate da Dio nella Bibbia. Con molto distacco li lasciai alle loro convinzioni e mi congedai da loro in maniera molto brusca, ma nella mia mente le parole di quei giovani riecheggiavano. Lessi nella Bibbia il passo di Deuteronomio 18:11-12, del divieto che Dio dava al suo popolo per quelle pratiche e decisi di smettere con l’occultismo, ma tutto ciò non bastò a ridare equilibrio alla mia vita, infatti, quelle esperienze avevano scosso di più il mio stato nervoso. Continuai a vivere nella paura, nell’angoscia e nella superstizione in cui mi ero addentrato, tanto da non compiere nessuna mia azione senza aver prima consultato l’oroscopo o il mio spirito guida.
Gli anni passarono e io continuai a vivere la mia vita distaccandomi da ogni pratica religiosa, dibattendomi in condizioni di salute mentale molto precarie: avevo perso concentrazione, vivevo nell’ansia e nello sconforto ed ogni cosa che intraprendevo mi era difficile ed impraticabile. Per questo fui costretto a consultare dei medici specialisti in Psichiatria che mi diagnosticarono un forte esaurimento nervoso con turbe psichiche.
Cominciai ad assumere psicofarmaci ed ansiolitici per svolgere le mie attività quotidiane. In quel periodo le cose sembravano andare meglio. Conobbi una brava ragazza e mi convinsi che da allora in poi tutto sarebbe andato meglio, ma non fu così, infatti, il mio miglioramento psicologico era dovuto esclusivamente ai farmaci che assumevo in maniera massiccia e ogni volta che sembrava che tutto dovesse tornare alla normalità sprofondavo in una crisi depressiva. Cercai allora di ristabilire il mio equilibrio psichico con i divertimenti: ero certo che prendendo tutto ciò che la mia vita offriva sarei stato felice. Cominciai ad uscire con gli amici, passavo le serate in discoteca, fumando, bevendo e divertendomi. Ma l’allegria terminava la notte, quando rientravo a casa e mi trovavo solo e mi trovavo in una condizione d’alienazione più totale, chiedendomi chi fossi, cosa vivevo a fare e perché provavo tanto dolore nel mio cuore. Il giorno dopo tutto ricominciava e la mia vita continuava solo per inerzia. Con il trascorrere del tempo le cose peggioravano sempre di più. Rimasi senza lavoro, senza stimoli, poggiando la mia vita e sfogando le mie frustrazioni sulla mia fidanzata che amandomi, sopportava tutto con estrema pazienza. Un giorno però anche lei stanca di ogni sopruso e al massimo della sopportazione decise di lasciarmi e la mia condizione peggiorò perché la cosa più importante della mia vita era lei. Per ben due volte decisi di farla finita, ma tutti i miei tentativi di suicidio svanirono, perché ero cosciente che non era la soluzione migliore. La mia fidanzata comprese ancora una volta il mio tormento e tornammo insieme ad una condizione: che veramente tutto sarebbe cambiato.
Ormai stanchi di quella vita decidemmo di lasciare gli amici e i divertimenti che davano solo una momentanea soluzione al nostro problema e cercammo di rimanere soli per salvare il nostro rapporto. In quel periodo mi ricordai di quei giovani che anni prima mi avevano parlato di Gesù che avrebbe potuto dare un significato alla mia vita e cominciai a leggere la Bibbia.
Un giorno decisi di raggiungere quei ragazzi, nei loro occhi vidi una luce particolare e nei loro volti vi era una profonda gioia. Esposi i miei problemi, parlai della mia condizione interiore, delle mie sofferenze, della mia fragile situazione neurologica. La loro risposta mi sorprese: Noi non possiamo risolvere i tuoi problemi, ma il Signore è il Dio dei miracoli”.
La mia delusione fu totale, loro non potevano aiutarmi come io speravo. Anche quell’esperienza sembrava essere fallita, ma, prima che andassi via, chiesero se volevamo pregassero per noi. Acconsentimmo e in quei momenti scoprivamo che le persone che pregavano per noi, lo stavano facendo con la convinzione che qualcuno da lassù li ascoltasse. Ci salutammo e io andai via convinto che anche quell’esperienza si era rivelata inutile ma qualcosa accadde nella mia vita. Quando tornai a casa mi rivolsi a Dio con una preghiera spontanea, chiedendogli di ricevere anche io la luce che avevo visto in quelle persone nei loro occhi. In un momento senti una pace che invadeva la mia vita e mi sentì un peccatore davanti a Dio, chiesi a lui perdono dei miei peccati e andai a dormire senza assumere gli psicofarmaci che fino a quel momento ero costretto a prendere. Dio mi aveva ascoltato. Da quel momento in poi l’ansia, la paura, la superstizione andarono via dalla mia vita: Il buoi che era in me è divenuto luce, anche la mia fidanzata fece la sua esperienza con Dio e oggi a distanza di 12 anni, possiamo affermare che Dio ha salvato le nostre vite, dal buoi che l’occultismo aveva avvolto, inondandoci di luce e speranza. Il mio invito è quello che se ti trovi in una condizione di buoi interiore come mi trovavo io e credi che non c’è nessuno che ti ascolti, voglio assicurarti che Dio è lontano da te solo lo spazio di una preghiera.



LA POSSESSIONE


Per possessione spiritica o demoniaca si intende il fenomeno per il quale uno spirito, senza ombra di dubbio maligno, alberga in un corpo riuscendo, in alcuni specifici momenti detti di “crisi”, a parlare e a muoversi attraverso di esso, senza che il posseduto possa fare nulla per evitarlo. Secondo alcune teorie è solo il corpo che può essere posseduto e non l’anima che, in effetti, potrebbe essere salvata.

Ma a come ci si arriva alla possessione, o meglio, quali sono quelle motivazioni che possano indurre uno spirito a possedere il corpo di un uomo?

Una prima possibilità può essere quella di rimanere vittima dell’azione straordinaria del demonio a seguito di un maleficio. Non solo chi lo riceve, ma anche chi lo fa può rimanerne vittima. Può trattarsi di fattura, malocchio, maledizioni, legature, macumba, voodoo, riti satanici, ecc. Le pratiche magiche sono senza ombra di dubbio le pratiche, apparentemente più innocue, addirittura spesso le si fa per gioco, ma che in realtà sono il mezzo più efficace per gli spiriti di aprire un “canale” di passaggio con l’uomo che può evolversi in una vera e propria possessione. Le pratiche magiche e, in generale, tutte le forme d occultismo vanno assolutamente evitate in qualsiasi forma esse si presentino, anche per gioco.

Una seconda possibilità può essere il persistere di una persona in una situazione di peccato gravissima e protetta nel tempo che può essere un buon presupposto perché il male possa prendere piede nella sua anima. Ad esempio come potrebbe essere successo a Giuda Iscariota, chissà quanti tentativi Gesù abbia fatto perché potesse vincere la sua cupidigia del denaro, infatti, è possibile che Giuda agì tradendo Gesù, in seguito alla possessione da parte di un demonio, questo spiegherebbe il perché, una volta preso coscienza della gravità di ciò che aveva fatto, si impiccò.

La terza possibilità, la più classica e più frequente, è la frequentazione di persone e luoghi malefici, è evidente che partecipando ad una seduta spiritica o consultare maghi e simili, oppure aderendo a sette sataniche, si aprono volontariamente le porte della propria anima a Satana.

Nei casi di possessione, pur essendo ognuno diverso dall’altro, si riscontrano in tutti una serie di fenomeni “classici” riconducibili ad una possessione demoniaca:

Le lingue sconosciute, uno degli eventi maggiormente riscontrabili nel caso di una possessione, è la capacità del posseduto di parlare lingue sconosciute o antichissime a loro sconosciute come il greco, il latino e l’aramaico. Altre volte parlano lingue che sembrano essere senza un vero e proprio senso ignote anche a chi analizza i casi di possessione.
La forza straordinaria è un altro fenomeno riscontrabile durante gli esorcismi. Non a caso spesso si è costretti a legare le persone possedute per evitare ch il posseduto possa nuocere agli altri o a se stesso.
L’avversione al sacro o al religioso è un fenomeno riscontrabile in tutti i posseduti, hanno un rifiuto della parola di Dio e tutto ciò che riguarda Cristo, ma ne hanno anche un profondo timore.
Rendere note cose distanti oppure nascoste, quindi che il posseduto non può sapere o esserne a conoscenza.
La levitazione.


L’azione demoniaca della possessione e le sue conseguenze sull’uomo è descritta anche nella Bibbia, dove si percepisce come il demonio agisca sul l’uomo posseduto sia sul punto di vista fisico che emotivo. Ad esempio ne brani che vi citerò dimostrano di come spesso l’azione demoniaca sul posseduto ha conseguenze fisiche, molti indemonianti erano ciechi o muti ecc, Matteo 9:32-33 “…mentre quei ciechi uscivano, gli fu presentato un uomo muto e indemoniato. Scacciato il demone, il muto parlò. E la folla si meravigliava dicendo: Non si è mai vista una cosa simile in Isralele…”, Matteo 12:22 “…allora gli fu presentato un indemoniato cieco e muto, ed egli lo guarì in modo che il muto parlava e vedeva…”. In altri casi la possessione induce a fare del male, e Giuda ne è l’esempio principale. In Atti 16:16-18, che dice: “…mentre andavano al luogo di preghiera, incontrammo una serva posseduta da uno spirito di divinazione. Facendo l’indovina, essa procurava molto guadagno ai suoi padroni. Costei, messasi a seguire Paolo e noi, gridava: -Questi uomini sono servi del Dio altissimo, e vi annunziano la via della salvezza-. Così fece per molti giorni, ma Paolo, infastidito, si voltò e disse allo spirito: -Io ti ordino, nel nome di Gesù Cristo, che tu esca da costei- ed egli uscì in quell’istante…”, lo spirito da apparentemente a una serva qualche capacità di sapere le cose al di là della sua conoscenza. Nel caso dell’indemoniato Gadareno che era posseduto da una moltitudine di demoni, questi aveva una forza sovrannaturale, andava in giro nudo e viveva tra le tombe. Quindi anche la Bibbia conferma che esistano un’ampia varietà di possibili sintomi di possessione demoniaca, come appunto una menomazione fisica non conducibile a un vero problema fisico, cambiamenti di personalità come un insolita depressione o aggressività, forza sovrannaturale, disprezzo per il decoro e la “normale” interazione sociale e la capacità di comunicare informazioni che non si sono acquisite in modo naturale. Bisogna fare molta attenzione in quanto, molti di questi fenomeni possono avere una motivazione medica o scientifica, quindi bisogna fare molta attenzione a non cadere nel superficiale e dichiarare il primo malato di depressione un indemoniato. Cosi al contrario la scienza e, soprattutto, la psicoanalisi non possono pretendere di dare spiegazioni anche a fenomeni che evidentemente fanno fatica ad avere un riscontro scientifico razionale. Con il sopravvento della psicoanalisi, la possessione si è esclusa a priori dando alle più forti caratteristiche di possessione demoniaca, definizioni come isteria o psicosi. C’è un sottile e fragile filo separatore tra la psicoanalisi e la possessione, nonostante il tentativo da parte di medici e psichiatri, oltre che il loro chiaro scetticismo, a oggi ci sono fenomeni che nemmeno l’isteria e la psicosi possono spiegare, come ad esempio il parlare lingue sconosciute o la levitazione.

Anche nella Bibbia, inoltre, viene sostenuta la tesi che la possessione demoniaca possa dipendere da una vita dissoluta e particolarmente peccaminosa, come appunto già citato prima nel caso di Giuda, egli aprì il suo cuore al male mediante la cupidigia, Giovanni 12:6 “…diceva così (riferendosi a Giuda), non perché si curasse dei poveri, ma perché era ladro, e, tenendo la borsa, ne portava via quello che vi si metteva dentro…”, Giuda era conosciuto come avido nel denaro. Così è possibile che permettendo al proprio cuore di essere dominato da un particolare peccato, questo diventa un invito per un demone a prendersene il possesso.

La possessione demoniaca è anche collegata all’adorazione degli idoli o a materiale occulto. La Bibbia fa ripetutamente riferimento all’adorazione degli idoli come a una vera e propria divinazione, infatti la Bibbia cita in Levitico 17:7 “…essi non offriranno più i loro sacrifici agli idoli a forma di capri che sono soliti ad adorare prostituendosi. Questa sarà per loro una legge perenne, di generazione in generazione…”, coma anche in Deuteronomio 32:17 “…hanno sacrificato a demoni che non sono Dio, a dei che non avevano conosciuto, dei nuovi apparsi di recente che i vostri padri non avevano temuto…” o in 1 Corinzi 10:20 “…io dico che le carni che i pagani sacrificano, le sacrificano ai demoni e non a Dio, ora io non voglio che abbiate comunione con i demoni…”. Perciò non dovrebbe sorprendere che il coinvolgimento con l’idolatria, di ogni genere e le pratiche associate a tali religioni, come soprattutto quella cattolica, possa portare alla possessione demoniaca. Infatti la cosa strana è che la chiesa cattolica sostiene che, persone particolarmente devote, come ad esempio Padre Pio ecc, siano propense agli attacchi da parte di forze demoniache, ma come è possibile che questo accada se la Bibbia ci dimostra esattamente il contrario? Riguardando l’influenza dei demoni nella vita dei veri cristiani, l’apostolo Pietro è un chiaro esempio di come il cristiano possa essere influenzato dal diavolo, ma non riceverne un attacco e di conseguenza una possessione demoniaca, in Matteo 16:23 “…Ma Gesù, voltandosi, disse a Pietro: -Vattene via da me Satana! Tu mi sei di scandalo. Tu non hai il senso delle cose di Dio, ma delle cose degli uomini-…” Pietro era condizionato nel pensiero, tanto da rimproverare Gesù, da Satana, ma non perché posseduto, ma perché il male può far venire pensieri oscuri e inalterati, infatti Gesù rivolgendosi a Pietro in quel modo, si sta riferendo al pensiero che Satana gli aveva ispirato, inoltre Gesù ci avverte di questa possibilità, infatti in 1 Pietro 5:8 dice: “...siate sobri, vegliate il vostro avversario, il diavolo va attorno a voi come un leone ruggente cercando chi possa divorare. Resistetegli stando fermi nella fede, sapendo che le medesime sofferenze affliggono i vostri fratelli sparsi per il mondo…”. Ma, come già anticipato, non c’è nessun riferimento biblico di un credente in Cristo che sia posseduto da un demone, anzi un cristiano non può essere posseduto in quanto ha dentro di se lo Spirito Santo, così come si legge in 2 Corinzi 1:22 “…egli ci ha pure segnati con il proprio sigillo e ha messo in noi la caparra dello Spirito Santo…”, e in 1 Corinzi 6:19 “…non sapete che il vostro corpo è il tempio dello Spirito santo che è in voi per mezzo di Dio?...”. Quindi come è possibile che un demone possa impossessarsi di un corpo che, per fede, ha ricevuto lo Spirito Santo di Dio? Quella dei cattolici è una teoria assurda che evidentemente vuole mascherare la verità della questione, ovvero che la chiesa cattolica e i suoi santi, mistici, stigmatizzati e quant’altro, altro non sono che la culla dove il demonio ha libero arbitrio, nei suoi svariati travestimenti per impossessarsi dell’anima dell’uomo che, per mezzo di una chiesa bugiarda e corrotta, ha la convinzione di essere un vero cristiano. Questo in effetti spiegherebbe come sia possibile che dei “devoti” possano aver ricevuto gli attacchi del demonio e esserne posseduti, o spiegherebbe inoltre la pratica degli esorcisti, fatta di rituali e formule che anch’èsse non trovano nessun riscontro nelle Sacre Scritture.


GLI ESORCISTI


La figura dell’esorcista nasce con Papa Cornelio, il quale in una delle sue lettere al vescovo Fabio di Antiochia, l’attuale Turchia, in un elenco dei vari gradi della gerarchia ecclesiastica, incluse per la prima volta una classe nuova e speciale, quella degli esorcisti. Nel medioevo gli esorcismi venivano affidati solo a preti di ordini minori e durò fino a quando, nel Concilio Vaticano II, del 1962/65, papa Giovanni XXIII decise di abolire questa pratica. Poco più di qualche anni fa la chiesa cattolica riperse dei corsi per esorcisti destinati ai sacerdoti che devono ricevere una particolare licenza dal vescovo prima di eseguirli, una decisione presa in seguito alle numerosissimi e apparenti casi di possessione all’interno delle diocesi. Sempre secondo la chiesa cattolica per esorcismo si intende un insieme di pratiche e riti volti a scacciare una presenza demoniaca in una persona o in un luogo. In particolare per esorcismo si intende un sacramento, una forma di preghiera pubblica e solenne che si fa in nome e con l’autorità della Santa Chiesa Cattolica per mezzo di un sacerdote, appunto l’esorcista. Uno delle figure sicuramente più conosciuto nella chiesa cattolica come esorcista è padre Gabriel Amorth (87anni) è Presidente emerito dell’Associazione Internazionale degli Esorcisti, famoso per i suoi innumerevoli libri e casi di possessione che avrebbe risolto.

Ma cosa fa esattamente un esorcista? Il primo compito dell’esorcista è tranquillizzare la persona. Oggi sono innumerevoli le persone che sono convinte di essere stati raggiunti da qualche maleficio ad opera di persone invidiose, perverse, concorrenti in affari e via dicendo. E molto spesso questa convinzione viene confermata o fatta nascere da persone sbagliate che si sono consultate, come maghi, veggenti, cartomanti, carismatici ecc. Questa nella maggior parte dei casi sono persone tormentate e terrorizzate dagli influssi negativi di tali opere, anche se in effetti le stesse, come visto prima, possono essere un canale di apertura per una possessione. Ma spesso risultano alla fine essere persone fissate e non veramente indemoniate. Una volta accertato che il soggetto è realmente posseduto allora, l’esorcista provvede a compiere l’esorcismo. Ogni esorcismo segue dei criteri personali, sia nel modo di condurre gli esorcismi sia nell’esaminare le persone che a lui si rivolgono. Alcuni addirittura fanno compilare dei questionari da loro stessi preparati. Poi ovviamente non possono mancare gli strumenti del mestiere, ovvero la croce, acqua santa, la bibbia ecc. tutti simboli ai quali il presunto demone reagisce in maniera violenta. Insomma fare l’esorcismo è un vero e proprio lavoro per questi sacerdoti, con tanto di attestato e rituali o preghiere da imparare.

Ma come è possibile che tutto questo sia veritiero? Poco fa dalle Sacre Scritture sono emerse due informazioni importanti, la prima è che i veri cristiani in Cristo non possano essere posseduti, e quindi vengono a decadere tutte le affermazioni della chiesa cattolica secondo le quali i più vicini a Dio sono soggetti agli attacchi satanici ed eventuali possessioni, e anche se riguardassero persone non credenti, c’è in secondo punto fondamentale che ritroviamo più volte nella Bibbia, ovvero Gesù e gli apostoli scacciavano i demoni nel nome di Dio, solo questo era sufficiente, ordinare al demonio di andarsene nel nome di Dio, la Bibbia non fa alcun riferimento a qualche particolare pratica o preghiera, oppure all’utilizzo di particolari oggetti. Inoltre è nel nome di Dio e non, come abbiamo visto prima, attraverso l’autorità e il nome della santa chiesa cattolica. Gli apostoli, dopo l’ascesa di Cristo in cielo ricevettero degli speciali doni dallo Spirito Santo, tra essi anche quello di scacciare i demoni, Matteo 16:17 “…questi sono i segni che accompagneranno coloro che avranno creduto, nel mio nome scacceranno i demoni…”, ma anch’essi lo fecero sempre e solo nel nome del Signore comandando al demone di uscire da quel corpo. Non vi è nella Bibbia alcun riferimento alla tipologia dell’esorcismo come avviene nella chiesa cattolica. I riferimenti nella Bibbia sono numerosi: Luca 9:27, Marco 6:13, Marco 9:38.

Quello che mi viene da considerare, alla luce di quello che sono state le ricerche fin ora esposte, è che nella chiesa cattolica ci sono tutte le condizioni, soprattutto per la fortissima idolatria, le quali permettono che avvengano realmente delle possessioni demoniache. I sacerdoti che si ritengono esorcisti, non sono altro che burattini nel gioco di Satana che si diverte a possedere le persone e far finta di essere cacciato da altre, favoreggiando l’ipotesi che gli esorcisti, con i loro rituali e in nome della santa chiesa cattolica riescano a dominarlo, ma questo non è altro che il malefico disegno di Satana al fine unico di indurre le persone, non solo a credere nella sua esistenza, ma a rifugiarsi in una religione, quella cattolica, come se fosse la vera fonte di salvezza, quando invece con questo meschino gioco induce l’uomo a credere in una religione lontana dal messaggio di Dio. Infatti nella Bibbia e nella storia di Gesù e i suoi apostoli, l’azione di Satana rimane la stessa, ma della posizione della chiesa cattolica in campo di esorcismo e possessione non si trova alcun riscontro, tutto a dimostrazione che il cattolicesimo non solo mente, ma è uno dei meccanismi del gioco di Satana per la perdizione dell’umanità.




In conclusione le forme di spiritismo, il rivolgersi a veggenti o medium, e più in generale fare in qualche modo riferimento al mondo dell’occulto, è un rischioso messaggio alle forze del male alle quali si lascia la porta aperta per accedere alla propria anima. Alcune persone hanno un fascino malsano per le attività occulte e questo è assolutamente antibiblico. Se seguiamo Dio con la nostra vita e in lui riponiamo la nostra fede saremo allora rivestiti della sua armatura e confidando nella sua forza non abbiamo nulla da temere dal maligno perché Dio governa anche su esso.

Efesini 6:10-18 “…Del resto, fortificatevi nel Signore e nella forza della sua potenza. Rivestitevi della completa armatura di Dio, affinchè possiate star saldi contro le insidie del demonio, il nostro combattimento infatti non è contro sangue e carne, ma contro i principati, contro le potenze, contro i dominatori di questo mondo di tenebre, contro la forza spirituale della malvagità, che sono nei luoghi celesti. Perciò prendete la completa armatura di Dio, affinchè possiate resistere nel giorno malvagio, e restare in piedi dopo aver compiuto tutto il vostro dovere. State dunque saldi: prendete la verità per cintura dei vostri fianchi, rivestitevi della corazza della giustizia, mettete come calzature ai vostri piedi lo zelo dato dal vangelo della pace, prendete oltre a tutto ciò lo scudo della fede, con il quale potrete spegnere tutti i dardi infocati del maligno. Prendete anche l’elmo della salvezza e la spada dello Spirito Santo che è la parola di Dio…”

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