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mercoledì 14 agosto 2013

TESTIMONIANZE SULLA CHIESA EVANGELICA DI TREZZANO ROSA

Cari lettori in questo post sono raccolte alcune testimonianze di persone che hanno vissuto in passato all'interno della chiesa evangelica di Trezzano Rosa, che alcuni anni fa era situata nel comune di Gorgonzola. Per ovvie ragioni di privacy, che sono tenuto a rispettare, ho chiesto io alle persone che hanno dato la loro testimonianza di non fare nomi di persone coinvolte e di rimanere loro stessi nell'anonimato. Ma quello che viene riportato di seguito sono fatti reali e testimonianze vissute in prima persona da chi le ha scritte.

1 TESTIMONIANZA: 
Sono nato in una famiglia di religione Cristiana Evangelica e fino all'età di 18 anni e cresciuto e vissuto con un educazione religiosa molto rigida dettata da una comunità evangelica che era diventato un mondo a se. Già in questo periodo l'appartenenza religiosa a cui dovetti obbligatoriamente aderire, mi creava un senso di emarginazione dal mondo che tutti i bambini dovrebbero avere. Ricordo ad esempio che a scuola mi prendevano in giro tutti perché, oltre a non partecipare all'ora di religione (che non ha alcun senso!) non mi era consentito partecipare ai compleanni alle feste della scuola e via dicendo. Pensate da bambino come mi sentivo a essere escluso da tutto e tutti, più passava il tempo e più le cose vietate erano molo più pesanti: non potevo andare a ballare, non potevo fare sesso fino al matrimonio, dovevo ave sempre un abbigliamento non troppo "mondano", dovevo avere amicizie e trovarmi una ragazza solo nel contesto evangelico , il piu lontano possibile dal mondo, perché così venivano chiamate tutte quelle cose al di fuori del concetto evangelico, cose del mondo e come tali del peccato. Ho vissuto tutta l'infanzia e l'adolescenza in preda ad una comunità religiosa che imponeva regole e modi di vivere che mi rendevano schiavo di un sistema che, inoltre, non avevo mai scelto e che, solo in seguito, scopri non essere il vero modo di vivere il cristianesimo. Il caos più totale venne quando io avevo 17 anni e mezzo, da un po' di tempo mi resi conto che le mie attrazioni fisiche erano più verso gli uomini che verso le donne, capi col passare del tempo che ero omosessuale e feci di tutto per dimostrare agli altri e a me stesso che non lo ero. Essere omosessuale significava commettere un peccato talmente grave da meritarsi la morte. Come potevo dirlo!? Come potevo vivere la mia sessualità?! Fu un segreto che mi portai dentro per molto tempo, troppo! Fino a quando un giorno conobbi un ragazzo che mi fece capire che non c'era nulla di sbagliato in me, che dovevo vivere la mia vita come meglio avrei voluto e come meglio mi avrebbe fatto felice. Il mio comportamento da allora non era più quello di un bravo cristiano, secondo la comunità e la famiglia il mio atteggiamento aveva i qualcosa di sospetto, ed ecco che mia madre un giorno trovo una lettera che mi scrisse questo ragazzo. Era chiaro in quella lettera la mia omosessualità e io, difronte alla domanda di mia madre, avevo due scelte: negare anche l'evidenza, oppure dire la verità e prendersi le conseguenze di tutto. Scelsi la seconda, non potevo più fingere, non potevo più nascondermi, non ce la facevo più psicologicamente a vivere fingendo ogni giorno. Ero consapevole che dire la verità avrebbe portato delle conseguenze, ma mai mi sarei aspettato che queste conseguenze sarebbero state così devastanti. Mia madre reagì malissimo e immediatamente mi butto' letteralmente fuori casa, uscì con una sacca con dentro qualche vestito e 10 mila lire nel portafoglio. Per anni ero cresciuto sotto ad una campana di vetro con una educazione che faceva di tutto per separarmi il più possibile da quel mondo peccaminoso, ed ora vi ero completamente immerso. Anche la reazione della comunità evangelica non fu certo delle migliori, scomunicato, allontanato, non si poteva nemmeno rivolgermi il saluto, io per tutti loro ero stato indemoniato e il peccato aveva preso possesso di me. Non ero più degno di stare davanti agli occhi di Dio e nemmeno davanti ai loro. Con il passare degli anni capi che anche la mia famiglia era pervasa da questo fanatismo e che si comportò come loro volevano che si comportassero. La Maria famiglia ha senza ombra di dubbio sbagliato, ma ha sbagliato perché era psicologicamente condizionata dalla comunità evangelica, è difficile dalle una colpa in toto.
Fuori casa non me la sono vista molto bene, per le prime 2 settimane dormivo la notte in stazione centrale a Milano e di giorno una mia carissima amica, di nascosto, mi faceva andare a casa sua a lavarmi e mangiare. Ebbi modo di conoscere un ragazzo che mi aiuto e mi portò a casa di due sue amiche transessuali, pensavo mi amasse, mi volesse bene, invece voleva solo il mio corpo, il mio primo rapporto con un ragazzo non si svolse per nulla per amore, ma venni violentato dal desiderio che lui aveva di me. Il giorno dopo spari, ma le sue amiche continuarono ad accogliermi. Avevo un tetto sulla testa per lo meno, ma dovevo mantenermi. Le 10 mila lire e quel poco che la mia amica potette prestarmi non sarebbero durati a lungo e io ero privo di esperienza lavorativa, cercare un posto non era facile, soprattutto così imminente. Niente di più facile fu iniziare a prostituirmi, come le tras....da qui iniziò la mia vita immersa nello squallore e in me cresceva rabbia e odio per Dio e per quelle persone tra le quali ero cresciuto e che mi avevano abbandonato a me stesso!  Sarebbe davvero molto lungo raccontare tutto e soprattutto le mie emozioni, i sentimenti, i dolori le lacrime e i segni che la mia storia ha lasciato nella mia anima, scolpiti come cicatrici indelebili. Sono riuscito a rialzarmi a rifarmi una vita, anche grazie a persone del "mondo" che mi hanno saputo dimostrare amore e mi hanno aiutato tanto, ho saputo scoprire il vero messaggio di Dio, un messaggio di amore, scoprire che Dio non mi aveva mai abbandonato e in lui ho riposto la mia vita e la mia fede. A distanza di 13 anni ho ripreso i rapporti con la mia famiglia, almeno una parte, anche loro segnati dal rimorso di aver dato retta ad una comunità che si è rivelata una setta guidata dagli uomini e non al vangelo e dall'amore. Nessuno ci restituira' questi 13 anni persi!. A distanza di questi anni ho sentito testimonianze, sia dalla mia famiglia, che altre persone, testimonianze di vite devastate dal fanatismo religioso di queste comunità. Allora mi sono detto, ho sentito dentro di me, il bisogno di fare qualcosa, affinché più nessuno possa essere vittima di comunità religiose fanatiche, che io definisco sette vere e proprie. Ho scritto una lettera alla comunità chiedendo spiegazioni, dimostrando con la Bibbia che i loro atteggiamenti non sono cristiani, ho chiesto un ravvedimento, ma ho ricevuto solo insulti...ho scritto sul mio blog, aperto un po' di mesi fa, proprio un blog dedicato a tutte quelle religioni che in nome di Dio fanno le peggior cose. Ho scritto una lettera appellandomi a tutte le comunità evangeliche, nella speranza che c'è ne fosse qualcuna che, guidata veramente dai vangeli, potesse intervenire e aiutarmi a far cessare le ingiustizie di una chiesa che sfacciatamente giudica gli altri, ma è la prima a vivere nel peccato e nell'ipocrisia. Nulla non ho ottenuto nulla. Ed ecco allora che ho deciso di portare queste storie difronte all'opinione pubblica, perché la gente deve sapere cosa si nasconde dietro a religioni che apparentemente hanno del benevolo, ma sono di danno alle persone. Queste sono realtà di cui poco si sente parlare, ma ci sono molte molte persone che ne sono coinvolte, bisogna fare conoscere certe cose affinché si eviti che altre persone siano vittime di violenze psicologiche, vittime di una psicosi collettiva e un fanatismo che non ha controllo.

2 TESTIMONIANZA
Ho frequentato per 30anni la comunità evangelica di Gorgonzola (ora di Trezzano Rosa), detta cristiana. I primi 3 anni li ho trascorsi apparentemente sereni. Dopo 4 anni successe una cosa terribile per la mia sensibilità cristiana. Tra i membri di questa comunità, soprattutto tra le due famigli "dominanti", c'erano dei dissapori e litigavano tra loro spesso e volentieri su chi o come doveva governare la chiesa, nascondendo molto bene questi attriti agli altri membri, me compresa. Una sera, dopo una riunione di Chiesa, scoppio un dibattito acceso tra due di loro, un dibattito che presto, e inaspettatamente, portò alle mani. Rimasi scioccata da questo, come era possibile che accadesse questo nella chiesa di Cristo? Quando finirono finalmente i loro litigi conclusero che la chiesa avrebbe dovuto dividersi e ogni singolo membro avrebbe dovuto decidere se stare dalla parte di uno o dell'altro. Chiesero a me e mio marito con chi avessimo voluto schierarci, ma noi non volevamo schierarci con nessuno, allora ecco che ci tolsero il saluto e la comunione della domenica mattina. Abbiamo continuato a frequentare e dopo tempo le cose si appianarono, ma in me rimase lo sconvolgimento di quanto era accaduto, e iniziai a versare lacrime di giorno e di notte e caddi ben presto in una forte depressione. Tanti sapevano che stavo male, ma nessuno prendeva sul serio il problema e la mia sensibilità, sia di donna che di cristiana, venni lasciata sola. Un giorno particolarmente difficile preparai dei farmaci e li misi in un bicchiere per prenderlo, volevo farla finita, ma prima di farlo ho deciso di chiedere aiuto. Chiamai un anziano della chiesa, il pastore, e gli feci presente la mia situazione, il mio dolore e la depressione che stavo attraversando, ma appena egli dissi quelle che erano state le mie intenzioni mi saluto' e se ne andò via...non si fece più vedere da me. Il pastore, un anziano, dovrebbe curare e seguire il suo gregge, invece i problemi li si risolvevano semplicemente evitandoli o allontanando chi li aveva. 
Questa freddezza nella comunità c'era ormai da tempo, dopo la divisione nulla era più come prima e la comunità prendeva sempre più una parvenza poco cristiana, tante persone che avevano bisogno di aiuto vennero lasciate sole, nessuno era disposto a portare i pesi altrui e ad essere di aiuto per il fratello, come ci insegna la Bibbia (Galati 5:3 - Galati 6:2). 
Passarono gli anni e l'influenza che la chiesa evangelica ebbe su di me mi portò sempre più verso lo sconforto e la depressione, per scelte sbagliate che mi indussero a fare e alle quali non ebbi la forza di oppormi. Fortunatamente oggi ho trovato la forza di oppormi e ho deciso di non frequentare più una comunità che non ha nulla di cristiano, che non conosce l'amore, ma nonostante la preghiera e al fatto che so che Dio mi aiuta e sostiene, nella mia anima rimane un esperienza talmente negativa da aver lasciato una cicatrice che nessun chirurgo potrà mai cancellare. 


3 TESTIMONIANZA:
 Ciao Samuele,
sono ....... e conosco la tua famiglia da moltissimi anni e come te anche io ho vissuto i miei primissimi anni a Gorgonzola (anni 60) già ricca di divisioni e crociate fanatiche; poi circa 20 anni a Sesto San Giovanni negli anni d'oro che poi sono sfociati anch'essi nella dura morsa del fanatismo religioso. Al momento sono uno degli anziani della chiesa di .......identificata con le assemblee dei fratelli. Sono dispiaciuto per quello che hai vissuto e stai vivendo; ti consoli il fatto che non sei da solo a vivere esperienze così traumatiche e devastanti. Sarò lieto di condividere con te le nostre esperienze per permettere almeno che i posteri possano farne buon uso. Forse le nostre esperienze serviranno a far maturare nuove mentalità, più vicine agli insegnamenti del vangelo. 
Comunque, per chiarezza, io sono nipote dei ....... in genere, anche se da diversi di loro sono completamente distante. La mia esperienza evangelica è stata così schifosamente devastante da non dare alcun merito alla mia parentela riguardo alla mia conversione e crescita spirituale. A tutt'oggi sono considerato "fuori comunione" da diverse chiese che hanno molto di evangelico e poco di evangelo. Ma avremo modo di parlarne meglio. Al momento ti consiglio di guardarti intorno e cercare una chiesa che possa davvero accoglierti come figlio di Dio e non come evangelico. 
Dio ci benedica.

....CONTINUA....

7 commenti:

  1. Ecco, allora caro anziano della chiesa di....,accoglilo tu invece di dirgli di guardarsi intorno.

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  2. Pessimo commento, ancora una volta caro anonimo, ma non lo capisci che dando queste rispostacce non fai altro che dimostrare quanto sei piccolo, stupido e mediocre? Non ti rendi conto che chi legge i tuoi commenti continuerà a chiedermi che razza di cristiano sei?! Ma te le devo venire proprio a dire io queste cose non ci arriva quella tua piccola testolina?! Ti prego, te lo chiedo per favore, cerca di scrivere dei commenti che siano costruttivi, che dia spazio ad un dialogo ad uno scambio di idee di opinioni, non limitarsi come fanno i bambini dell'asilo a rispondere con quel tono dispettoso perché ti rendi ridicolo!

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  3. Questo blog, per quanto tu ci creda o meno, o per quanto tu lo apprezzi o meno, cerca di trattare una tematica seria, non sono qui a scrivere per dover rispondere a commenti che sembrano più dei dispetti che degli scambi di opinioni. Quindi smettila!

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  4. Signor Manera,mi chiamo Maria Elena Coppola, sono una ragazza di 22 anni quasi e vengo da Sora,una cittadina in provincia di Frosinone,nel Lazio,a circa 100 km dalla capitale.Mi perdoni se mi intrometto nel discorso e se scrivo sul suo blog,ma se ci sono delle testimonianze dei credenti di questa chiesa da lei tanto odiata in quanto la considera una setta,lei non può affermare che sia una setta e disprezzarla.Le testimonianze sono le prove che questa chiesa non è una setta,ma una vera chiesa di Dio,anche se mia madre,per quanto credente, ha la sfacciataggine di dire che si sono messi d'accordo tutti i credenti per far credere che queste chiese ADI siano vere chiese di Dio e non delle sette.Mi perdoni anche se sto scrivendo a quest' ora di notte,ma non riuscivo a dormire,ho aperto il pc e mi sono imbattuta per caso nel suo blog.ho letto anche altre cose che lei ha scritto contro questa chiesa tempo fa e mi scusi la franchezza ma allora potevo anche crederle,ma ora che ho letto le testimonianze no.COMUNQUE NON VOLEVO OFFENDERLA.Mi perdoni anche per la lunghezza del commento.Distinti saluti,Maria Elena Coppola.p.s. non so se metterò anonima o il mio nome come firma ,ma se metterò anonima ,lo farò perchè non so bene come si mette il nome,non per nascondermi dietro ad un pc,dato che le ho già detto nome e cognome e le ho anche spiegato da dove vengo.

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    1. Ah,mi scusi ,sono sempre io ,Maria Elena Coppola,mi scusi per la figuraccia.Posso spiegarle tutto,signor Manera:avevo visto che c'erano delle testimonianze su questa chiesa e non le avevo ancora lette quando ho scritto il primo commento:di solito sui siti evangelici delle chiese ADI leggo testimonianze a favore della chiesa ADI del sito ,qualunque essa sia ,ma dopo aver pubblicato il commento ,ho letto le testimonianze che dimostrano invece che la chiesa di trezzano rosa è una setta .La prego non la prenda a male.In questo caso ,allora,ha ragione lei.Le chiedo pubblicamente scusa ed ora sto male per averle scritto il primo commento ,ma le prometto che la prossima volta prima di parlare,sarò bene informata.La prego,non mi insulti.Un saluto,Maria Elena Coppola.

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  5. Buongiorno Maria Elena, e mi scusi lei per la mia risposta così in ritardo...ci tengo a premettere innanzitutto che questo non è un sito evangelico o ADI. Questo e un blog che si occupa di religioni, esotismo e occultismo in quanto mie passioni personali e per mie credenze personali, ma come ho già scritto più di una volta non mi sento e non voglio appartenere a nessun gruppo religioso esistente. Per quanto riguarda questo post sul quale lei ha commentato, ho voluto solo portare la mia testimonianza personale, ovviamente non posso affermare che tutte le chiese evangeliche siano delle sette. Quella in qui sono cresciuto io però si. La ringrazio del suo commento e non servono scusa. Scriva quando vuole io sono pronto al dialogo e al confronto con tutti.

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  6. solo ora ho letto il suo commento dopo un anno ,prima non ne avevo il coraggio,mi vergognavo a causa di ciò che le avevo scritto.

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